L'Ucraina dà l'ultimatum alla Russia

Articolo pubblicato il 30 giugno 2014
Articolo pubblicato il 30 giugno 2014

Con in tasca l'ac­cordo d’as­so­cia­zione con l’UE, il Pre­si­den­te ucrai­no Petro Po­ro­chenko mette in guar­dia Vla­di­mir Putin: Mosca ha tempo fino al 30 giu­gno per con­for­mar­si alle con­di­zio­ni del Con­si­glio Eu­ro­peo; in caso con­tra­rio nuove san­zio­ni sono pre­vi­ste nei con­fron­ti della Rus­sia. 

«È il gior­no più im­por­tan­te per la sto­ria del­l’U­crai­na, dopo l’in­di­pen­den­za» af­fer­ma sod­di­sfat­to Petro Po­ro­chenko, Pre­si­den­te del­l’U­crai­na, du­ran­te una con­fe­ren­za stam­pa del Con­si­glio Eu­ro­peo, svol­to­si il 26 e il 27 giu­gno. La riu­nio­ne dei Capi di Stato eu­ro­pei ha per­mes­so alla Geor­gia, alla Mol­da­via e all’Ucrai­na di fir­ma­re l’ac­cor­do d’as­so­cia­zio­ne con l’Eu­ro­pa.   

ADE­SIO­NE IN VISTA?

Oltre al­l’ac­cor­do sul li­be­ro scam­bio, l’ac­cor­do pre­ve­de una serie di ri­for­me volte a lot­ta­re con­tro la cor­ru­zio­ne, a for­ma­re uno Stato di di­rit­to e a crea­re di un clima più fa­vo­re­vo­le agli in­ve­sti­men­ti. «[Con que­sto pro­ces­so ndr] si vo­glio­no ga­ran­ti­re al­l’U­crai­na la li­ber­tà, la si­cu­rez­za, la de­mo­cra­zia e la pace. D’ora in poi tutti i va­lo­ri eu­ro­pei sa­ran­no anche i no­stri» ha di­chia­ra­to il Capo di Stato ucrai­no.

Per al­cu­ni l’at­te­sa è stata lunga. Al ver­ti­ce pa­ri­gi­no del 2008 in­fat­ti  l’UE e l’U­crai­na erano ar­ri­va­te a sti­pu­la­re un patto d’as­so­cia­zio­ne.  «L’U­crai­na po­treb­be am­bi­re al­l’a­de­sio­ne» ha ag­giun­to Petro Po­ro­chenko, de­no­mi­na­to “il re del cioc­co­la­to” in quan­to pro­prie­ta­rio di nu­me­ro­se cioc­co­la­te­rie in Ucrai­na. 

L'imprenditore ha ri­spo­sto ai gior­na­li­sti che è poco pro­ba­bi­le che il Par­la­men­to ra­ti­fi­chi im­me­dia­ta­men­te il patto d’as­so­cia­zio­ne, già alla prima ple­na­ria del­l’1 lu­glio.

LA PENNA MA­GI­CA

Dalia Gry­baus­kaite, la Pre­si­den­tes­sa li­tua­na ha re­ga­la­to al capo dello stato ucraino una penna ca­ri­ca di sim­bo­li­smo: una sti­lo­gra­fi­ca con il logo del ver­ti­ce del Pat­erna­ria­to orien­ta­le or­ga­niz­za­to a Vil­nius il 22 e il 23 no­vem­bre scor­so.    

In quel mo­men­to, Vic­tor Ia­nou­ko­vitch era an­co­ra Pre­si­den­te del­l’U­crai­na e aveva ri­fiu­ta­to di fir­ma­re l’ac­cor­do sul li­be­ro scam­bio, pre­fe­ren­do av­vi­ci­nar­si al mer­ca­to russo. Que­sto ri­fiu­to aveva dato il via alle ma­ni­fe­sta­zio­ni in piaz­za Maï­dan a Kiev e, in se­gui­to, al­l’an­nes­sio­ne della  Cri­mea da parte dei Rus­si.

Fir­man­do l’ac­cor­do d’as­so­cia­zio­ne con quel­la stes­sa penna, Petro Po­ro­chenko volta pa­gi­na, la­scian­do­si die­tro un pas­sa­to do­lo­ro­so. I Capi di Stato eu­ro­pei e il Pre­si­den­te ucrai­no hanno fatto dei passi in avan­ti per quan­to ri­guar­da l’am­bi­to eco­no­mi­co ed hanno anche af­fron­ta­to la que­stio­ne della si­cu­rez­za della zona orien­ta­le del­l’U­crai­na.   

UL­TI­MA­TUM  in quat­tro bat­tu­te

Petro Po­ro­chenko ha dato un ul­ti­ma­tum a Putin pre­sen­tan­do­gli quat­tro con­di­zio­ni. In­nan­zi­tut­to, la Rus­sia deve au­to­riz­za­re l’O­SCE (Or­ga­niz­za­zio­ne per la Si­cu­rez­za e la Coo­pe­ra­zio­ne Eu­ro­pea) a sor­ve­glia­re il ces­sa­te il fuoco e le fron­tie­re. Inol­tre, le au­to­ri­tà ucrai­ne do­vran­no ri­pren­de­re il con­trol­lo di tre  posti di fron­tiera. Bi­so­gna, poi, li­be­ra­re gli ostag­gi, com­pre­si gli os­ser­va­to­ri del­l’O­SCE. In­fi­ne, si do­vran­no pre­sen­ta­re delle ne­go­zia­zio­ni ap­pro­fon­di­te in vista di un ac­cor­do glo­ba­le sul­l'at­tua­zio­ne del piano di pace del Pre­si­den­te Po­ro­chenko.

 «Il Con­si­glio va­lu­te­rà la si­tua­zio­ne e pren­de­rà le de­ci­sio­ni ne­ces­sa­rie, in base alle ne­ces­si­tà», si legge nelle conclu­sioni del Con­siglio eu­ro­péo. Que­ste righe la­scia­no im­ma­gi­na­re nuove san­zio­ni che po­tran­no es­se­re adot­ta­te pros­si­ma­men­te in uno dei ver­ti­ci ur­gen­ti che si con­vo­che­ran­no al­l’i­ni­zio della set­ti­ma­na pros­si­ma.

Il Pre­si­den­te ucrai­no ha fatto no­ta­re che le con­sul­ta­zio­ni con l’UE e la Rus­sia sa­reb­be­ro do­vu­te te­ner­si il 3 e il 4 lu­glio e una set­ti­ma­na dopo i mi­ni­stri di que­sti Paesi si sa­reb­be­ro do­vu­ti reu­ni­re per di­scu­te­re del piano di pace ucrai­no.