L’NCRI accoglie le posizioni prese dai leader arabi e del Golfo in occasione del Riyadh Meeting ​

Articolo pubblicato il 24 maggio 2017
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Articolo pubblicato il 24 maggio 2017

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Durante l'incontro dei capi arabi in Arabia Saudita, alcuni importanti leader si sono concentrati sull'influenza dell'Iran nella regione. Il presidente Trump li ha incoraggiati a vietare ogni forma di sostegno all'Iran per combatterne l’influenza estremista.

Durante l'incontro dei capi arabi in Arabia Saudita, alcuni importanti leader si sono concentrati sull'influenza dell'Iran nella regione. Il presidente Trump ha li incoraggiati a vietare ogni forma di sostegno all'Iran per combatterne l’influenza estremista.

Pur non avendo preso parte alla riunione, il presidente eletto Maryam Rajavi, a capo del Consiglio Nazionale della Resistenza dell'Iran (NCRI), ha accolto favorevolmente le posizioni adottate dal vertice arabo-islamico-americano nei confronti della direzione presa dal regime iraniano che ha minacciato la pace e la stabilità nel Medio Oriente e nel mondo.

In particolare, ha ribadito la necessità di ostacolare la diffusione, da parte del regime clericale, del terrorismo e del fondamentalismo, del suo programma sul lancio dei missili balistici, della sua interferenza negli affari interni di altri paesi, nonché del suo ruolo distruttivo a livello regionale e internazionale. Ha definito tali provvedimenti indispensabili per mettere fine al terrorismo, alla guerra, allo spargimento di sangue e per il ripristino della pace e della tranquillità.

Tuttavia, c'è disaccordo su come affrontare il regime iraniano, soprattutto dopo che l'accordo nucleare del 2015 ha revocato alcune sanzioni e che l'amministrazione statunitense ha dichiarato che potrebbe imporre ulteriori sanzioni per il mancato rispetto dei diritti umani e per il programma missilistico iraniano.

"La censura delle azioni e dei crimini commessi dal regime clericale deve essere perseguita e realizzata attraverso misure concrete, innanazitutto tagliando i legami con la teocrazia dominante, che deve essere cancellata dalle organizzazioni internazionali, inserendo l'Islamic Revolutionary Guard Corps (IRGC) e altre organizzazioni militari e paramilitari, nonché le forze di sicurezza affiliate al regime tra le organizzazioni terroristiche affinché siano espulse dalla regione", ha detto Rajavi.

Ha anche sottolineato che il Presidente Trump ha avuto ragione nell'affermare che a soffrire maggiormente a causa delle scelte del regime iraniano è soprattutto il popolo. Rajavi ha anche citato le osservazioni del re dell'Arabia Saudita Salman, in cui il Custode delle due Sante Moschee ha espresso il suo "rispetto e apprezzamento" per il popolo iraniano, aggiungendo che "il regime iraniano ha guidato terrorismo globale dalla fine della rivoluzione di Khomeini fino ad oggi".

Secondo l'NCRI, il modo migliore per porre fine all'estremismo in Iran è un cambio radicale nella leadership dell'Iran, che va oltre la sola scelta di un nuovo presidente.

"La soluzione definitiva alla crisi che sta colpendo tutta la regione è il rovesciamento del regime velayat-e faqih da parte del popolo iraniano e della Resistenza. Sostituire la regola dei mullah con la libertà e la sovranità popolare è il desiderio di tutti i popoli iraniani, che hanno sacrificato 120.000 dei loro figli per realizzarlo. Riconoscere l'importanza di questa richiesta è il presupposto per la pace e la tranquillità in Medio Oriente e per la sicurezza internazionale ", ha dichiarato Rajavi.

Un cambiamento nella leadership in Iran potrebbe portare ad un futuro governo democratico che renderebbe il paese un partner efficace nella comunità internazionale.