Mappa della settimana: è tempo di andare in pensione (forse)

Articolo pubblicato il 02 maggio 2016
Articolo pubblicato il 02 maggio 2016

Pensione, agognata pensione. In Italia, si sa, la situazione non è proprio rosea a tal proposito. E qualcuno l'ha definita un "miraggio" più che una certezza per gli anni della vecchiaia. Ma come se la passa il resto d'Europa?

La questione delle pensioni in Italia è un po' come la tela di Penelope. Un gigantesco cantiere perennemente aperto, dove quanto fatto di giorno viene distrutto la notte dalle falle presenti nei progetti di riforma stessi. Risultato? Continue modifiche, correttivi e  variazioni allo studio, ma niente di concreto e definitivo che renda tutti contenti. L'ultima "dimenticanza" in materia di pensioni risale temporalmente alla riforma Fornero del 2012, passata alle cronache fondamentalmente per aver creato un'intera categoria di lavoratori senza più un lavoro e senza diritto alla pensione per diversi anni: gli esodati. E la situazione non vede miglioramenti all'orizzonte: notizia di questa settimana, secondo le stime della stessa INPS (Istituto Nazionale di Previdenza Sociale) i nati negli anni '80 potrebbero non vedere il proprio assegno pensionistico prima del compimento dei 75 anni di età.

La legislazione attuale prevede che in Italia si vada in pensione a 66 anni e 7 mesi, con alcune differenze a seconda del sesso e del tipo di professione svolta. Età minima che però è prevista dalla legge stessa salire drammaticamente a 69 anni e 9 mesi entro il 2050.

Ma com'è invece la situazione in Europa? Tra i regimi pensionistici più rigidi d'Europa vi è quello della Germania, dove si va in pensione a 67 anni. A meno che non si abbiano 45 anni di contributi: in quel caso l'età pensionabile scende a 65 anni. Situazione analoga in Francia: sono necessari 67 anni per andare in pensione ai nati dopo il 1955, se non si sono maturati gli anni di contributi previdenziali necessari. Sono 67 gli anni di età necessari anche in Spagna e Islanda, ma solo per coloro che non hanno versato gli anni di contributi necessari: diversamente ne bastano 65.

Dall'altro lato possiamo invece trovare i baby pensionati d'Europa in Slovacchia e Repubblica Ceca: nel primo caso pensione per tutti a 62 anni, nel secondo 62 anni e 8 mesi per gli uomini e 61 e 8 mesi per le donne, con delle riduzioni per ogni figlio.

In generale, comunque, l'età pensionabile media in Europa si attesta intorno ai 65 anni, con una tendenza all'innalzamento ai 67 entro i prossimi anni.

Categoria a parte è fatta dai cosiddetti sistemi previdenziali flessibili, dove il lavoratore può liberamente decidere di anticipare o posticipare la propria pensione. Stiamo parlando di Finlandia (dai 63 ai 68 anni), Svezia (dai 61 ai 67) e Norvegia (dai 62 ai 75). Un altro mondo, in altre parole.

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Fonte dei dati: Camera dei Deputati – Documentazioni e ricerche