Lo Hobbit di Tolkien, tra Bibbia e black metal

Articolo pubblicato il 17 dicembre 2012
Articolo pubblicato il 17 dicembre 2012
Manca meno di una settimana alla data apocalittica del 21/12/2012 ma l'uscita al cinema di "Lo Hobbit: Un Viaggio Inaspettato", film diretto da Peter Jackson, ispirato al libro scritto da Tolkien, basta da sola a diffondere un sentore d'atmosfera da fine del mondo, costellata com'è di riferimenti biblici e profezie. E un pizzico di black metal...

Ormai ci siamo quasi abituati all'idea. La fine del mondo si avvicina. In queste circostanze, prima di morire, il mondo del cinema, dotato di un budget non di poco conto, ha deciso di regalarci un ultimo sogno con l'uscita di "Lo Hobbit: un viaggio inaspettato". Tratto dal libro scritto da J.R.R.Tolkien e diretto da Peter Jackson, il film non ha cambiato una squadra vincente, tanto più con l'avvicinarsi della feste, quando chiunque è pronto a precipitarsi nel buio delle sale cinematografiche come se fosse un rifugio antiatomico. Se la trilogia del Signore degli Anelli aveva osato mostrare scene che giustificavano le restrizioni e le censure di cui è stato vittima, "Lo Hobbit" può essere visto da tutta la famiglia, perché si tratta di un innocuo racconto per bambini.

Trovare Dio nel Signore degli Anelli

Tuttavia, la ragione per cui il nuovo film del regista neozelandese farà parlare di sé sembra essere  soprattutto il suo tono biblico. Si sa, quando il mondo viene minacciato da una qualche catastrofe, anche l'eretico più intransigente si rimette a pregare. E, potete credermi, all'uscita della proiezione dello Hobbit, la gran parte degli spettatori avrà visto la luce. Perché? Perché la summa letteraria su cui si basano i film di Peter Jackson è pervasa di cattolicesimo e riferimenti biblici. Al di là della somiglianza in quanto a lunghezza(1278 pagine per l'edizione compatta della saga del Signore degli Anelli, 1801 per la Bibbia di Gerusalemme, formato grande), la Bibbia e i racconti di Tolkien presentano non poche similitudini.

“Dio ha scelto ciò che il mondo giudica ridicolo per ridicolizzare i saggi, e ha preso ciò che nel mondo è debole per umiliare i forti”

Cominciamo dall'uomo. John Ronald Reuel Tolkien, nato nel 1892 nell'Africa meridionale. Allevato da una madre profondamente legata alla messa in latino, il ragazzo diventa ben presto un cattolico convinto dal temperamento conservatore, anzi tradizionalista. Dopo una parentesi come soldato durante la Prima guerra mondiale, il giovane, innamorato delle lingue antiche, eccelle negli studi, tanto che insegnerà questa disciplina a Oxford. Questa è una delle ragioni che chiarisce come mai ognuno dei tre tomi del Signore degli Anelli è punteggiato da appendici storiche, culturali e linguistiche che spiegano perché l'universo di Tolkien appaia tanto coerente quanto verosimile.

Nel 1937, quando lo scrittore inizia a scrivere l'opera, è fortemente influenzato dalla Bibbia. E diciamolo subito, è chiaro che Frodo Baggins, eroe del Signore degli Anelli, è stato creato quasi a immagine e somiglianza di Cristo. Frodo è investito della sua missione all'età di 33 anni. Il ruolo che avrà nei destini del mondo è stato annunciato dai profeti. Sopporta mille sofferenze per preservare dal male la Terra di Mezzo. Gli eroi incarnano valori tipicamente cristiani: umiltà, sacrificio, tolleranza. La loro ricerca è un tentativo di salvare il mondo, una lotta del Bene contro il Male, dall'andamento incontestabilmente biblico.

Se non vedo, non credo

Oltre a ciò, due esempi possono indicare quanto il racconto di Tolkien sia intriso di riferimenti biblici. Colui che viene scelto per portare l'Anello allo scopo di distruggerlo è uno hobbit. In altre parole, appartiene a una specie di semi-uomini pacifici, casalinghi, poco inclini alle avventure e, in fondo, un po' ingenui... Come non pensare alle parole di San Paolo nella prima Lettera ai Corinzi? “Dio ha scelto quello che il mondo considera ridicolo per ridicolizzare i saggi e ha preso il debole nel mondo per umiliare i forti” (cf. K. Bruner e J. Ware, "Trouver Dieu dans le Seigneur des Anneaux", Salvator, 2005). Se Frodo accetta liberamente la sua missione, non è stato lui a attribuirsela. Sente una voce che lo chiama a essere il salvatore della Terra di mezzo, richiamo a cui non riesce a resistere, come una vocazione...

Il secondo esempio si trova alla fine del Libro I, capitolo XII (“Fuga verso il guado”). Frodo, sul suo cavallo bianco elfico, è inseguito dai nove cavalieri neri, servitori di Sauron, il signore delle tenebre. Giunge a superare il guado e, nel momento in cui i cavalieri neri penetrano in acqua, il livello sale all'improvviso e li sommerge. "I cavalli neri furono presi dalla follia e, balzando per il terrore, trascinarono i cavalieri nei flutti impetuosi” (pag. 242). Come non pensare a questo punto al passaggio del mar Rosso degli Ebrei e alla disfatta delle armate del Faraone? (cf. I. Fernandez: "Et si on parlait...du Seigneur des Anneaux- Le sens caché de l'oeuvre de Tolkien", Presse de la Renaissance, 2002 e S. Caldecott, D. Rance e G. Solari: Tolkien, Faerie et Christianisme; Ad Solem; 2002.)

Una band di metallo pesante

Sarebbe troppo facile affermare che, nel Signore degli Anelli, Tolkien fa opera di catechesi e che la trilogia potrebbe trasformare il vostro bambino in un chierichetto. Addirittura, si potrebbe evidenziare all'opposto che lo scrittore inglese è, già da qualche anno, fonte di ispirazione per numerosi gruppi di metal. Proprio così, il black metal, considerato come la musica di Satana, cerca spesso nell'”autore cattolico” i nomi di scena. Mordor, Saruman, Sauron... sono termini che sanno di tenebre e di chiaroscuri.

Anche Shagrat, uno dei capitani degli orchi, ha dato il suo nome a un membro de gruppo norvegese Dimmu Borgir. Quanto ai nomi dei luoghi come Barad-dur, Cirith Gorgor, Cirith Ungol, Gorgoroth, Isengard, Ephel Duath e Morgul, corrispondono tutti ai nomi di gruppi metal generalmente black: per esempio Cirith Gorgor (Olanda), Ephel Duath (Italia), Gorgoroth ( Norvegia) o anche Isengard (progetto di Fenriz, musica vichinga). Sauron, il Signore delle tenebre, è stato sconfitto dalla Comunità dell'Anello, ma a quanto pare continua a vivere attraverso questo genere di musica estrema e carica d'odio. Di certo molto meno tenera di un Hobbit dalle zampe pelose.

Foto: © pagina Facebook ufficiale del film. Video: Gorgoroth (cc) bezo999/YouTube