Lo spazio infinito tra Barroso e gli europei

Articolo pubblicato il 13 settembre 2013
Articolo pubblicato il 13 settembre 2013

Il 12 settembre, José Manuel Barroso, il presidente della Commissione europea, ha partecipato a un Google hangout, andato in onda su Euronews. Ha convinto gli europei? Ecco le opinioni dei nostri web-editor.

José Manuel Barroso possiede un’abilità innata: scaricare le responsabilità dei problemi che affliggono il vecchio continente su chiunque, ma non sulla Commissione europea. Usa questa tattica per scansare da parte qualsiasi domanda scomoda, dalla disoccupazione giovanile al rispetto dei diritti della comunità LGBT in Europa. Se da un lato è vero che la forza di azione della Commissione è limitata, dall’altro c'è sempre uno spazio di manovra per un buon negoziatore. Si potrebbe ottenere di più con un leader carismatico che spinga per affrontare i problemi più pressanti dei cittadini europei. Sfortunatamente Barroso non è questa persona.

Benjamin, Austria

Le risposte di Barroso di ieri sera erano noiose, farcite di sorrisi forzati e condite di un linguaggio politico doppiogiochista. Un’aria di incompetenza aleggiava intorno a un uomo che dava l’impressione di avere paura di sbagliare in ogni momento. Ha risposto in maniera vaga a una serie di questioni promettendo di discuterne con i suoi colleghi -forse con sua madre (sic !). L’insistere sul carattere "franco, onesto e aperto" delle sue risposte ha veicolato una sensazione esattamente contraria. Insomma, un lamento dietro l’altro. E cosa dire dell’uso continuo dei nomi propri per fare riferimento ai suoi colleghi? Possiamo farne a meno…

Ceris, Scotland

Signor Barroso, la ringrazio molto per prendersi cura dei problemi dell’Europa, per sapere cosa ci tiene svegli la notte, per le sue penetranti considerazioni riguardo agli elementi che ci rendono più uniti che mai in Europa, e per lavorare contro la crisi: uniti sulla politica dell’austerity, contro la disoccupazione, la povertà e le migrazioni. Grazie di cuore per combattere duramente affinché  i cittadini europei convergano, almeno una volta, su qualche tema di interesse generale. Ieri sera è stato dimostrato in maniera lampante come esista una distanza tra le istituzioni, che lei rappresenta, e  l’Europa "reale": uno iato che forse è insormontabile per lei e le persone che la applaudono.

Manu, Spain

Amarezza. Il dibattito con José Manuel Barroso di ieri sera non ha mostrato nulla di nuovo. Nonostante il carattere partecipativo del dibattito meriti un applauso per aver dato la possibilità a ogni cittadino europeo di interrogare il presidente della Commissione, le risposte hanno lasciato al quanto a desiderare. Gentile Presidente, noi siamo una generazione di pragmatici. Possiamo sentire l’odore della "fregatura" a chilometri di distanza, quindi, la pregherei di non venderci luoghi comuni del tipo "andrà tutto per il meglio", oppure "non c’è il lavoro, ma se la gente sarà paziente, vedranno il cambiamento". Niente di più falso. Domani, dopo essersi alzato dal letto, ci dica cosa intende fare per garantire anche a noi sogni tranquilli. Un po' di concretezza!

Kasia, Poland

È innegabile che la strategia comunicativa utilizzata ieri sera da José Manuel Barroso è stata un fallimento. Le sue parole non hanno veicolato un minimo bagliore di speranza. La sua intervista potrebbe essere riassunta in "se paragoniamo il potere dei governi nazionali e il nostro, facciamo tutto il possibile: fidatevi!". Il problema è che sarebbe difficile immaginarsi i cittadini europei delegare più potere a qualcuno che risulti politicamente così poco convincente. L’UE dovrebbe lavorare molto sulle sue strategie comunicative: puntare sull’empatia piuttosto che sulla razionalità. Detto ciò, è stato bello vedere persone comuni interrogare il presidente della Commissione. Abbiamo bisogno di molti più dibattiti pubblici di questo tipo, anche nelle televisioni nazionali.

Alexander, Italy

José Manuel Barroso è innanzitutto un uomo che porta il fardello della "resonsabilità". "In tutta onestà" -questo il suo mantra durante la trasmissione- il presidente della Commisione europea sembra guardare con tranquillità ai fallimenti della gestione della crisi. Disoccupazione giovanile? Colpa dei governi nazionali. Crescente nazionalismo? Un problema greco. La crisi? È scoppiata negli Stati Uniti. Il suo cattivo francese? Chiedete all’interprete. E per quanto riguarda la mia "voglia" di andare a votare per le elezioni parlamentari nel 2014? Presumibilmente, non è un problema che lo riguarda.

Matthieu, France

Questa conversazione globale con José Manuel Barroso è stata un evento triste, nonostante l’intelligente serie di questioni e opinioni veicolate dai social media. Per 20 minuti, tra conduttrice e intervistato, si sono alternate domande e risposte scontate. Forse Barroso dovrebbe guardare qualche puntata di Games of Thrones o Braveheart, visto che i suoi discorsi sull’Europa mancano completamente di entusiasmo e coraggio. Al contrario, il presidente della Commissione ha puntato il dito contro i governi nazionali in ogni risposta. Secondo lui, la crisi occupazionale si è arrestata. Primo titolo dei giornali europei stamani: "Nuovo record di disoccupazione in Grecia".

Katha, Germany