Luccichii, fascino e pelle nuda: benvenuti a Bollywood!

Articolo pubblicato il 05 gennaio 2012
Articolo pubblicato il 05 gennaio 2012

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«Sono bianca, ed è per questo che il pubblico indiano vuole vedermi al cinema». Una giovane europea si ritrova, durante il suo viaggio in India, sul set del film bollywoodiano Desi Boyz.

Un riflettore di qua, una sedia grigia di plastica di là, mentre ovunque rimbomba l'aria condizionata: la rimessa in cui mi ritrovo, dopo un lungo viaggio in pullman attraverso gli infiniti bassifondi di Mumbai, non corrisponde neanche lontanamente all'idea che mi ero fatta di un set cinematografico professionale. È vero che ci sono telecamere ovunque, che tra l'altro non sarebbero difficili da far cadere con un passo maldestro su quel groviglio di cavi, ma degli attori non c'è alcuna traccia. Anche la quinta, che dovrebbe essere la ricostruzione di un bar, ricorda piuttosto uno strip club.

A completare questo effetto, ci sono ovunque formose danzatrici che attendono il via con addosso dei vestitini aderenti di colori sgargianti. Se in tutto questo non ci fosse il ragazzo indiano che instancabilmente fornisce bottiglie d'acqua, ci si potrebbe quasi scordare che si tratta di un set cinematografico indiano, visto che tutte le danzatrici sono europee. Questo è anche il motivo per cui mi trovo qua, in una giornata di maggio insopportabilmente torrida, sul set del film bollywoodiano Desi Boyz: sono bianca ed è proprio questo che il pubblico indiano vuole vedere al cinema.

Luccichii, strass e pelle bianca: è questo l'aspetto di una star di Bollywood?

Mentre mi sto ancora sistemando il top di strass blu (diamanti falsi) e i pantaloni viola, che il costumista ha pescato per me tra una montagna di vestiti, e mi sento come la resurrezione di tutte le trasgressioni della moda degli anni '80, lampeggiano diversi riflettori e un gruppo di indiani vestiti alla moda entra di corsa nella stanza. La maggior parte di loro si dà un gran da fare davanti alle telecamere, mentre la truccatrice comanda a bacchetta un bell'uomo alto (e non solo per i parametri indiani), che indossa dei jeans e una giacca di pelle. «Come on, guys! Get ready!», e poi si sente qualcuno urlare: «Camera! Action!». Mentre l'uomo con la giacca di pelle, sullo sfondo della quinta, fa girare su sé stessa una bellezza da Mille e una notte con un vestitino dorato, e le ballerine fanno oscillare i fianchi, io siedo al bar e cerco assiduamente di fare conversazione con le altre comparse.

La maggior parte di loro si è ritrovata, come me, per caso sul set di Bollywood, dato che a causa dei prezzi stratosferici degli hotel a Mumbai, si possono permettere soltanto gli alberghi ad ore dell'Esercito della Salvezza, il quale allo stesso tempo funge da fornitore di comparse per gli agenti di Bollywood. E perché dire di no se si viene pagati con la possibilità di stare tutto il giorno in una stanza climatizzata, con del cibo gratis e 500 rupie (circa 7 euro)? Ciò che in Europa sarebbe una ricompensa da fame, in India è un guadagno giornaliero più che buono, soprattutto se tutto ciò che si deve fare, è starsene lì senza far niente. C'è da seguire soltanto un'istruzione da parte della regia: ci dobbiamo comportare come dei frequentatori di un locale underground di salsa. «This should come naturally to you guys, right?», dice con un ghigno il nostro sorvegliante. Che a Londra un luogo del genere, semmai ce ne dovesse essere uno, sicuramente avrebbe tutt'altro aspetto, non ha alcuna importanza.

Sogni splendenti di bei soldoni, con una dose abbondante di romanticismo

Perché in un film di Bollywood non viene mostrata la realtà, ma la vita tirata a lustro dei ricchi e belli, e poiché anche in India l'Occidente rappresenta il canone di tutto, i registi infarciscono i loro film con comparse dalla pelle bianca che regalano alle storie indocentriche un fascino internazionale. In un paese in cui il colore della pelle rappresenta automaticamente la posizione sociale e vi è un fiorente commercio di creme schiarenti per il viso, il ruolo delle comparse dalla pelle bianca risulta essere quindi un caposaldo. Guardando un film di Bollywood si potrebbe pensare che tutta l'India sia un vero e proprio impero incantato, grazie alle bellezze bianche che eseguono balletti con addosso delle sari guarnite di paillette, e al fatto che l'unico vero problema sia la decisione su dove andare in viaggio di nozze. Però neanche Mumbai, la capitale del jet-set indiano, corrisponde a questa immagine ideale, poiché oltre al famoso hotel Taj, l'albergo preferito dalle star di Bollywood, nella città vi ha dimora anche il Dharavi, la più grande baraccopoli d'Asia.

Gli indiani medi non appaiono praticamente mai nei film di Bollywood, per non parlare dei mendicanti o senzatetto. In fin dei conti, gli spettatori non vogliono che al cinema venga loro ricordata la loro vita lontana dalle poltrone vellutate, ma preferiscono sognare soldoni e l'amore romantico. L'industria cinematografica indiana esaudisce pienamente questo desiderio, esattamente come fa soprattutto il suo rivale, Hollywood, che si impegna a sua volta a stare al passo con i sogni. La maggior parte delle produzioni di Bollywood sono quindi dei film strappalacrime di scarsa qualità e film d'azione. Col passare degli anni Bollywood è arrivato a produrre un maggior numero di film all'anno, ma l'industria cinematografica americana raggiunge ancora degli incassi di gran lunga più alti. Staremo a vedere quali saranno gli sviluppi nei prossimi anni della battaglia tra i due giganti dell'industria del cinema, ma stando al costante aumento della popolazione in India, non c'è da aspettarsi un ristagno dell'industria cinematografica più stravagante del mondo.

Leggete la prossima settimana la seconda parte di “Benvenuti a Bollywood”!

Images courtesy of desiboyzthefilm on facebook/ video trailer (cc) eroseentertainment/ youtube