L'Iran rimane in Siria, la Russia si ritira

Articolo pubblicato il 20 marzo 2016
Articolo pubblicato il 20 marzo 2016

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DI DIANE ESTHERAL

«Spero che la mia decisione serva come solido segnale per tutte le parti in conflitto e le incoraggerà nella loro fede per la pace» ha dichiarato Vladimir Poutine nell'annuncio del ritiro improvviso delle sue forze armate. Sostiene tuttavia di aver raggiunto gli obiettivi fissati.

Intervenendo i dirigenti russi hanno garantito che l'ISIS sarebbe stato eliminato al fine di salvaguardare l'attuale regime siriano. Lo Stato Islamico è senz'altro tuttora odierno, tanto è vero che la Russia non è mai stata chiara sui suoi tre mesi d'intervento, che non sono passati innoservati. Prima della sua partenza la Russia ha assicurato il porto dove si trovano le truppe che rimangono lì. Per quanto riguarda Bachar-al-Assad, volterà le spalle alle maccerie che ha consapevolmente causato oppure proseguirà la sua guerra micidiale contro il proprio popolo, dove l'Iran ha un ruolo chiave.

Se l'ISIS non ha rissentito molti danni è semplicemente perché i bombardamenti puntavano i ribelli che combattono il regime siriano. Proteggere il regime siriano dai ribelli equivale a proteggere gli interessi russi nella zona e condividerli con il suo socio iraniano. Secondo Bachar-al-Assad, la Russia avrebbe aiutato ad ottenere la vittoria contro il terrorismo e con terrorismo il regime siriano intende ogni gruppo che gli è contro.

Con il suo ritiro Vladimir Poutine pretende a far parte dei leader del monde "civilizzato", di cui gli obiettivi sono due: ottenere delle concessioni per i suoi progetti imperialisti di occupazione dei paesi limitrofi alla vecchia URSS e sicuramente la risoluzione delle sanzioni econonomiche imposte dalla Comunità Europea. Per quanto riguarda l'Iran, rimane in Irak, in Yemen e in Siria con il suo esercito tra cui Pasdaran, milizie sciite e Hezbollah, continuando a proteggere i suoi gruppi terroristi e destabilizzando il Medio Oriente.

"Dopo la firma degli accordi nucleari e la risoluzione sulle condanne di embargo, l'Iran non ha cambiato atteggiamento," riferisce il generale Lloyd Austin, commandante delle forze americane in Medio Oriente. La capacità della Repubblica Islamica in materia di missili a lunga gittata è immensa,  pertanto sono appena stati lanciati missili con un altà capacità di distruzione e portanto une scritta ebraica che riporta che saranno usati per distruggere l'Israele. Queste minaccie s'intromettono subito dopo l'annullamento delle sanzioni. Riguardo ai diritti umani, l'Iran continua senza impiccio a giustiziare il suo popolo, con il mutismo dell'occidente e del mondo.