Libera: educazione alla legalità per sconfiggere la camorra 

Articolo pubblicato il 05 dicembre 2014
Articolo pubblicato il 05 dicembre 2014

Parlare di legalità a Napoli non è facile e agire concretamente lo è ancora meno. Ma c’è chi si rimbocca le maniche e non si lascia scoraggiare. Anzi, investe energie e passione per il valore della giustizia, a cui talvolta la nostra città è costretta a rinunciare.

Stiamo parlando di un gruppo di giovani, i ragazzi del Presidio di Libera Vomero-Arenella, guidati dal referente Gianmario Siani, nipote del talentuoso giornalista ucciso giovanissimo dalla camorra, Giancarlo Siani. Il presidio fa parte della grande famiglia di Liberaassociazioni, nomi e numeri contro le mafie, nata nel 1995 con l’intento di sollecitare la società civile a lottare contro alle mafie e a creare sinergie politico-culturali e organizzative, promuovendo legalità e giustizia.        

L’associazione nazionale, che ha come presidente Don Luigi Ciotti, è attiva su diversi fronti, dalla promozione della cultura della legalità alla sensibilizzazione attraverso la memoria o al riutilizzo sociale delle sedi confiscate alle associazioni criminali. Tra i suoi impegni concreti la legge sull'uso dei beni confiscati alle mafie, la lotta alla corruzione e all’usura, i campi di formazione antimafia e anche dei progetti sul lavoro e sullo sviluppo.

Libera collabora con l’European Network of Deradicalisation, DG della Commissione Europea che lavora nell’ambito della de radicalizzazione di ogni tipo di estremismo e illegalità ed è inoltre riconosciuta in ambito internazionale, presente in 30 paesi europei con numerose organizzazioni giovanili. Una rete analoga sta nascendo in America Latina, con la denominazione di Alas, per il contrasto al narcotraffico.                                                        

Il Presidio del Vomero-Arenella – uno dei quartieri “borghesi” della città, ad alta densità abitativa e imprenditoriale – è nato appena un anno fa ma ha già dato vita ad importanti iniziative e di recente ha sostenuto la marcia della legalità, risposta delle associazioni anti-pizzo ad una sparatoria avvenuta la notte del 9 novembre. Una passeggiata “alla luce del sole” che ha ripercorso a piedi il tragitto compiuto dai criminali e che ha lanciato il messaggio opposto: cacciare la camorra dal territorio e condannare questi gesti. Tra le iniziative anche Altra socialità: il gioco da tavolo contro il gioco d'azzardo, organizzata durante la notte bianca della V municipalità Vomero-Arenella con l’obiettivo, spiega il referente del presidio, di «mettere in luce un problema, quello del gioco d'azzardo, di cui si parla poco, ma che affligge oltre 800.000 giocatori dipendenti, arricchendo chi specula sulle difficoltà altrui».

E poi l’intitolazione del presidio a Petru Birlandeanu e Gianluca Cimminiello, vittime innocenti della camorra, la partecipazione ai “Dialoghi sulle mafie” presso il complesso di San Domenico Maggiore e alla Giornata della Memoria e dell’impegno per le vittime innocenti di tutte le mafie svoltasi a Latina. Queste per citarne solo alcune.

Cafébabel ha incontrato il referente del presidio, Gianmario Siani, per ripercorrere insieme le tappe del primo anno di attività.

Ad un anno dalla nascita del presidio, ritenete di aver raggiunto gli obiettivi che vi eravate prefissati?

Siamo nati un anno fa con lo scopo di fare anticamorra e cittadinanza attiva nel nostro quartiere, cercando di coinvolgere quanti più ragazzi possibile. Il nostro, grazie anche alle iniziative proposte, è un gruppo in continua crescita e, soprattutto, progettazione.

Perché la necessità di un presidio in questo territorio?

