L'Irlanda voti sì al Trattato di Lisbona. Per il lavoro e il clima

Articolo pubblicato il 02 ottobre 2009
Articolo pubblicato il 02 ottobre 2009
Giovane attivista della campagna per il sì, Bart Storan ci racconta come ha tentato di convincere i giovani irlandesi a votare per la ratificazione del Trattato di Lisbona. Testimonianza.

“Accidenti, era ora !”. Così ha reagito una delle prime persone che ho intervistato quando gli ho chiesto se avrebbe voluto maggiori informazioni sul Trattato di Lisbona. In un momento in cui la pubblica piazza è inondata da bugie e disinformazione, gli irlandesi reclamano informazioni reali. Il sistema politico è troppo screditato per riuscirci con successo, così tocca alle organizzazioni della società civile fornire fatti e analisi oneste che possano servire alla gente per prendere una decisione responsabile su un argomento di importanza cruciale per il futuro del paese. 

L'Europa è il nostro futuro

Ecco perché ho cominciato a lavorare con Generation YES, un'associazione indipendente fondata nel dicembre del 2008 su iniziativa di alcuni giovani spaventati dalle conseguenze che avrebbe avuto un ennesimo rifiuto del trattato di Lisbona sul loro lavoro e sul futuro in generale, e dal fallimento delle campagne tradizionali nel trattare questi argomenti dal punto di vista dei ragazzi. Incoraggiati dall'energia dei nostri volontari siamo riusciti a farci prendere sul serio. Approfittando del potere dei social network abbiamo raggiunto il bacino di fan più grande finora tra tutti i gruppi di sensibilizzazione al Trattato di Lisbona. Armati della convinzione che quello di Lisbona sia un buon trattato e che farà del bene all'Irlanda, abbiamo cercato di uscire allo scoperto e discutere dell'argomento con i nostri coetanei in tutto il paese. 

Il Trattato di Lisbona è indispensabile per proteggere il futuro della nostra generazione

In questo momento è chiaro a tutti che il 2 ottobre l'Irlanda prenderà una decisione profondamente influente sul nostro futuro, sia all'interno dell'Europa che nel mondo intero. In un periodo di crisi ed incertezze il Trattato di Lisbona è indispensabile per riportarci sulla retta via e proteggere il futuro della nostra generazione. Creando opportunità per investire sul lavoro in campi come quello delle energie rinnovabili, della tecnologia e dello sport, equipaggiando l'Ue per combattere problemi globali come il cambiamento climatico e il traffico di esseri umani, rinforzando significativamente il potere dei rappresentanti eletti, sia nel Dáil (l'equivalente della camera dei deputati) che nel Parlamento Europeo, questo Trattato è fondamentale per il futuro dell'Irlanda, oltre che per quello dell'Ue nella sua globalità. 

Nel 2008 furono i giovani a votare in massa per il No a Lisbona

Fino ad ora la ragione più citata per giustificare il rifiuto del Trattato nel 2008 è stata il fatto che la gente non si sentiva coinvolta nel dibattito. Il 42% di chi ha votato “no” lo ha fatto perché si sentiva a disagio nell'approvare un trattato di cui non sapeva nulla. E la parte della popolazione col numero maggiore di “no” era compresa nella fascia di età tra i 18 e i 30 anni, con una percentuale allarmante del 59%. Il problema sta nella mancanza di informazione. In quanto attivista di questa associazione, voglio sottolineare i benefici sostanziali del Trattato di Lisbona, con un'enfasi particolare sui temi della democrazia, dei crimini transfrontalieri e del cambiamento climatico. Questi sono gli argomenti in sintonia con i giovani irlandesi. 

Come l'intervistato che ha pensato fosse giunto il momento di un vero dibattito sul trattato, le persone con cui lavoro erano abbastanza deluse dalla qualità della discussione nel 2008. Per l'ennesima volta organizzazioni con programmi di dubbia reputazione stanno cercando di sovvertire il dibattito, tirando fuori la paura di un salario minimo a €1,84 all'ora e altre accuse infondate. La verità è che il Trattato di Lisbona si vende da solo. Un trattato che permette all'Unione Europea di combattere il crimine transfrontaliero e il cambiamento climatico e al tempo stesso di accrescere l'influenza nazionale sulle decisioni dell'UE è nell'interesse di tutti gli europei. Un ultima spinta e speriamo che il 3 ottobre tutta l'Europa possa festeggiare insieme!