Lingue a colori

Articolo pubblicato il 14 settembre 2005
Articolo pubblicato il 14 settembre 2005

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Gli Europei vanno matti per il linguaggio in technicolor. Se da un lato i francesi amano la vie en rose, dall’altro possono anche, come i britannici, arrabbiarsi e “vedere rosso” ("to see red"). Le ragazze italiane sognano il principe azzurro, atteso anche dalle spagnole (“el principe azul”), mentre per i francesi questo colore è sintomo di paura. Se vengono offesi, i francesi hanno però tendenza a “ridere giallo” (“rire jaune”), tinta che assomiglia piuttosto alla gelosia di matrice tedesca (“gelb vor neid”). Il verde, sinonimo di invidia in Gran Bretagna (“green with envy”), in Italia rimanda alla rabbia e nella penisola iberica evoca la perversità di alcuni vecchietti (“viejo verde”). Le cose si complicano quando si evoca un tema universale come il tasso alcolico: l’ubriachezza si manifesta in grigio o in nero per i francesi (“ivresse grise/noire) a seconda di quanto si è ebbri, in blu in Germania (“blau sein”) e in viola a Madrid (“estar morado”). Davvero un bell’arcobaleno etilico all’orizzonte...