Manca solo il sostegno di Zapatero per lanciare Rasmussen

Articolo pubblicato il 09 marzo 2009
Articolo pubblicato il 09 marzo 2009
Martine Aubry sarebbe l'ultima cartuccia per avere una candidatura alternativa a quella del conservatore Barroso al posto di presidente della Commissione. Adesso bisogna che convinca Zapatero, il presidente spagnolo. “È aberrante pensare che l'Europa non sappia incarnarsi in un uomo e in un Parlamento forti”.

Schults ed Aubry

“La campagna sarà un successo per i socialisti. L'Europa ora è in mano alla destra, responsabile della crisi”, ripeteva Martin Schulz, leader del gruppo socialista europeo, durante la presentazione di Martine Aubry al Parlamento questa settimana. “È stato l'arrivo dei liberali al governo che ci ha fatto arrivare a questa situazione”, completava Aubry, convinta che “per superare la crisi abbiamo bisogno di un piano di sviluppo propriamente europeo, al posto di una semplice armonizzazione dei diversi piani nazionali”.

La candidatura socialista

“L'Ue non è il problema, ma anzi, la soluzione a breve termine. Abbiamo tempo fino a giugno per convincere i nostri cittadini affinché ci votino e si possa varare un piano europeo di sviluppo” insisteva la parlamentare francese a due passi dal Presidente del Partito Socialista europeo, Poul Nyrup Rasmussen, presunto favorito per presentarsi come candidato socialista alla carica di Presidente della Commissione europea, che quietamente la lasciava parlare. Ma allora, che cosa aspettano i socialisti per finalizzare la propria candidatura? Il sostegno ufficiale di uno dei pesi grossi della famiglia socialista europea, il presidente spagnolo José Luís Rodríguez Zapatero, che ha già dato in pubblico il suo sostegno a Durão Barroso, questione di solidarietà intra-iberica.

Una missione per Aubry

Appoggio a Rasmussen

Nemmeno il britannico Gordon Brown ha risparmiato parole di sostegno per Barroso, ma tutti nel PSE sanno che i laburisti inglesi giocano un gioco a parte: nessuno si aspetta il loro appoggio esplicito di Rasmussen. È Zapatero invece che bisogna convincere, e per questo bisogna scegliere un emissario. “Il Partito Socialista francese desidera un candidato socialista per la presidenza della Commissione e spera che gli altri partiti socialisti e social-democratici europei ci seguano”, ha dichiarato Aubry, che sa sicuramente cosa significhi una Commissione a presidenza socialista, dal momento che lei è la figlia di Jacques Delors, il solo presidente della Commissione ad aver avuto due mandati, tra il 1985 e il 1995. “In un momento in cui negli Stati Uniti Obama incarna il multilateralismo che noi tutti desideriamo e la giustizia, sarebbe aberrante pensare che l'Europa sia incapace di incarnarsi in un uomo e in Parlamento forti. Non spetta a me annunciare alcunché, ma non mancherà all'appello un solo militante francese per sostenere una candidatura che probabilmente immaginate tutti”, ha dichiarato, mentre Rassmussen, dall'altro lato della tavola, lasciava correre. Tutto lascia supporre che alla fine del mese otterremo finalmente una e avremo dei candidati che incarnino modelli diversi per far fronte alla crisi in Europa: il portoghese Barroso e il danese Rasmussen. Ci è stato comunicato che, una volta tornata al Parlamento europeo, Aubry ha commentato tra i suoi: “devo solo fare un viaggio a Madrid per incontrare Zapatero; rimane solo lui”

fumata bianca

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