L'impasse della gioventù dei Balcani

Articolo pubblicato il 17 aprile 2015
Articolo pubblicato il 17 aprile 2015

I Balcani cercano dei modi per unire i loro giovani, ancora marchiati dalle guerre degli anni '90. Una nuova trasmissione di Radio Slobodna Evropa ha pensato difornire il suo contributo. Con l'aiuto dei volti conosciuti dei giovani artisti serbi o bosniaci, i produttori hanno cercato di far incontrare gli adolescenti arrivati da città diverse per permettere loro di confrontarsi.

Radio Slobodna Evropa, con questo progetto, sembra respirare un'aria del tutto nuova. Questa radio americana, che ha contribuito alla caduta del comunismo ben 25 anni fa, si trova di nuovo nel bel mezzo dell'azione. Cercava una posizione da assumere nella guerra d'informazione con la Russia a proposito del conflitto ucraino, ma voleva anche presentarsi come un attore importante nei territori dell'ex Jugoslavia.

In collaborazione con il NED (The National Endorsment for Democracy) e Mebius film, Radio Slobodna Evropa a febbraio ha lanciato con successo Perspektiva, una serie di video che racconto la gioventù dei Balcani. E, per collaborare con i presentatori arrivati alla televisione, sono state chiamate delle star della musica. La scelta di Edo Maajka, Marko Šelic (Marčelo) oppure di Brano Jakubović, si è rivelata essere preziosa: una decisione che poi ha dato i suoi frutti.

Edo Maajka, rapper originario della Bosnia, conduce una parte del programma a Budva, città costiera del Montenegro. «Ero abbastanza stressato ma poi, grazie agli studenti, che sono davvero formidabili, mi sono sentito a mio agio in un batter d'occhio», ha detto ai microfoni di Perspektiva.

Abbatere i muri costruiti dalla guerra

I dibattiti su tematiche sociali come gli stereotipi e i pregiudizi, la tolleranza nazionale o religiosa, l'amore e l'odio, i matrimoni misti, l'aborto o le relazioni con la comunità LGBT animano le 52 trasmissioni della radio. Trasmissioni che sono state già registrate a Budva o a Mostar. Ora, però, è arrivato il turno dei giovani di Sarajevo: saranno loro a prendere la parola. 

«Lo scopo della trasmissione è quello di abbattere i muri tirati su durante la guerra tra i giovani di differenti nazionalità, il sistema educativo e quello dei media», scrive Radio Free Europe sul suo sito. «Abbiamo dato alla gioventù l'occasione di parlare di temi differenti davanti ad una telecamera. Li abbiamo ascoltati e loro si sono ascoltati l'un l'altro scoprendosi d'accordo oppure fermi su posizioni completamente differenti».

La radio dà la parola agli studenti dei licei della Bosnia Erzegovina, della Serbia e del Kosovo. «Le loro opinioni, spesso in contrasto, saranno una grossa sorpresa per gli spettatori di tutte le età», assicura Radio Free Europe.

I produttori sperano di aver aperto un dialogo degno di questo nome tra una generazione di giovani affinché la loro prospettiva di vita comune migliori giorno dopo giorno.