Made in Roma est

Articolo pubblicato il 24 marzo 2015
Articolo pubblicato il 24 marzo 2015

Cos'hanno in comune il Pigneto, Canal Saint-Martin, Malasaña e Ixelles?

Un tempo si pensava che Roma si dividesse in centro, nord e sud. Poi ci si è resi conto che mancavano un paio di punti cardinali all'appello.

Ed ecco a voi la famigerata Roma est, cuore pulsante della città nella quale si organizzano festival di tutti i tipi, dove la cultura conserva il suo ruolo e la sua funzione originaria, portare colore dove manca.

Ed è proprio qui che interviene l'arte urbana  nella sua missione salvifica e, perché no, riqualificatrice. Accanto all'ormai conosciutissimo MAAM c'è il Centro Culturale Giorgio Morandi, complesso di case popolari "come un castello" (titolo di un bel cortometraggio). E poi i progetti  "Tor Sapienza quartiere d'arte", "Torbellamonaca che spettacolo" e i grandi murales realizzati da Etam Cru, Sten Lex, Jef Aérosol..

Dalle visite nei musei a cielo aperto, ai documentari, agli articoli, ai "corti", Roma Est è diventato il centro del mondo. Chi non conosce la periferia light, la dolce banlieue di questa zona?

Definito come "il quartiere degli artisti", il Pigneto non passa certo inosservato. La casa di Pasolini, qui girarono il celebre "Accattone". Simbolo del sottoprelatariato urbano, dell'immigrazione povera da altre zone d'Italia, del quartiere sorto "a buffo", senza piano regolatore. Un villaggio dove la metropoli incontra i giardinetti incolti, la realtà rurale schiacciata a ridosso della città. L'altra faccia dei villini sulla Casilina, qua comandano la ferrovia e lo spaccio. Accostate però al mitico bar Necci, alla Biblioteca Mameli, Al Kino e al Nuovo Aquila. Poi ci sono quelle chicche imperdibili come il barbiere dietro al ponte Casilino che, televisione anni '90 rigorosamente accesa, dopo aver commentato qualche fattaccio appena ascoltato, contratta il prezzo sulla barba. O quei nostalgici ricordi di un passato ormai scoparso come "Pigreco", artigiana che fa vetrate artistiche nel suo atelier in via del Pigneto.

Da qui sono passati i grandi maestri del Neorealismo Visconti e Rossellini, l'enigmatico Pier Paolo e tanti altri scrittori e artisti caduti ormai nell'oblio. Oggi le buone tradizioni non si sono spente e proprio nelle scorse settimane sono arrivati street artists da tutto il mondo per decorare queste strade con graffiti e per creare una passeggiata luminosa che, nella notte tra il 27 e il 28 marzo, percorrerà il quadrante est della città.

Questa zona della capitale, fino a qualche anno fa sconosciuta ai più e spesso definita "Roma Sud" pur non essendolo, da qualche mese è servita dalla nuovissima metro C.

Ora non ci sono scuse, tocca andare nel Village.

Noblesse oblige.