Manuel Valls e l'assemblea dei frondisti

Articolo pubblicato il 09 maggio 2014
Articolo pubblicato il 09 maggio 2014

Il piano di ri­lan­cio da 50 mi­liar­di pro­mos­so da Ma­nuel Valls è co­sta­to una frat­tu­ra al­l'in­ter­no del par­ti­to di mag­gio­ran­za. 41 so­cia­listi non hanno ap­pog­gia­to le mi­su­re pro­mos­se dal primo mi­ni­stro fran­ce­se. Ma chi sono ve­ra­men­te i fron­di­sti? Se­gui­te­ci, in que­sto viag­gio tutto eu­ro­peo.

Al­cu­ni de­pu­ta­ti so­cia­li­sti, lo scor­so mar­te­dì 29 apri­le, non hanno so­ste­nu­to Ma­nuel Valls; scet­ti­ci, non hanno perso l'oc­ca­sio­ne di mo­stra­re la loro op­po­si­zio­ne. Ma chi sono? Sco­pria­mo­lo in­sie­me in un viag­gio les­si­ca­le nell'Eu­ropa dei «fron­disti».

Ma­nuel Valls pre­sen­ta la sua legge di sta­bi­li­tà al­l'As­sem­blea na­zio­na­le.

Quasi tutte le lin­gue hanno un vo­ca­bo­lo per de­fi­ni­re chi si op­po­ne, in modo più o meno de­ci­so, al pro­prio par­ti­to. Ini­zie­re­mo par­lan­do degli ita­liani, che im­pie­ga­no il ter­mi­ne "fron­dista". Due vecchi compagni di battaglie del­l'ex pre­mier Sil­vio Ber­lus­coni l'han­no la­scia­to de­ca­de­re quan­do era an­co­ra Primo mi­ni­stro per dare vita a un par­ti­to o per cam­bia­re schie­ra­men­to. Ne è un esem­pio Gian­franco Fini, fron­dista al­l'in­ter­no del «Po­po­lo della li­ber­tà», che ha creato il mo­vi­men­to «Fu­tu­ro e Li­bertà» (oggi quasi inat­ti­vo), tra­dendo la fi­du­cia del Ca­va­liere. Que­st'ul­ti­mo, però, ha ri­spo­sto alla pro­vo­ca­zio­ne a suon di pro­pa­gan­da. Anche An­ge­lino Al­fano ha tra­di­to il suo men­to­re ri­fiu­tan­do di ade­ri­re al nuovo par­ti­to «Forza Ita­lia» e votando la fiducia al governo Renzi con il suo nuovo partito, il "Nuovo Centro Destra". Non stia­mo forse par­lan­do di fron­disti? Certo. 

In In­ghil­ter­ra, in­ve­ce, tro­via­mo i «turn­coats»: i vol­ta­gab­ba­na. Il Primo mi­ni­stro David Ca­me­ron si è visto vol­ta­re le spal­le, so­prat­tut­to quan­do, nell'ago­sto 2013, ha de­ci­so di in­te­ve­nire in Siria

Se gli spa­gnoli uti­lizzano il vo­ca­bo­lo «contes­ta­ta­rio», i te­de­schi im­pie­ga­no il ter­mi­ne «Ab­wei­chler», ov­ve­ro «de­via­zio­ni­sta». Pur ri­ma­nen­do un ot­ti­mo si­no­ni­mo del ter­mi­ne fron­dista, esso ha una leg­ge­ra con­no­ta­zio­ne sta­li­ni­sta. I de­via­zio­ni­sti, in­fat­ti, erano in ori­gi­ne gli op­po­si­to­ri al re­gi­me co­mu­ni­sta. Visto che co­no­scia­mo il loro de­sti­no, siamo con­ten­ti che il piano di sta­bi­li­tà pre­sen­ta­to da Ma­nuel Valls sia stato ap­pro­va­to, anche se non al­l'u­na­ni­mi­tà.