Mappa della settimana: i Panama Papers e l'Europa

Articolo pubblicato il 04 aprile 2016
Articolo pubblicato il 04 aprile 2016

Ci sarà bisogno di un buon idraulico. Circa 11,5 milioni di documenti che rappresentano la più grande fuga di notizie nella storia, hanno coinvolto 12 leader mondiali e numerosi funzionari pubblici che ricorrono ai paradisi fiscali. Ma quanto è profondo il solco tracciato in Europa dalle rivelazioni dei Panama Papers?

Qual è il miglior modo di nascondere quasi 2 miliardi di dollari? Tanto per cominciare, essere amici di un leader di statura globale. Poi, probabilmente avrete bisogno di un conto corrente all'estero in un illustre paradiso fiscale. Che ne pensate, per esempio, delle Isole Vergini britanniche? Infine, meglio procurarsi un ottimo avvocato, che vi aiuti a sfruttare tutti gli appigli legali necessari per sottrarre al fisco tonnellate di contanti. 

Un ultimo piccolo consiglio: assicuratevi che questo avvocato non lavori per Mossack Fonseca. La quarta più grande società legale offshore, con sede a Panama, è stata recentemente soggetta ad una fuga di notizie senza precedenti. Dopo 40 anni al servizio dei propri clienti per aiutarli a schivare sanzioni ed evitare di pagare le tasse, 11,5 milioni di documenti confidenziali dell'azienda sono stati consegnati al quotidiano tedesco Sueddeutsche Zeitung

L'International Consortium of Investigative Journalists (ICIJ) ha stilato una lista di leader mondiali, politici e funzionari pubblici citati negli ormai celebri Panama Papers. Capi di Stato, miliardari, personalità dello sport, della cultura e dell'economia ricorrono a società finanziarie create nei paradisi fiscali attraverso l'intermediazione di alcune banche europee, perlopiù concentrate in Regno Unito, SvizzeraLussemburgo e sull'isola di Jersey

Tra i nomi coinvolti, figurano stretti collaboratori del Presidente russo Vladimir Putin, incluso il noto violoncellista Sergey Rodulgin. Mentre il Primo ministro islandese, Sigmundur Davíð Gunnlaugsson, sta fronteggiando le richieste di dimissioni provenienti da imponenti manifestazioni di piazza.

Fonte: ICIJ