Lo sport ai tempi della crisi finanziaria

Articolo pubblicato il 04 dicembre 2008
Articolo pubblicato il 04 dicembre 2008
La formula Uno, il calcio, l’Nba e perfino le Olimpiadi del 2012 sono toccati dalla crisi internazionale. I forti legami del mondo dello sport con quello della finanza mostrano i loro effetti.

makeroadssafe /FlickrÈ considerata un impero da un miliardo di dollari, ma la Formula 1 (F1) subendo la crisi finanziaria. L'annuncio è arrivato tramite un comunicato stampa del 21 ottobre dagli esecutivi della Fia (Federazione internazionale dell’automobile) e della Fota (Formula One Teams' Association). Il Presidente della Fia, Max Mosley, ha dichiarato che i costi della Formula 1 sono letteralmente «insostenibili». Anche prima della crisi finanziaria, le spese erano talmente alte che «le squadre indipendenti sono ora dipendenti dalla volontà di ricchi investitori, e dalle società che le controllano». Tirare la cinghia per ridurre i costi non ha sortito gli effetti desiderati e i cambiamenti del regolamento voluti dalla Fia non sono stati accettati con piacere dalle squadre stesse. Il 27 Ottobre la Ferrari ha minacciato di non iscriversi al campionato se si fosse inserito l'obbligo di utilizzare un unico motore e sistema di trasmissione per l'intera stagione successiva. Evidentemente la crisi ha cambiato il modo in cui si gioca nel mondo delle corse.

I caduti del calcio

La Formula Uno è solo uno dei tanti sport che si sostengo Foto: Wikimediano grazie a ricchi benefattori, gli stessi che sono, poi, anche protagonisti dei mercati finanziari. John Print è responsabile per l'Inghilterra dell’agenzia sportiva internazionale Sport Management Worldwide: ci ha confidato che l'industria dello sport è colpita dalla crisi a causa dei suoi stretti legami con il mondo della finanza. «Lo sport sta soffrendo per questa crisi più delle altre semplicemente perchè il sistema è diventato più complesso». In passato, le entrate principale delle società sportive erano rappresentate dalla vendita dei biglietti degli eventi, da cibo e da tutto il merchandising. Oggi il sistema è cambiato e si basata su un modello che «orbita intorno al sistema dei grandi commerci». Print sottolinea precisa, nello specifico, che «l'avvento dei diritti televisivi gestiti su scala mondiale ha fatto in modo che i diritti stessi fossero, grazie agli sponsor, la maggior fonte di finanziamento, mentre la vendita di biglietti per gli eventi è diventata secondaria».

Per Print il calcio non uscirà illeso dalla crisi perché troppo legato a una rete di affari che avrà dei problemi a causa della pesante dipendenza daglilaw_keven / Flickr sponsor-investitori. Il pericolo è che «la crisi finanziaria avrà ripercussioni sull'industria del calcio a causa del gran numero di investitori d'oltreoceano i quali potranno compromettere il futuro di alcune squadre». Squadre inglesi come il West Ham United e il Liverpool sono già state toccate dalla crisi finanziaria. «Il West Ham è stato colpito duramente a causa della perdita del principale sponsor tecnico». Il contratto con la XL Holidays era di 7.5 milioni di sterline, ora stanno cercando un accordo con la società di scommesse asiatica SBOBet.com. «Il proprietario islandese del club Bjorgofur Gudmundsson probabilmente venderà il club». Il Liverpool è stato danneggiato dalla crisi a causa dei suoi investimenti per il nuovo stadio a Kirkby.

Nba e Olimpiadi: potrebbe andare peggio

Manuel.A.69 / Flickr

Altri sport sono forse un po’ meno toccati, ma stanno tagliando posti di lavoro. Il 15 Ottobre la National Basketball Association (Nba) ha annunciato un taglio del 9% dei suoi impiegati negli Stati Uniti mentre, allo stesso tempo, ha firmato alcune join venture con la società AEG che si sta espandendo fortemente in Asia. A Londra, gli organizzatori delle Olimpiadi del 2012 stanno già lavorando in stato di emergenza. I preventivi disposti un anno fa devono essere ridotti a causa delle difficoltà a trovare finanziatori, sia pubblici che privati. Un esempio? Gli alloggi per i giocatori, invece dei previsti 4.200 saranno solo 3.000.

In ogni caso gli sconvolgimenti finanziari che stiamo attraversando non fanno diminuire, secondo Print l'ottimismo per l'industria dello sport, e in particolare nel il calcio. «Questa crisi finanziaria sarà una sveglia per molti proprietari di squadre. Ora è chiaro che le responsabilità non riguardano solo le vittorie nel breve periodo, ma la stabilità economica di una società, per i fan e per la comunità stessa». Print pensa che le società calcistiche rimarranno dei marchi che attirano investimenti. «Anche se un proprietario è in difficoltà, ci sono sempre persone interessate all'acquisto. Sarà curioso vedere cosa succederà al New Castle United e al West Ham nei prossimi mesi. Anche se non ci sono ancora state delle intenzioni di vendere, ci sono già state delle proposte di acquisto», conclude Print. Il magnate Philip Anschutz ha già mostrato il suo interesse.