Manda all'aria i diritti umani!

Articolo pubblicato il 23 ottobre 2003
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Articolo pubblicato il 23 ottobre 2003

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Il governo cinese festeggia un successo dopo l’altro: dopo la conquista dello spazio, adesso si punta anche ai viaggi spaziali. E l'UE fa di tutto perché le cose restino così come sono.

Per 21 ore Yang Liwei ha avuto la possibilità di sentirsi, per una volta, davvero libero. In quest’arco di tempo infatti, il primo cinese nello spazio ha gravitato attorno al pianeta azzurro per 13 volte, mentre i suoi superiori, i potenti dittatori del Partito Comunista Cinese, più giù, sulla Terra, si sfregavano le mani, entusiasti dell’eccellente ritorno mediatico.

Una pubblicità che non avrebbe potuto capitare con maggiore tempismo per il governo di Pechino: solo due giorni prima del decollo di Yang Liwei, infatti, ha reso noto un documento in cui si descrivono, per la prima volta, le relazioni con l’UE. Un documento ricco di annunci in grande stile. Secondo il governo cinese, l’UE si appresta a diventare il primo partner commerciale della Cina. I preparativi in questa direzione si susseguono già adesso a pieno ritmo: già per i giochi olimpici del 2008 a Pechino esisteranno i primi gruppi di lavoro in comune, e l’industria europea dell’automobile conquisterà così il mercato più promettente della Terra. E per il 30 ottobre si terrà un grande vertice UE-Cina, in cui verrà ribadita e intensificata la politica di collaborazione economica tra le due entità.

Una dittatura per il 21esimo secolo?

Del successo del viaggio spaziale cinese s’è rallegrato persino l’eccitatissimo commissario alla ricerca Busquin per il quale “this endeavour can bring nations together”. Ma i nostri responsabili UE sembrano, davanti a tutti questi ideali ultraterreni, dimenticare quale sia davvero la situazione le della Cina Dissidenti arrestati, gruppi religiosi repressi, Internet café chiusi: eppure per l’UE i diritti umani meritano in tutto solo 6 righe all’interno di una dichiarazione di tre pagine del Consiglio Affari Esteri.

Ma come mai un obiettivo di politica estera comune, una politica, benintesi, che ruota attorno al mercato, funziona così sorprendentemente? Forse a un tempo si applaude e si parla d’intesa fra i popoli guardando all’universo verso un “Taikonauta“ e un “Euronauta“, mentre più giù, sulla Terra, gli uomini vengon torturati e rinchiusi? Quale l’obiettivo di una politica che rafforzerà le posizioni cinesi nel mondo: condurre in porto in modo dittatoriale il proprio interesse per un potere temporale economicamente forte? Si vuol correre realmente il rischio di sostenere un sistema di potere basato su una dittatura capitalistica, in modo da renderla presentabile per il ventunesimo secolo? Oppure si è talmente ingenui e si crede che sia possibile importare in un paese insieme a belle auto europee e a lavatrici, anche diritti umani le cui radici culturali non affondano in chiari e comprensibili valori?

La verità è che l’opinione pubblica europea non sarebbe mai dovuta essere tenuta all’oscuro di questi problemi. Avremmo dovuto piuttosto sfruttare le possibilità di analizzare criticamente la politica europea. Senza censure. Perché se la politica della Cina resta ancora così com’è, prende quota la probabilità che i cinesi debbano davvero continuare a volare nell’universo nel futuro. Per respirare un soffio di libertà.