Maratona da "Mille e una Notte" al cinema, con il pensiero alla crisi economica

Articolo pubblicato il 22 marzo 2016
Articolo pubblicato il 22 marzo 2016

Primo giorno di primavera con il SICILIA QUEER filmfest che presenta al cinema Rouge et Noir di Palermo un film che ha già suscitato l’attenzione della critica internazionale per la sua sorprendente visionarietà e libertà creativa: “Arabian Nights” del regista portoghese Miguel Gomes. E gli organizzatori citano il caso dei licenziamenti Almaviva.

Un’occasione unica per vedere il caso cinematografico dell’anno, composto da tre film (Inquieto; Desolato; Incantato) che sono stati proposti di fila (dalle 17.30 fino alle 23.00) al cinema Rouge et Noir in occasione della terza anteprima del Sicilia Queer Filmfest.  Presentato alla Quinzaine des Réalisateurs (Festival de Cannes 2015) il film è ambientato nel Portogallo di oggi e, mescolando realtà e immaginazione, racconta la crisi del paese prendendo spunto e rielaborando fatti accaduti.

Proposto in versione originale, Le Mille e una Notte – Arbian Nights è l’ennesimo esperimento cinematografico riuscito a Palermo, premito da una buona presenza di pubblico che per gran parte ha preferito acquistare il biglietto a scatola chiusa per tutti e tre gli spettacoli. Un appuntamento a cui non sono mancati personaggi della cultura palermitana, come lo scrittore Roberto Alajmo e i registi Piazza e Grassadonia, premiati in passato a Cannes per Salvo e alle prese con la lavorazione dell’atteso Sicilian Ghost Stories. Prima dell’inizio della proiezione gli organizzatori del Sicilia Queer hanno menzionato la notizia degli annunciati 1.600 licenziamenti del call center palermitano Almaviva, affermando che forse non si percepisce pienamente la gravità per la città di un simile avvenimento.

La crisi della realtà palermitana lascia il posto al buio in sala: siamo in Portogallo, presso i Cantieri Navali di Viana Do Castello, che una volta contavano 2000 operai e ora galleggiano nell’assenza di commesse. Inizia così la storia del primo volume, INQUIETO. Un regista si propone di inventare delle storie ispirate alla penosa realtà in cui vive. Non riuscendo però a trovare un senso al proprio lavoro, fugge, da vigliacco, lasciando al suo posto la bella Sherazade. La Troika narcisista e insensibile e i disoccupati sono l’anima di questo primo film, e dai vari personaggi si sentono frasi intrise di verità: “Nessuno risponde ai curriculum inviati. Ho iniziato a cambiarne il contenuto, a togliere e inserire competenze a seconda della mansione richiesta, e ora non so più chi sono veramente”. Il cinema di Gomes è molto colorato e fantasioso, con uno strano equilibrio tra  il documentario e altri generi. Nel frattempo ci arrivano sms da amici lavoratori di Almaviva. Ambra, 36 anni, spiega: “La procedura dura 75 giorni. In questo periodo si deve trovare un accordo ma allo scadere dei termini l’azienda procederà unilateralmente a inviare le lettere…” .

Usciti dal primo spettacolo, la primavera ruggisce con uno scirocco insistente contro l’imponente architettura del Teatro Massimo. Chiediamo i primi commenti sul film. Marta conosceva già il libro Le Mille e Una Notte: “Ne ho letto alcune parti, Sherazade è una della figure letterarie che ho conosciuto, criticato, letto e riletto con più piacere. Questo film è originale, mi sono appassionata al tema del Portogallo, della sua crisi, dell’austerità. Tutto raccontato attraverso storie di singoli individui”. Anche Alessio sembra apprezzare: “Finalmente un film fortemente politico, militante in modo esplicito. Il mix tra realtà e magia funziona alla perfezione, la narrazione è davvero efficace nonostante i temi seri. La messinscena rende il film notevole”.

Stiamo ancora chiacchierando quando chiamano in sala per il secondo volume del film, DESOLATO. Un assassino in fuga vaga tra le montagne per più di 40 giorni e si teletrasporta per sfuggire alla polizia, mentre sogna prostitute e pernici. Poi ecco un surreale processo corale dall’istruttoria che si complica all’inverosimile. Seguono le storie dei residenti di un palazzone di periferia. In effetti questo secondo volume vanta personaggi più solitari, quasi persi nell’ambiente circostante. Anche il ritmo è più meditativo. I commenti alla fine della seconda proiezione sono entusiastici: Eleonora, simpatica spettatrice che cerca in tutta Palermo film in lingua originale, menziona le sequenze dell’onirico processo, mentre Giovanni dopo quattro ore annuncia di sentirsi fresco come una rosa: “davanti a simile bellezza come si fa a sentirne la fatica?”.

Alle ore 23 è il turno di INCANTATO, in cui Sherazade dubita di riuscire ancora a raccontare storie che piacciano al re, poiché ciò che ha da dire pesa tremila tonnellate. Così fugge dal palazzo e attraversa il regno in cerca di piacere e incanto. Suo padre, il Gran Visir, organizza un incontro alla ruota panoramica e Sherazade riprende la narrazione: “O re beato, quarantʼanni dopo la Rivoluzione dei garofani, nelle vecchie baraccopoli di Lisbona cʼera una comunità di uomini stregati che, con impegno e passione, si dedicava a insegnare agli uccelli a cantare…”. E vedendo sorgere il sole, Sherazade si tace.

Difficile trovare qualcuno disposto a scambiare commenti con noi alle 01,30 di notte. Poi accostiamo Etrio, giovane videomaker: “Non avevo informazioni particolari sul film, preferisco usufruire del cinema senza sapere troppo. Il film è di grandissima ricerca, dal prologo spettacolare ai generi che si mischiano. Necessario, mi viene da dire. Tra i film più belli visti ultimamente al cinema, in compagnia di The Revenant, The Hateful Eight e Fuocoammare”.