Lutto nazionale in Polonia: tragedia e politica

Articolo pubblicato il 17 aprile 2009
Articolo pubblicato il 17 aprile 2009

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21-23-13: sono numeri ben noti in Polonia. Sfortunatamente, non sono i risultati del lotto, bensì il tragico bilancio della tragedia che si è consumata a Kamień Pomorski, nella zona nord occidentale della Polonia. Nel rogo, divampato nella notte tra il 12 e il 13 aprile, si sono registrate 21 vittime, tra cui 13 bambini, mentre 23 sono ancora i dispersi.

Settantasette sono le persone registrate al dormitorio per senzatetto di Kamień Pomorski. Le fiamme si divulgano pochi minuti dopo la mezzanotte. Il dormitorio è al completo, le persone cercano, invano, di scappare, si sentono delle grida. Qualcuno decide di gettarsi dalle finestre e saltare sugli alberi o sulle case vicine; altri lanciano i propri bambini dall’edificio in fiamme, afferrati da passanti che si trovano lì per caso. Ognuno cerca di fare il possibile e con l’arrivo dei vigili del fuoco sembra che la situazione possa essere risolta in breve tempo.

La torcia infuocata

Tuttavia, i pompieri non sanno come agire: l’accesso al dormitorio è bloccato, il corridoio è avvolto dalle fiamme e l’edificio sta iniziando a collassare. Innalzano allora, una scala di tre metri, ma, come riferisce un testimone, dal lato sbagliato, ovvero dove si trovano i servizi e la cucina. Dopo questa domenica notte, l’intero Paese è sotto shock. Inoltre, sono molte le circostanze ancora da chiarire. Innanzitutto, nel dormitorio erano registrati 77 ospiti, ma il numero reale è ancora incerto: molte delle persone infatti, potrebbero non essere state presenti per via delle vacanzi pasquali. Fino ad oggi, si sa che 54 persone sono state salvate, mentre è di 21 il numero dei corpi ritrovati, (fra cui 13 bambini). Rimane incerto il destino di due persone. I corpi non sono stati ancora identificati, gli esami del Dna sono tuttora in corso. Un altro mistero, il più agghiacciante, è la causa che puó aver scatenato l’incendio. “La torcia infuocata”, come l’ha definito la stampa polacca. I vigili del fuoco non hanno potuto estinguere il rogo, perchè troppo selvaggio e divampato nel cuore dell’edificio, il corridoio. La causa potrebbe risalire ad un corto circuito dell’impianto elettrico, ma si teme anche che possa essere stato di natura dolosa. Girano voci su una donna che, espulsa dal dormitorio, avrebbe minacciato di dar fuoco all’edificio e al municipio. Altri dubbi si sono sollevati circa le reali condizioni dello stabile e sul fatto che l’edificio non fosse stato sottoposto ad una manutenzione appropriata da parte del comune.

Stando ai rapporti preliminari del 16 aprile, stillati dalla commissione che sta investigando sul caso, risulta che il dormitorio per senzatetto non avesse i requisiti di abitabilità. Nel corridoio si trovavano vari materiali infiammabili e le uscite di sicurezza erano bloccate. Grzegorz Schetyna, il Ministro degli Interni polacco, ha dichiarato che i vigili del fuoco hanno fatto del loro meglio, ovvero salvare, prima di tutto le persone. Il Presidente polacco, Lech Kaczyński, e il Primo Ministro Donald Tusk, hanno fatto visita al luogo della tragedia. Hanno garantito il loro supporto alle vittime del rogo e promesso di fornire una spiegazione sull’intera vicenda. Il Presidente ha inoltre indetto tre giorni di lutto nazionale: dal 13 al 17 di aprile. Decisione quest’ultima, non molto gradita dal primo Ministro, che tuttavia ha deciso di non opporsi alla carica più alta della nazione. Tusk, inoltre, è stato criticato per non aver informato il Presidente polacco della tragedia. Alla richiesta di un commento su questo comportamento, ha tagliato corto pronunciando un discorso sulle buone condizioni di salute dei sopravvissuti. L’intera nazione, unita nella tragedia, si sta mobilitando per inviare aiuti. Alcune città, come Szczecin, hanno offerto dormitori alternativi. Il Ministro delle Finanze ha stanziato per i sopravissuti un milione di zotly, poco meno di 230mila euro. Una commissione straordinaria è stata istituita per indagare sui dettagli dell’incendio, la cui relazione sarà presentata entro un mese.