Madrid in taxi: l’arte di stare al mondo

Articolo pubblicato il 15 agosto 2007
Articolo pubblicato il 15 agosto 2007

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Sorprendente lezione di vita. A bordo di un taxi per un’ora attraverso le strade della caotica capitale spagnola. E addio ai luoghi comuni!

Dopo aver ricevuto una serie di “no”, forse dovuti a una certa diffidenza verso i giornalisti, saliamo sul taxi di Florencio Diaz Sierra, un quarantanovenne celibe nativo di Cáceres. Tutto è pronto per iniziare il nostro tour attraverso le affollatissime strade di Madrid. «Sei stato fortunato» mi dice mentre salgo in macchina «perché ho studiato all’accademia del “saper stare al mondo”», afferma convinto. Florencio ha lasciato la sua città a soli 14 anni per lavorare nel settore alberghiero a Madrid. Grazie a questi dieci anni vissuti a contatto con il pubblico ha conseguito una laurea ad honorem in “mondologia” ovvero l’arte di saper stare al mondo e trattare con la gente: «Se non sai come comportarti con il cliente, allora non sei fatto per questo mestiere» ci dice.

Nè vergini, nè santi

Prima sorpresa: dal suo specchietto retrovisore non pendono né vergini né santi, nessuna traccia di gagliardetti o foto della sua famiglia. Non ascoltiamo nemmeno le canzoni folcloristiche di Radio Olé . E in un attimo quest’uomo fa crollare tutti gli stereotipi sui tassisti spagnoli! Infatti, la macchina di Florencio non potrebbe essere più diversa dal Mambo-Taxi, famosa caricatura che Almodóvar fece in Donne sull’orlo di una crisi di nervi del tipico tassista anni Ottanta.

Serpeggiando tra le centinaia di edifici della Gran Vía, Florencio fa fuori un altro mito del settore: quello del tassista disfattista e pessimista che pensa che i taxi in Spagna stiano attraversando un momento di crisi nera. E ne avrebbe anche tutte le ragioni, visto che dall'inizio del 2007 il prezzo della benzina è aumentato del 12% e la recente legge sulla patente a punti ha fatto strage tra i suoi colleghi. «Questa storia dei punti è solo un palliativo. Il Governo dovrebbe accordarsi con le case automobilistiche. 40mila morti all’anno in Spagna non sono un bollettino di guerra? Per il capitalismo la vita non ha alcun valore». Tuttavia Florencio, dopo dodici anni di servizio, non ha dubbi nel riconoscere i meriti dell’attuale sindaco conservatore di Madrid, grazie al quale i tassisti stanno vivendo un buon momento.

Florencio ha le idee chiare e le motiva con ottimi argomenti. È davvero piacevole conversare con lui. Lontano dallo stereotipo del tassista analfabeta, sfoggia una certa cultura e un sano buonsenso. Passando davanti alla stazione ferroviaria di Atocha non possiamo che ricordare l’attentato terroristico di tre anni fa e di come sia stato manipolato politicamente dai media. «Bisogna leggere di tutto. Io leggo El País, El Mundo, La Razón…tutti i quotidiani, senza badare all’ideologia che c’è dietro. Per essere sempre ben informato ascolto tutte le stazioni radio, dalla Ser che è considerata di sinistra alla Cope, di tutt’altro colore». Cerco di convincerlo dell’indipendenza ideologica di cafebabel.com, ma lui risponde compiacente e scettico che «ognuno porta acqua al suo mulino».

Le donne guidano meglio degli uomini

Dalle parti della Castellana, all’altezza dello stadio Santiago Bernabeu, Florencio butta alle ortiche anche il mito del tassista maschilista. Secondo lui, infatti, «le donne guidano meglio degli uomini. Il problema è che molte di loro hanno paura e per questo guidano male. Ma sono più prudenti degli uomini». Non ha dubbi, per lui «le donne temerarie sono sicuramente le guidatrici migliori».

Che quello dei taxi sia un settore maschilista, però, nessuno lo mette in discussione. «E di destra», aggiunge Florencio, che ha deciso di non sposarsi, ma riconosce comunque l’operato di un sindaco conservatore e non vede di buon occhio il liberalismo sboccacciato di un’ Europa «che potrebbe portare alla liberalizzazione del settore». Questo si che lo spaventa. In Spagna il sistema funziona con delle licenze che si passano o vendono ed ogni tassista non può avere più di tre taxi. «Tempo fa hanno provato ad aumentare il numero dei taxi fino a sei a testa, ma ci siamo mobilitati e l’abbiamo evitato. Se arrivassero a liberalizzare il settore, come dicono, per noi sarebbe la fine. Le grandi imprese finirebbero per distruggere noi pesci piccoli». Molti madrileni si lamentano perché il sabato sera o la domenica dopo la partita trovare un taxi è quasi impossibile, ma Florencio crede che la liberalizzazione non sia la soluzione al problema: «Aumenterebbe il numero di tassisti, ma diminuirebbero le nostre entrate».

Il nostro giretto per Madrid si conclude dove ha avuto inizio, al bar Iberia, mitico luogo d’incontro dei tassisti che si ritrovano qui, di notte e di giorno, per bere un caffè in compagnia. È anche un ritrovo per i ragazzi, che si fermano a bere l’ultima birra sul fare del giorno, dopo una notte di bagordi nella capitale. Così capiterà di osservare un curioso ambiente che mescola la caciara dei ragazzi alla flemma dei tassisti mattinieri.

La nostra passeggiata in giro per Madrid ha sfatato molti luoghi comuni. Anche Florencio vorrebbe concludere il suo percorso nel mondo del lavoro e andarsene in pensione il prima possibile: «Ecco perché gioco alla lotteria più che posso», dice scherzando. «Dopo la pensione vorrei andare a vivere a Guadalupe, la mia città natale, e avere un orto dove coltivare patate e vivere una vita tranquilla. Però ogni tanto passerei da Madrid per godermi qualche serata di festa!».