L’Islanda rifiuta l’"Icesave" e rischia l'isolamento

Articolo pubblicato il 09 marzo 2010
Articolo pubblicato il 09 marzo 2010
L’Islanda si è espressa : il 93% degli abitanti dell’isola del ghiaccio, sabato, ha votato contro il risarcimento in favore della Gran Bretagna e dei Paesi Bassi, indennizzo del valore di alcuni miliardi di euro. Secondo la stampa europea, il rifiuto della legge “Icesave” potrebbe compromettere l’adesione dell’Islanda all’Ue e l’arrivo degli aiuti promessi al paese, fortemente colpito dalla crisi.

NRC Handelsblad - Olanda: «L'Islanda si allontana dall'Ue»

Logo EurotopicsRifiutando di rimborsare circa 3,5 miliardi di euro d’indennizzo ai risparmiatori stranieri, gli islandesi rischiano l’isolamento sul piano internazionale, scrive il quotidiano olandese NRC Handelsblad : «Questo risultato pone un dilemma a britannici e olandesi. In che modo riportare l’Islanda alla ragione? Bruxelles considera che il problema dei risarcimenti e i negoziati d’adesione all’Ue non siano legati tra loro. […] Ciò nonostante, ci si chiede come l’Ue possa ancora esercitare pressione sull’Islanda. Il fatto che i cittadini siano pronti ad accettare la marginalizzazione del loro paese dimostra la loro irrazionalità. […] Il risultato mostra chiaramente che gli islandesi non sono soddisfatti della politica pro-europea intrapresa dal Governo ecologista diretto dalla social-democratica Jóhanna Sigurðardóttir. Se il Primo Ministro non potrà continuare a governare, l’Islanda potrebbe rimandare alle calende greche i suoi negoziati di adesione all’Ue». (Articolo del 08/03/2010)

Diário Económico - Portogallo: «Un "no" con gravi conseguenze»

Il rifiuto da parte degli islandesi di assumersi la responsabilità del fallimento della Banca Icesave potrebbe avere delle gravi conseguenze, secondo il giornale portoghese Diàrio Econòmico: «Il “no” era prevedibile. Ma resta comunque scioccante che un paese che si trova all’estrema periferia dell’Europa, che fallisce, che subisce una grave crisi economica e che dipende dagli aiuti finanziari arrivati dall’estero, sfidi la comunità internazionale. […] Il risarcimento comporterebbe un costo di 12.000 euro per abitante, cosa che spiega la reazione provocatoria degli islandesi. Ma è possibile che in questo modo si blocchino gli aiuti del FMI, e che si congelino i futuri negoziati di adesione all’Ue, che dipendono dagli accordi con Gran Bretagna e Olanda. L’Islanda non ha ancora capito che le vecchie regole non sono più valide dal momento in cui la nostra economia è implosa». (Articolo del 08/03/2010)

Der Standard - Austria: «La strada verso l'Ue deve restare aperta»

Il "no" degli islandesi riguardo i risarcimenti agli investitori britannici e olandesi non deve bloccare l’adesione dell’Islanda all’Unione Europea, stima il quotidiano austriaco Der Standard: «In seguito al risultato di questo referendum sarà ancora più difficile trovare un buon accordo tra le parti. Ma il suo contenuto finale non coinvolge che tre stati. Né il Fondo Monetario Internazionale né l’Ue devono essere condizionati da questo referendum, e non devono, per partito preso, schierarsi contro l’Islanda. […] In particolare, il processo di adesione all’Unione Europea deve restare al di fuori da questa diatriba. Un paese così sviluppato come l’Islanda dovrebbe diventare membro dell’Ue nel più breve tempo possibile; ciò aiuterebbe il Paese e rinforzerebbe l’Unione. Contrariamente alla Grecia, l’Islanda non ha chiesto alcun aiuto per risolvere i suoi problemi interni, ma chiede solamente la non-ingerenza nel contesto di un problema molto difficile da risolvere». (Articolo del 08/03/2010)

Foto: atomch/flickr