Londra, ma quante facce

Articolo pubblicato il 29 agosto 2005
Articolo pubblicato il 29 agosto 2005

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Sì, è vero, pochi passi a Londra sono sufficenti per percepirne il taglio cosmopolita e internazionale, senza per questo perdere di vista le buone abitudini britanniche.

Gennaio, Londra, Oxford Street. Un formicaio di gente proveniente da tutti gli angoli del mondo: un ambiente così internazionale da sentirsi sempre a casa. Uno zoo in cui le varie tribù urbane e gli extraterresti solitari non finiscono mai di sorprendermi.

Un parco di attrazioni di cartapesta per una nuova avanguardia europea

La metropolitana è piena di umani con uno stile che rievoca un po’ i Coldplay, un po’ Lennon e anche qualche Mick Jagger “dei poveri”. Per non parlare del cristiano cattolico fanatico che grida al megafono che «abbiamo bisogno di Gesù nelle nostre vite» e gli hare krishna britannici (uguali a quelli non inglesi, tranne che per il cappotto) che disturbano con i loro canti le commesse di un negozio della Nike. Altro personaggio tipico è il pazzo della collina; ogni mattina sta in cima a una scala, appoggiato contro un semaforo, con lo sguardo perso nell’orizzonte. Un caso a parte sono le fashion victim che impavide affrontano l’inverno con i loro vestititini trasparenti estivi. Passeggiando per Oxford Street con gli stessi abiti con cui sono venute al mondo.

Per conoscere Londra scordatevi di questa arteria del centro e fatevi una passeggiata per i quartieri di Notting Hill, South Kensington, Chelsea o nell’ East End. Ognuno di questi ha una sua marcata personalità, che si riflette in primo luogo nel tipo di negozi e gallerie d’arte che li animano. In particolare, l’East End si sta trasformando in una delle zone più all’avanguardia e alternative, mentre Chelsea è già quasi considerata una zona fuori moda.

Londra, la vera

Mentre London calling vi chiama, non dimenticatevi di includere nel kit di sopravvivenza una mappa degli autobus, per evitare la metropolitana che, oltre a esser costosa, funziona male, si blocca spesso, e si finisce a passare “metà della vita” tra labirinti di corridoi e treni. Per la sopravvivenza spicciola, è abbastanza utile fare una piccola lista dei vocaboli che possono creare confusione: per noi spagnoli, andare in farmacia e dire «sono costipato» (letteralmente "malato") vuol dire vedersi proporre non un’aspirina ma un lassativo.

Altra cosa da tenere a mente, è che conviene sempre essere osservanti della regola aurea del civismo britannico: mettersi in fila. Per tutto, anche mentre si cammina per strada. Che non vi venga in mente di saltare la coda: vi renderanno la vita impossibile, insultandovi, dandovi calci e spintoni. Per risultare britannicamente educati, si deve chiedere “scusa” per tutto, anche quando non si è fatto niente di male. Sorry: il povero Elton John si è sbagliato non è la parola più difficile da dire, ma quella che più si utilizza senza motivo.

Tutti in stradaaa!

E intanto, la pioggia si alterna con pomeriggi in cui il sole si piazza proprio dietro al Big Ben e quasi sembra che le sue mille punte abbiano preso fuoco. Quando c’è il sole, poi, la città subisce un’istantanea metamorfosi: in un batter d’occhio i parchi si riempiono di gente distesa sull’erba e di bambini con le gote rosse che fanno chiasso e vanno sui pattini. Poco importa se, nonostante il sole, fa freddo: l’importante per loro è avere l’occasione metereologica per stare all’aria aperta. Dunque siete avvertiti: Londra è una città viva e non stupitevi se dai sobri edifici del centro – grigi e imponenti – vedete che si riversano fiumi di gente avida di shopping e passeggiate, e ardente dalla voglia di godere appieno dei raggi di sole.

GUIDA

Lingua

Se arrivi senza sapere una parola di inglese, vai direttamente in una delle mille scuole di inglese di Oxford Street.

Università

Il sito della University of London è una sorta di menu online: servitevi pure! IN quanto ai corsi, eccovene un po’. Arte: Sotheby’s Institute of Art; Central St. Martin’s College of Art & Design. Economia e Business: European Business School;

London Business School. Relazioni Internazionali: University of London.

Cosa fare

Andare al cinema Electric, in Portobello Road. Prenotate i biglietti su Electric cinema: e lasciatevi sorprendere. Negozi: Westbourne Grove/Notting Hill e Kensington/Knightbridge. E ovviamente: bancarelle e negozietti alternativi: i mercati di Portobello e Camden Town.

Cosa non fare

Non andate nei pub alle dieci di sera. Alle undici chiudono e tutti sono già ubriaco. Non perdetevi Asia de Cuba (St. Martin’s Lane): uno dei ristorante più in voga. Design di Philip Stark, cucina fusion e creativa portata fino al limite.

Alloggio

Alloggi economici: ostelli e bed & breakfast in tutta la città. Le migliori offerte su londonnights. Per permanenze più lunghe, tenere conto che l’affitto più economico si aggira sui centoventi pound per settimana in zone come Camden Town, West Kensington o East End.