Lo Show Radiofonico di Nigel Farage

Articolo pubblicato il 30 gennaio 2017
Articolo pubblicato il 30 gennaio 2017

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Alla notizia che l’ex leader di UKIP e noto sostenitore della Brexit, Nigel Farage, avrebbe condotto un proprio show radiofonico sono iniziati i confronti con Lord Haw Haw, il giornalista radiofonico inglese che diffondeva propaganda filotedesca durante la Seconda Guerra Mondiale. Ma la prima puntata dello show di Nigel Farage è stata inaspettatamente tranquilla.

Lo show si è aperto con musica corale e apocalittica e una raccolta delle migliori dichiarazioni di Nigel Farage (che include il suo discorso sull’Indipendence Day il giorno successivo al referendum e il suo commento dello “straccio umido” nei confronti di Herman Van Rompuy). Era evidente che i produttori di LBC sapevano perché la gente si sarebbe sintonizzata sulla loro nuova trasmissione notturna. Ma chiunque si aspettava che Farage incendiasse le onde radio con la sua retorica populista potrebbe essere rimasto deluso dalla prima puntata di lunedì notte.

Qualcuno potrebbe essersi sorpreso per il fatto che a un leader politico, e soprattutto a un leader come Farage, sia stato concesso uno show radiofonico all’ora di punta. Ma in precedenza Farage era già apparso in trasmissioni di LBC (Leading Britain’s Conversation), uno dei pochi media britannici a dare spazio a tutte le correnti politiche. Gli ospiti della stazione radio vanno dalla celebre editorialista del Daily Mail Katie Hopkins al giornalista pro-Europa James O’Brien, che spesso causa fenomeni virali per le sue discussioni con sostenitori della Brexit.

“Questo show parla di voi” ha detto Farage durante il suo monologo d’apertura. “Indipendentemente da quello che avete votato, voglio sentire le vostre opinioni!”. E con queste parole ha aperto la linea telefonica. Durante la prima edizione dello show, che pare adotti un format in cui Farage pone agli ascoltatori una domanda diversa ogni notte, è stato chiesto se Theresa May stia tenendo la carta bassa dopo il risultato del referendum.

Chiunque giochi al “Bingo del UKIP” avrà fatto bingo molto rapidamente: le tipiche parole come “remoaner” (persona che rifiuta il risultato del referendum sulla Brexit) e “volontà del popolo” non hanno tardato ad arrivare e a Farage è stato chiesto di dirigere le negoziazioni della Brexit (e persino il paese). Ma il tono è rimasto stranamente calmo. Forse un format antiquato richiede una civiltà d'altri tempi. Dopotutto, è più facile nascondersi dietro a un tweet piuttosto che telefonare ad una trasmissione e usare la propria voce. Ma forse non è così vecchio come sembra: gli ascoltatori hanno telefonato dalle Filippine e da Dallas (Texas) per unirsi al dibattito.

Ha aiutato anche il fatto che molti degli ascoltatori che hanno telefonato erano ampiamente a favore del risultato del referendum anche se non apprezzavano il modo del Primo Ministro di gestire le negoziazioni. L’unica voce dissonante è stata quella di Chris da Manchester che ha chiesto a Farage come ci si sente ad aver portato il popolo a prendere questa decisione. Non è stata proprio una critica pesante e Farage l’ha facilmente liquidata.

Infatti, l’argomento più interessante ha brillato per la sua assenza. A prescindere dai pochi commenti circa i viaggi di andata e ritorno dall’America degli ultimi mesi, non è stato fatto quasi nessun riferimento alle elezioni in Usa e al tentativo di Farage di ingraziarsi Donald Trump. Ancora non si esclude una possibile telefonata di Donald da Washington nel futuro.

Ovviamente è ancora presto per dire quale direzione prenderà lo show radiofonco di Nigel Farage. Forse, tra qualche settimana, quando il conduttore si sentirà più a proprio agio e gli ascoltatori più coinvolti, lo show avrà un tono diverso. Ma il momento più divertente della serata è arrivato durante una pausa pubblicitaria caricata in sottotesto. Il primo spot promuoveva vacanze nel conteso territorio di Gibraltar e il secondo era su un avvocato divorzista.