Lùisa: la musica del presente

Articolo pubblicato il 28 marzo 2016
Articolo pubblicato il 28 marzo 2016

Labbra rosse, sguardo vivace, look vintage: questa è Lùisa. Quando canta e suona la chitarra, viene la pelle d'oca. Il 26 febbraio è uscito il suo nuovo album Never Own. Una buona occasione per parlare con lei di nostalgia, momenti magici e dell'importanza di cogliere ogni attimo della propria vita.

cafébabelCanti in tre lingue diverse, ma non nella tua madrelingua. Comporre in tedesco è fuori questione?

Lùisa:Il tedesco è una lingua molto poetica e il tedesco quotidiano facilmente suona sdolcinato, un tratto tipico della musica leggera. Rispetto artisti come Tocotronic o Blumfeld, che riescono a cantare in tedesco, senza che i testi risultino tronfi. Attualmente mi sto cimentando con titoli tedeschi, come Hildegard Knef e L’opera da tre soldi. Ma preferisco cantare in francese, inglese e italiano. Le lingue straniere mi entusiasmano. Sfrutto ogni minuto libero per andarmene all’estero e placare la mia voglia di viaggiare.

cafébabel: Suonavi già la chitarra da bambina?​​​

Lùisa: Non ancora. La cosa è iniziata da adolescente. All’inizio ho cantato in un gruppo punk rock, ho pogato in modo piuttosto selvaggio, e solo in seguito mi sono scoperta cantautrice. Dopo un anno di lezioni di chitarra, ho continuato a studiare da autodidatta. Sono stata a Sydney per diversi mesi in un collegio. Di mattina avevo lezione, mentre di pomeriggio dedicavo molto tempo alle scale e agli accordi. 

cafébabel: E come definiresti il sound del tuo nuovo album, Never Own?

Lùisa: Un insieme di chitarra acustica, fingerpicking, lo stile del flamenco ed elementi di musica elettronica. Lavoro molto con la loop station. Il mio batterista Benito ha arrangiato le percussioni.

cafébabel: Il​​ titolo Never Own esprime il tuo desiderio di una vita semplice, senza troppe cose superflue?

LùisaNever Own significa letteralmente "non possedere mai". Con quest’album, vorrei parlare di come nulla resti per l'eternità. Personalmente io vivo il presente, e solo nell'istante presente mi sento a casa. Non sono irrequieta in senso negativo. Un flusso di impressioni inebrianti mi trascina. 

cafébabel: All'inizio di febbraio, ti sei esibita a Parigi nel tuo primo concerto in Francia. Avevi paura di un attentato terroristico?

Lùisa: No, non direttamente. Tuttavia gli attentati mi hanno molto scossa. Un mio conoscente si trovava al Bataclan. Io volevo suonare a Parigi ad ogni costo. Il pubblico mi ha totalmente commosso. I parigini hanno festeggiato e gridato. Era una cosa incredibilmente potente. Il terrorismo vuole sottrarci tutto questo, ma noi dobbiamo assolutamente opporci. E la musica è il modo migliore.

cafébabel: Sogni di riuscire a sfondare in questo mondo fatto di casting frenetici, click e like?

Lùisa: Io preferirei rimanere una specie di un'artista di nicchia europea. Non smanio per fare carriera. Per me, non è il successo commerciale, dove conta la quantità, ma la qualità che occupa il posto più importante. Io posso suonare davanti a migliaia di persone o davanti ad una sola. Anche questo può essere un momento completamente magico. Per me o per la o le persone di fronte a me.

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Da ascoltare: Never Own, di Lùisa (Nettwerk Productions Ltd/2016)