Mapplethorpe: Fregatevene dello scandalo, Look at the Pictures

Articolo pubblicato il 18 ottobre 2017
Articolo pubblicato il 18 ottobre 2017

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Il nome di Robert Mappelthorpe viene spesso associato a quello di Patti Smith o alle sue provocazioni in bianco e nero. Mappelthorpe-Look at the Pictures dimostra però che dietro a questo fotografo si celava dell'altro, oltre a Patti e a parti intime maschili. Intervista alla Berlinale con le menti del documentario Fenton Bailey e Randy Barbato.

Nel loro documentario Mapplethorpe: Look at the Pictures, Fenton Bailey Randy Barbato portano alla luce nuovi aspetti determinanti della vita del fotografo Robert Mappelthorpe, raccontati in prima persona da amanti, parenti e conoscenti di quest'ultimo. Il documentario include vecchie riprese video e registrazioni audio, oltre agli imprescindibili primi piani delle fotografie di Mappelthorpe, che all'epoca suscitarono non pochi scandali negli Stati Uniti. Molte delle sue opere si avvicinano estremamente alla pornografia, e la sua camera si avvicina brutalmente, ma sempre in maniera perfezionistica e stilizzata, all'oggetto che sta per fotografare. Questa documentazione mostra gli alti e bassi del fotografo e della sua carriera, fino ad arrivare alla sua tragica morte causata dall'Aids negli anni '80. I registi sono stati invitati quest'anno per la terza volta al film festival Berlinale, alla sezione Panorama.

cafébabel Berlin: Cosa vi ha spinti a realizzare un documentario sulla vita di Robert Mappelthorpe?

F&R: Abbiamo vissuto a New York negli anni '80. Non conoscevamo Robert personalmente, ma conoscevamo la sua fama. Lui era già un nome, era già famoso, un artista. Tutti lo conoscevano - Mappelthorpe. Gli anni '80 sono stati gli anni in cui i nomi hanno cominciato a diventare delle marche vere e proprie, gli anni in cui gli artisti hanno conosciuto la notorietà. Mappelthorpe era uno che sapeva bene quanto bisognava lavorare per raggiungere il successo. Sapeva che, per ritagliarsi un posto in quello scenario, doveva esibire i suoi lavori nelle gallerie giuste, che dovevano essere collezionati e recensiti dalle persone giuste. Essere sempre in giro e sempre presente. Da questo punto di vista era aperto e leale, in un periodo in cui le persone non lo erano mai veramente. Io penso che non lo siano nemmeno tutt'oggi.

cafébabel: Cosa vuole mostrare nel profondo il vostro documentario Look at the pictures ?

F&R: Il documentario è uno sguardo alla vita interiore di Mappelthorpe come uomo e quella del suo lavoro. Un modo per cercare di comprendere lui e la sua arte. Viene sempre visto sempre come un artista scandaloso. Ovviamente il nostro film mostrerà anche il lavoro di Robert, come già suggerito nel titolo 'Look at the Pictures', ma spesso anche le sue storie, in alcuni casi raccontate con le sue stesse parole.

cafébabel: Quali aspetti sono stati particolarmente importanti per voi?

F&R: Volevamo innanzitutto rappresentare Mappelthorpe come persona, volevamo che si sapesse qualcosa di lui. Il suo nome è molto conosciuto, ma non molto si sa sulla sua vera personalità. Lo scandalo, che ha fatto il suo successo, ha anche gettato un'ombra sul suo lavoro. E' morto a soli 42 anni, ma ciononostante ha lasciato dietro di sé una grande quantità di lavori, migliaia di fotografie.

cafébabel: E' stato facile convincere la fondazione Mappelthorpe?

F&R: Certo, li abbiamo dovuti convincere ed hanno analizzato ogni minimo particolare del nostro progetto. Era ovvio che per realizzare un lavoro su di un artista come Mappelthorpe ci fosse bisogno di materiale provocatorio. In ogni caso era chiaro che volevamo essere brutalmente veritieri sulla sua vita, sulla vita che ha vissuto. Questa lo ha trasformato nell'artista che è diventato poi. Questo è il film che abbiamo voluto girare.

cafébabel: Come è nata la collaborazione con HBO?