Abbiamo scelto il Vomero e l'Arenella non solo perché siamo nati in questi quartieri, ma soprattutto perché in questo territorio i cittadini sono convinti, erroneamente, che la camorra non sia un loro problema, che non sia nemmeno presente in queste zone. Le vite spezzate di Giancarlo Siani, Silvia Ruotolo e Salvatore Buglione, tutti uccisi nel nostro quartiere per mano criminale, ci ricordano, insieme a tutti i commercianti che si battono contro il "pizzo", che la camorra al Vomero c'è: noi cittadini onesti non possiamo ignorarla.

Tra le tante iniziative promosse, quali sono state le più significative?

Abbiamo intitolato il Presidio a Petru Birlandeanu e Gianluca Cimminiello, due vittime innocenti della camorra : erano due artisti, due ragazzi che, all'età di 30 anni, hanno visto i loro sogni stroncati dalla ferocia criminale. Facciamo continuamente memoria, affinché tutte le vite spezzate dalla criminalità organizzata non siano dimenticate. Il presidio ha poi collaborato con le scuole accompagnando gli alunni nelle Terre di Don Peppe Diana, dove una cooperativa sociale produce la mozzarella della legalità su un bene confiscato al clan Zaza. Altri prodotti delle terre confiscate vengono commercializzati nel resto d’Europa e sono acquistabili anche fuori dall’Italia. Abbiamo, poi, promosso alcune iniziative contro il gioco d'azzardo, ponendo l'attenzione su come questo fenomeno, oltre ad arricchire la criminalità organizzata, stia diventando una piaga sociale proprio in questo quartiere.

Il presidio si è stato impegnato per mesi sulle tematiche del “consumo critico” con la Federazione Antiracket Italiana. Qual è il risultato di questa collaborazione?

Abbiamo collaborato con la FAI promuovendo la campagna del "Consumo critico, pago chi non paga", incentivando i consumatori ad esser critici, scegliendo di fare i loro acquisti presso quegli esercizi commerciali che non pagano il pizzo o che, comunque, lo hanno denunciato. Nell'ultimo anno si è avuto una grandissima impennata degli aderenti al consumo critico. Ad oggi, nel quartiere, sono circa trenta gli esercizi commerciali che espongono la vetrofania di Addiopizzo. I ragazzi del presidio si sono impegnati in prima persona, recandosi dai diversi commercianti e, parallelamente, coinvolgendo i consumatori. Il nostro obiettivo è incrementare questa rete di cittadini onesti e virtuosi, sognando un commercio libero dal racket e dal riciclaggio.

Attualmente in cosa è impegnato il presidio? Ferma restando la nostra collaborazione con la FAI - con cui, tra l'altro, abbiamo promosso la passeggiata antiracket "alla luce del sole" - abbiamo concluso pochi giorni fa una collaborazione con la cooperativa La Locomotiva nell'ambito del Forum delle Culture. Stiamo continuando a collaborare con diverse scuole del territorio e, in realtà, siamo in continua progettazione.

Questo tipo di associazionismo pro legalità - apparentemente locale - cosa comporta nella nostra crescita come cittadini globali? 

Impegnarsi a favore della legalità, in qualunque modo lo si faccia, credo comporti innanzitutto una crescita personale e che riguarda l'individuo in quanto tale. Permette di acquisire una maggiore consapevolezza di quello che è il ruolo che ci spetta in quanto cittadini: la città e il Paese ci appartengono ma talvolta ci vengono brutalmente sottratti. Impegnarsi, quindi, credo voglia soprattutto dire riappropriarsi di quello che è nostro.

Cosa dobbiamo aspettarci per il futuro da  Libera?

Cosa vi dobbiate aspettare non saprei dirlo. Posso però dire cosa speriamo e ci aspettiamo, invece, noi del Presidio: ci piacerebbe, infatti, che ci fossero un interesse ed un coinvolgimento sempre maggiore da parte della cittadinanza perché solo insieme possiamo vincere e sconfiggere la camorra. 

I ragazzi del presidio aprono uno squarcio su un’altra faccia di Napoli, ora visibile all’Italia e all’Europa, che acquista un valore aggiunto poiché questa spinta propulsiva verso la legalità proviene dalle nuove generazioni. Ci mostrano le potenzialità dell’educazione alla cittadinanza attiva, della diffusione della cultura della legalità e della memoria come loro carburante.