L'indipendenza scozzese per principianti

Articolo pubblicato il 11 gennaio 2012
Articolo pubblicato il 11 gennaio 2012
"Taci, Cameron!" Il 9 gennaio il primo ministro britannico David Cameron è riuscito a offendere la maggioranza degli organi politici della Gran Bretagna consigliando agli scozzesi di velocizzare le procedure per il referendum sull'indipendenza. Uno scozzese ci spiega cosa è successo e per quale motivo Cameron dovrebbe tenersi fuori dalla faccenda.

Grazie al famoso eroe scozzese che lottò per l'indipendenza interpretato da Mel Gibson, molte persone sono beninformate sul concetto d'indipendenza scozzese. Fino a prima dei giorni nostri. Quindi ecco una breve lezione di politica scozzese per principianti: dal 1999 la Scozia (come il Galles e l'Irlanda del Nord) possiede un parlamento "devoluto". Una situazione simile a quella degli stati in Germania o negli USA. Ci viene stanziato del denaro da parte del governo del Regno Unito. Siamo autonomi, tra le altre cose, in materia di sanità e scuola. La politica internazionale e quella militare viene decisa dal Parlamento del Regno Unito che ovviamente ha tra le sue fila rappresentanti scozzesi. Attualmente, il partito che governa in Scozia è il SNP o Partito Nazionalista Scozzese, che è riuscito a ottenere una maggioranza assoluta all'interno di un sistema ideato per evitare la formazione di maggioranze assolute. Quindi un partito piuttosto popolare. Vogliono organizzare un referendum per l'indipendenza della Scozia.

Se credo che l'indipendenza sia dietro l'angolo? A essere sincero no. (Precisazione: sono scozzese con mamma scozzese e padre irlandese. Se volete una risposta da un nazionalista, cercatela da un'altra parte.) La schiacciante popolarità del SNP non dimostra necessariamente che la maggioranza degli scozzesi voglia l'indipendenza: il partito ha guadagnato consenso per le sue politiche sociali e ambientali (istruzione superiore gratuita e disarmo nucleare per citarne due) e inoltre ha ottenuto voti per il semplice fatto che non è un partito né di destra né di sinistra. Vale anche la pena di ricordare che siamo nel bel mezzo di una recessione: gli astuti scozzesi difficilmente sceglierebbero un'indipendenza di tipo economico in questo momento.

Finora, la rivendicazione più plausibile del referendum è stata una via di mezzo tra l'indipendenza scozzese e il sistema attuale: questa via è detta indipendence lite o devolution (Gradisce qualche devolution assieme al suo patriottismo culturale, signore?). Un modo per garantire più autonomia (soprattutto in termini di bilancio) senza mettere a repentaglio l'unità. Tuttavia, il primo ministro inglese David Cameron non vuole che questa opzione faccia parte del referendum e questo potrebbe, a ogni modo, modificare il referendum stesso. Solo una cosa è certa: siamo Scozzesi, il che significa che non ci piace che gli inglesi (Cameron) ci dicano cosa fare.

Foto: (cc) San Diego Shooter/ Flickr