F&R: In passato avevamo già collaborato con HBO, che sarebbe stata inoltre anche l'unica emittente statunitense che avrebbe accettato di mandare in onda questo documentario. Addirittura con loro non eravamo sicuri al 100%. Ma alla fine abbiamo mostrato il film all'emittente e tutti hanno esclamato 'wonderful'. Credo che questo lavoro sia pionieristico. Credo che nessuna tv negli Stati Uniti abbia mai mandato in onda un film tanto esplicito.

cafébabel: Voi stessi possedete fotografie di Mappelthorpe?

F&R: Oh no! Desideremmo tanto averne una. I prezzi delle sue foto sono sempre più alti. Ultimamente ne hanno venduta una all'asta per 379.000 dollari. Un prezzo troppo caro per noi.

cafébabel: Vedete delle differenze tra i film festival americani e quelli europei?

F&R: Sì. Abbiamo partecipato alla Berlinale già con Party Monster Deep Throat. Ci sono delle differenze tra il pubblico europeo e quello americano secondo noi. Il pubblico europeo risulta molto più partecipe. Qui abbiamo l'impressione che il film sia inteso molto di più come concetto di arte. C'è curiosità nei confronti delle idee degli artisti, e ancora più interesse rispetto la psicologia di un'opera e di un artista. Si tratta molto di più di chiedersi se ciò che viene rappresentato sia osceno o meno. E alla Premiere della Berlinale regna sempre un silenzio incantato, che non si trova spesso negli Stati Uniti. Credo che qualcuno abbia anche inventato una parola tedesca per questo fenomeno, che al momento non ricordo. Quando i tuoi sensi vengono in qualche modo sopraffatti.

cafébabel: Überwältigt (travolti, ndt)?

F&R: Sì esatto, proprio quella.

cafébabel: Venite spesso a Berlino. Quali cambiamenti vedete in questa città?

F&R: Oh, è cambiata radicalmente. La cosa più interessante è che comunque ho sempre l'impressione che potrei vivere qui. Se dovessi vivere in Europa, senza dubbio sarebbe a Berlino. Questa città è ancora molto più economica di molte altre metropoli. E si respira arte da tutti i pori. Noi viviamo a Los Angeles, e questo è sicuramente il posto per gli artisti negli States. Credo che se Mappelthorpe vivesse ancora, sceglierebbe di abitare a Berlino o ad LA.

Mini-Bio

Robert Mapplethorpe nasce nel 1946 come figlio di una famiglia cattolica di lavoratori in un sobborgo degli Stati Uniti. Riesce a sfuggire da questo background solamente grazie al suo interesse per l'arte, che lo porta prima ad iscriversi all' istituto di Belle Arti e successivamente a trasferirsi a New York. Lì parteciperà ai movimenti del '68 ed entrerà in contatto con l'allora ancora sconosciuta cantante e poetessa Patti Smith.

Quella che in seguito sarebbe diventata la 'Madre del Punk' fu la prima ed unica fidanzata donna di Mappelthorpe. I due hanno passato un lungo ed intenso periodo insieme, durante il quale hanno anche condiviso una stanza al Chelsea Hotel. Patti Smith a dedicato a Robert la sua autobiografia, Just Kids: La storia di un'amicizia. Nel momento in cui, nel 1974, Robert decide di sciogliere la relazione per intraprenderne una con un uomo, il contatto tra i due si sgretola.

Un'aspetto accompagnerà Robert Mappelthorpe per tutta la vita: la fotografia. Dagli inizi degli anni '80 il suo lavoro comincia ad essere apprezzato dal grande pubblico. Si trattava di un momento proficuo per l'artista, nella New York della Factory di Andy Wahrol e dello Studio 54. Le sue opere includono ritratti dello stesso Wahrol, di Paloma Picasso, Richard Gere e molti altri.

Nel 1990, un anno dopo la morte di Mappelthorpe, la sua mostra The Perfect Moment suscitò diverse controversie. Il direttore del museo che aveva ospitato l'evento ha rischiato di essere denunciato per l'esposizione di materiale osceno. Nel 2008 venne dichiarato in tribunale che il materiale di Mappelthorpe non violano le leggi vigenti sulla pornografia. Il documentario Mapplethorpe - look at the pictures verrà presentato il 4 luglio al Sundance Film Festival, e questa rappresenterà la prima proiezione negli Stati Uniti. Fenton Bailey e Randy Barbato sono ansiosi di conoscere le reazioni del pubblico e temono che tutt'oggi il lavoro di Mappelthorpe possa dar luogo a delle controversie.

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Ich bin ein Berliner - Questo articolo è stato redatto dal cafébabel Berlin-Team.