Manislam: è possibile un Islam senza problemi di genere?

Articolo pubblicato il 01 luglio 2014
Articolo pubblicato il 01 luglio 2014

Nel do­cu­men­ta­rio Ma­ni­slam la re­gi­sta tur­co-nor­ve­ge­se Ne­fi­se Özkal Lo­ren­tzen ci fa ca­pi­re cosa vuol dire es­se­re un uomo e un mu­sul­ma­no. Una recensione e alcune opinioni su un argomento molto delicato.

Nei paesi isla­mi­ci la mag­gior parte delle volte donne e omo­ses­sua­li su­bi­sco­no li­mi­ta­zio­ni della li­ber­tà e vi­vo­no una vita dif­fi­ci­le. Gli uo­mi­ni ten­do­no a li­mi­ta­re la li­ber­tà degli altri e li fanno sof­fri­re. Una pos­si­bi­le causa  è data dal fatto che in que­sti paesi è dif­fu­so un forte si­ste­ma pa­triar­ca­le. A dif­fe­ren­za delle ra­gaz­ze ai figli ma­schi si in­se­gna ad es­se­re forti, do­mi­nan­ti e ado­ra­ti, solo per­ché sono di sesso ma­schi­le.

Beh, è vero che gli uo­mi­ni pro­ve­nien­ti da que­sti paesi sono fe­li­ci? Come rie­sco­no a sop­por­ta­re que­sto peso, come rie­sco­no ad es­se­re al­l'al­tez­za delle aspet­ta­ti­ve? Quali sono i me­to­di di in­ter­pre­ta­zio­ne del libro sacro? Qual è il vero pro­ble­ma: il libro o l'in­ter­pre­ta­zio­ne? Ne­fi­se Özkal Lo­ren­tzen cerca delle ri­spo­ste a que­sti que­si­ti nel­l'ul­ti­mo epi­so­dio della sua Tri­lo­gia Isla­mi­ca.

Nel suo primo film, Gen­der me (2008), ab­bia­mo in­con­tra­to uo­mi­ni che erano sia omo­ses­sua­li che mu­sul­ma­ni. Nel se­con­do epi­so­dio, A Ba­loon For Allah (2011), spie­ga per­ché le donne non sono fe­li­ci. Nel­l'e­pi­so­dio fi­na­le di Ma­ni­slam (2014) i ruoli prin­ci­pa­li ap­par­te­ne­va­no a uo­mi­ni del­l'Islam. La co­lon­na so­no­ra del do­cu­men­ta­rio è stata rea­liz­za­ta dal fa­mo­so mu­si­ci­sta turco Mer­can Dede. Il film, in­ve­ce, è stato spon­so­riz­za­to dalla Ra­dio­dif­fu­sio­ne Na­zio­na­le Nor­ve­ge­se (NRK) ed è il ri­sul­ta­to di 3 anni di duri sfor­zi. Özkal Lo­ren­tzen ci pre­sen­ta quat­tro uo­mi­ni mu­sul­ma­ni pro­ve­nien­ti da In­do­ne­sia, Ku­wait, Ban­gla­desh e Tur­chia, i quali sen­to­no il bi­so­gno di una nuova con­ce­zio­ne del mondo del­l'iIslam, ve­do­no la vita in un modo dif­fe­ren­te dai loro pari e si pon­go­no delle do­man­de.

Que­sto do­cu­men­ta­rio è una breve sto­ria della loro vi­sio­ne del­l'Islam, quali osta­co­li si tro­va­no a su­pe­ra­re men­tre pro­va­no a cam­bia­re la cul­tu­ra do­mi­nan­te del loro paese e di come dif­fon­do­no le loro idee. Se­con­do il re­gi­sta, que­sti quat­tro uo­mi­ni che ten­ta­no di crea­re un Islam de­mo­cra­ti­co e unito, si muo­vo­no verso la loro stes­sa li­ber­tà. I do­cu­men­ta­ri di Ne­fi­se Özkal Lo­ren­tzen sono un po' di­ver­si dagli altri, ar­ric­chi­ti da ani­ma­zio­ni e una nar­ra­zio­ne da fa­vo­la. Quel­lo che Ne­fi­se ha di spe­cia­le è la vo­lon­tà di par­te­ci­pa­re al film in qua­li­tà di donna e madre, tutto ciò men­tre ese­gue il suo la­vo­ro da re­gi­sta.

