L’indipendenza del Kosovo: illegale e sbagliata

Articolo pubblicato il 13 ottobre 2008
Articolo pubblicato il 13 ottobre 2008
Dopo qualche mese dall’indipendenza del Kosovo la decisione, erronea e fuori legge, verrà sottomessa al Tribunale Internazionale dell’Aja. Un’operazione pilotata dagli Stati Uniti che porterà ad un’ondata di nazionalismo. Un'opinione.

Un grande risultato per le autorità serbe, che non hanno mai accettato la secessione di un’entità politica di una parte del loro territorio dovuta alle pressioni dell’Occidente.

La recente crisi georgiana – provocata dall’avventuriera e provocatoria azione militare di un esecutivo mosso da manie di superiorità, sciovinismo e dall’appoggio nordamericano – sembra stia portando a riflettere molti leader europei sul fatto che aver aperto il Vaso di Pandora della “disintegrazione” degli stati possa avere conseguenze fatali per tutti. La Russia, proprio come aveva avvertito il profetico ed ermetico Vladimir Putin, aveva capito quale minaccia si poteva nascondere dietro il Caucaso.

Almeno, dal punto di vista morale, la Serbia, da sempre demonizzata, si vedrà validare la sua tesi, dimostrando che l’unilateralismo di alcune potenze occidentali – in primis gli Stati Uniti – fu un atto capriccioso, senza alcuna legittimità e subordinato solo agli interessi geo-strategici di Washington. Mantenendo la distanza geografica e politica, quest’operazione ricorda molto quella dell’amministrazione Reagan quando, portata dal suo affanno di dirottare l’amministrazione filo-sovietica di Kabul, appoggiò e armò i talebani. La conseguenza di quest’atto? Una volta al potere questi ultimi cominciarono la guerra fratricida che dura fino ad oggi e che nessun imbecille potrebbe eufemisticamente chiamare “Guerra contro il terrorismo”.

Che nessuno s’inganni: ormai la bolla devastatrice nata con l’indipendenza – irreparabile e ingiusta – dell’entità “albanese-kosovara” è già scoppiata. Ora chi tratterrà gli albanesi in Macedonia, Montenegro e nella stessa Serbia, dove c’è ancora un’importante minoranza albanese, nel loro cammino verso la costruzione di una “Grande Albania”, come la sognano dai tempi della caduta del comunismo? A partire da ora, con il terrore e con l’appoggio degli Stati Uniti e di una propaganda ben calcolata, si potranno distruggere tutti gli stati del mondo.

Riccardo Angoso è direttore della rivista Lecturas para el Debate e coordinatore generale di Diálogo Europeo