L'inossidabile leggerezza della pentola d'oro

Articolo pubblicato il 28 luglio 2016
Articolo pubblicato il 28 luglio 2016

C'è chi in cucina ha le mani d'oro, ed è in grado di preparare prelibatezze da sogno con un semplice tocco e tanta maestria. C'è poi chi le mani non le ha d'oro, per cui decide di sopperire a tale mancanza dotandosi di opportuna pentola forgiata nel biondo metallo. Unica accortezza: preparate i portafogli. E che siano ben gonfi.

L'esperienza di andare a vivere da solo per un italiano si trasforma quasi sempre nell'occasione, più o meno forzata, di imparare a mettere sui fornelli qualcosa che vada oltre lo scaldare i barattoli di sugo che mamma manda nel magico pacco (prerogativa prevalentemente terrona, questa) o l'aprire una scatoletta di tonno in una padella calda con dell'olio e della cipolla. Alcuni poi arrivano a sviluppare addirittura delle abilità culinarie decisamente degne di nota, quantomeno rispetto a quelle dei propri coetanei rimasti accasati nelle dimore dei propri genitori. Tali supposte abilità li spingono a dotarsi di materiale adatto a supportare il loro estro creativo, poco importa che si tratti dell'ormai immancabile wok (per darsi un tono, mentre si spadellano i sedanini con le zucchine) o del coltello in ceramica da venti centimetri, che fa molto "Cracco de noantri". Solitamente questo approvvigionamento avviene nel più vicino negozio IKEA (i fondi, si sa, sono limitati), ma i più audaci e fiduciosi nella tecnologia si rivolgono ai sempre più numerosi marketplace online. Uno su tutti, Amazon

Qui in effetti si può trovare di tutto, al punto da rendere chiunque potenzialmente un grande chef, almeno all'apparenza. E non importa se brucia quotidianamente i sofficini e spaccia per proprio il ragù alla bolognese dell'infima marca "Nonno Pino" (sì, hanno sempre a che fare con nonni e campagne), appena scaldato e acquistato per pochi cent al discount sotto casa: fino a quando il fornello è spento, il grembiule fà il cuoco. Qualsiasi cosa a qualsiasi prezzo, è questa la chiave vincente del marketplace americano. Qualsiasi prezzo. Ecco, ad Amazon qualcuno deve aver pensato che proprio tutte le tasche potessero essere intenzionate ad utilizzare l'acquisto online per rifornire il pentolame della propria cucina. E questo include nobili decaduti, star dello spettacolo dai portafogli indebitamente debordanti e parlamentari col pallino dei fegatini alla veneziana. Da qui probabilmente la quantomeno opinabile decisione di rendere disponibili alla vendita delle padelle in oro zecchino, disponibili nelle dimensioni 20, 24 e 28 cm di diametro. Il prezzo? Solo 3263.80 euro per quella più grande, le altre (chiaramente per la plebe) a scalare. E con lo sconto del 6%: soldi risparmiati da non trascurare, al giorno d'oggi.

Una pentola, mille utilizzi

Ad un primo impatto si potrebbe pensare che un prezzo non proprio popolare come questo possa aver scoraggiato molti potenziali acquirenti, altrimenti rapiti dal bagliore del biondo metallo e dalla raffinatezza della sua fattura. Forse è così, tuttavia un non trascurabile numero di compratori dell'artefatto (un'opera di alta ingegneria culinaria o gioielleria, questo rimane ancora da comprendere) ci ha tenuto a lasciare la propria recensione su qualità ed utilizzo delle padelle, suggerendo caratteristiche e potenzialità delle stesse diversamente insospettabili.

Forse non ci avrete pensato, ma una pentola d'oro zecchino rimane il sogno di qualsiasi alchimista. Professione ormai un po' vetusta e persa nei meandri del tempo, però non è mai troppo tardi per riportare in auge i vecchi mestieri. Assolutamente indispensabile nel corredo culinario di ogni praticante di arti oscure avanzate, si presta molto bene alla preparazione di pozioni varie. Non è tuttavia esente da difetti, in questo senso: la mancanza di un manico in avorio si fa sentire, così come le parti in rame o altri metalli non nobili, che sviliscono la qualità finale del prodotto. Come fa tuttavia presente un utente però, si tratta di un investimento importante, seppur non privo di difetti, adatto solo a chi voglia fare della propria passione una professione a tempo pieno. 

Una pentola completamente d'oro risulta utile anche in un'altra circostanza: quella in cui ci si ritrova a cucinare in assenza di luce, come in un campeggio. Pare l'oggetto sia talmente tanto efficiente da risplendere di luce propria, non facendo minimamente dubitare un utente al momento della scelta tra comprare il prodotto aureo o pagare la bolletta della luce. Lo stesso utente purtroppo racconta che, a causa delle ristrettezze economiche dovute all'acquisto, si è trovato nell'impossibilità di pagare anche quella del gas. Tuttavia pare che la pentola sia talmente efficiente da poter cuocere un intero pranzo per una famiglia semplicemente venendo lasciata 10 minuti sul balcone in una giornata di sole. Efficienza che non è sfuggita ad alcuni amministratori di condominio, che hanno pertanto ben pensato di rimpiazzare in un prossimo futuro i pannelli fotovoltaici sui tetti con questi prodigi della metallurgia.

Tra gli acquirenti sorgono anche questioni riguardanti leprecauni, arcobaleni e unicorni. I primi, uscendo finalmente allo scoperto dopo anni di leggende e solo sospettata esistenza, lamentano uno scarso riconoscimento del loro lavoro nel posizionare tali padelle al termine degli arcobaleni: «Non ci arrivano mica da sole!», commenta uno di loro. Consiglia però allo stesso tempo di comprarne due, per non rimanere "scoperti" nel caso si dovesse sbagliare a posizionarla, mettendola all'inizio e non al termine dell'arcobaleno. Un utente invece indica di come sia praticamente perfetta per cuocere a puntino la carne in scatola di unicorno, acquistata ovviamente su Amazon. 

Un affare in altre parole, capace di riassumere in sé altissima cucina, alchimia ed efficienza. Tutto sembra indicare che questa padella merita ogni singolo centesimo delle migliaia di euro da spendere per acquistarla. La qualità si paga, si sa. Da ex studente universitario fuorisede tuttavia mi sorge spontanea una domanda: sarà buona per fare penne, tonno e scalogno?