UO­MI­NI DIE­TRO ALLE MA­SCHE­RE

In Ma­ni­slam, la re­gi­sta ci fa en­tra­re in sin­to­nia con que­sti uo­mi­ni co­mu­ni di cui tra­smet­te i do­lo­ri, piut­to­sto che sem­pli­ce­men­te in­for­ma­re o met­te­re in luce il pro­ble­ma. I pro­ta­go­ni­sti con­di­vi­do­no i loro ri­cor­di più in­ti­mi con la vi­deo­ca­me­ra di Ne­fi­se. İhsan Eliaçik è co­no­sciu­to dai so­ste­ni­to­ri delle pro­te­ste di Gezi Park in Tur­chia ed è a capo di un grup­po at­ti­vi­sta chia­ma­to Mu­sul­ma­ni Anti Ca­pi­ta­li­sti. Si trat­ta di un per­so­nag­gio molto im­por­tan­te per la re­gi­sta in quan­to pro­ve­nien­te dallo stes­so am­bien­te cul­tu­rale e ca­pa­ce di darle la spe­ran­za di poter avere in­die­tro il vec­chio Islam in Tur­chia. Eliaçik è un teo­lo­go mu­sul­ma­no con­vin­to che la re­li­gio­ne debba es­se­re parte in­te­gran­te della vita di tutti i gior­ni men­tre si oc­cu­pa di pro­ble­ma­ti­che come la fame e l'am­bien­te. Se­con­do la sua opi­nio­ne, i pro­ble­mi non na­sco­no dal­la re­li­gio­ne mu­sul­ma­na, ma dalle in­ter­pre­ta­zio­ni sba­glia­te e dal si­ste­ma pa­triar­ca­le do­mi­nan­te il quale im­po­ne la pas­sio­ne per il po­te­re e il pos­ses­so dei sog­get­ti di sesso ma­schi­le.

Il ban­gla­de­se Im­tiaz Pavel ha idea­to un gioco a quiz da ta­vo­lo al quale gioca con i bam­bi­ni del vil­lag­gio per far loro ca­pi­re, a par­ti­re dalla gio­va­ne età, che uo­mi­ni e donne hanno gli stes­si di­rit­ti. Nel vil­lag­gio mu­sul­ma­no che Pavel ha vi­si­ta­to, le ra­gaz­ze gio­ca­no a cal­cio con i pan­ta­lon­ci­ni men­tre i ra­gaz­zi fanno il tifo per loro. Naif Al-Mu­ta­wa è uno psi­co­lo­go del Ku­wait e il crea­to­re di the 99, il primo su­pe­re­roe dei fu­met­ti del mondo isla­mi­co. Le sue sto­rie rac­con­ta­no le vi­cen­de di 99 su­pe­re­roi, ognu­no dei quali ha uno dei 99 nomi di Allah. Crede nel po­te­re della nar­ra­zio­ne e si è ac­cor­to del­l'as­sen­za di su­pe­re­roi nel mondo isla­mi­co, a dif­fe­ren­za di Su­per­man o Bat­man nel mondo cri­stia­no.

Syal­di Se­hu­de e altri quat­tro uo­mi­ni, si sono messi a cam­mi­na­re in mi­ni­gon­na per le stra­de di Ja­kar­ta, can­tan­do slo­gan con­tro lo stu­pro. Que­sto pic­co­lo even­to ha fatto molto scal­po­re di­ven­tan­do uno dei primi ti­to­li nel Ja­kar­ta Post. So­sten­go­no che prima di por­ta­re le donne al­l'e­man­ci­pa­zio­ne, gli uo­mi­ni sono i primi a dover es­se­re li­be­ra­ti. Do­vreb­be­ro avere il per­mes­so di es­se­re sen­ti­men­ta­li e pian­ge­re come fanno le donne.

É TEMPO DI UNA RI­VO­LU­ZIO­NE ISLA­MI­CA?

Oltre a mo­stra­re i do­lo­ri degli uo­mi­ni, i film di Ne­fi­se Özkal Lo­ren­tzen sve­la­no un dato di fatto che do­vreb­be es­se­re preso in con­si­de­ra­zio­ne: le per­so­ne che pro­ven­go­no da paesi mu­sul­ma­ni ven­go­no giu­di­ca­te in base alla loro re­li­gio­ne, non in base alla loro per­so­na­li­tà e ai loro ta­len­ti per­so­na­li. La cat­ti­va re­pu­ta­zio­ne del­l'iIslam porta a pre­giu­di­zi e di­scri­mi­na­zio­ne. Il cri­stia­ne­si­mo ha as­si­sti­to al Ri­na­sci­men­to e que­sta ri­for­ma re­li­gio­sa è stata con­si­de­ra­ta come una nuova era nella sto­ria. L'I­slam, al con­tra­rio, non é an­co­ra stato ri­for­ma­to. E Al-Mu­ta­wa, Eliaçık, Pavel e Se­hu­de pos­so­no es­se­re con­si­de­ra­ti come i pio­nie­ri di que­sta ri­for­ma. Ma­ni­slam non fa altro che te­sti­mo­nia­re quan­to i con­tri­bu­ti per la riu­sci­ta di tale ri­for­ma siano ne­ces­sa­ri sin da su­bi­to. La tri­lo­gia di Lo­ren­tzen do­vreb­be dun­que es­se­re pro­iet­ta­ta in tutti i paesi per aiu­ta­re i po­po­li a ca­pi­re che la re­li­gio­ne mu­sul­ma­na, per come lo con­ce­pia­mo oggi, non cor­ri­spon­de esat­ta­men­te alla ver­sio­ne delle ori­gi­ni. Ge­ne­ra­liz­za­re sui mu­sul­ma­ni non ri­sol­ve­rà nes­su­no dei con­flit­ti so­cia­li glo­ba­li, la ri­for­ma isla­mi­ca deve es­se­re in­tra­pre­sa da veri mu­sul­ma­ni.