L'Europa vista dalle regioni

Articolo pubblicato il 11 novembre 2017
Articolo pubblicato il 11 novembre 2017

Durante l'ultimo anno ci hanno ripetuto fino alla nausea frasi come "l'Europa non è solo un progetto economico" o "l'Europa non è solo grandi istituzioni che parlano e prendono decisioni da Bruxelles". In ogni caso, ciò che importa di più al momento è essere coscienti che l'Unione europea è fatta di cittadini, di popoli e di regioni. 

Durante l'ultimo anno ci hanno ripetuto fino alla nausea frasi come "l'Europa non è solo un progetto economico" o "l'Europa non è solo grandi istituzioni che parlano e prendono decisioni da Bruxelles". In ogni caso, ciò che importa di più al momento è essere coscienti che l'Unione europea è fatta di cittadini, di popoli e di regioni. Per questo, il progetto europeo non si costruisce solamente nei grandi corridoi del potere, ma il cemento e i mattoni sono in ogni quartiere, scuola e comune dell'Unione.

Tuttavia, avvicinare l'UE alle persone è, ancora oggi, un'operazione complicata, a causa della lontananza delle istituzioni, della grandezza del progetto europeo e, talvolta, del disinteresse degli stessi cittadini. Per riuscire in quest'ardua impresa, in tutta Europa si stanno portando avanti varie iniziative e attività con l'obiettivo di fare dell'UE un progetto in cui tutti possano sentirsi inclusi. Uno dei percorsi intrapresi a questo scopo è quello dei forum di discussione che permettono di dare presenza e voce sia alla società civile che ai governi locali. Uno di questi forum è stato organizzato nella sede del comune di Siviglia lo scorso 13 settembre, con una giornata sul tema "Riflessioni sull'Europa". Si tratta di un'iniziativa promossa dal Comitato europeo delle regioni, che è pienamente cosciente dell'importanza e della necessità di coinvolgere la società civile e le istituzioni di rappresentazione locale e regionale – più vicine ai cittadini – nella discussione sul futuro dell'Unione europea.

La sessione è stata inaugurata dal sindaco di Siviglia, Juan Espadas, dal presidente del Comitato europeo delle regioni, Karl-Heinz Lambertz, e dal presidente del Parlamento dell'Andalusia, Juan Pablo Durán. La prima parte della giornata era incentrata sulla tavola rotonda dal titolo "Il ruolo dei governi locali e regionali nel nuovo scenario europeo". Il dibattito, moderato dalla direttrice del Centro di documentazione europea dell'Università di Siviglia, la professoressa Marycruz Arcos, ha permesso lo scambio di esperienze, opinioni e punti di vista tra le voci delle istituzioni politiche a ogni livello: europeo, regionale e locale.

I primi a parlare, rompendo il ghiaccio, sono stati Karl-Heinz Lambertz e Juan Espadas. Quest'ultimo ha manifestato la propria gratitudine per l'iniziativa del Comitato delle regioni, che ha permesso di trasformare per un giorno Siviglia e i suoi cittadini nel fulcro del dibattito sul futuro dell'UE. Successivamente, è intervenuto Ángel Luis Sánchez, segretario generale per l'azione esterna della Giunta dell'Andalusia; è stato poi il turno di Gabriel Cruz, sindaco di Huelva, e di Francisco Javier Márquez, sindaco di Jaén, che hanno messo in evidenza l'importanza di sensibilizzare i cittadini sul fatto che ormai tutte le decisioni e le necessità quotidiane sono vincolate in qualche modo all'Unione europea, alle sue istituzioni e alle sue leggi, ed è quindi importante che la comunità andalusa ne sia cosciente e coinvolta.

Da parte sua, il sindaco della città ispalense ha sostenuto il ruolo da protagonista che devono avere i governi locali e la società civile assieme per dare impulso all'Unione europea nei confronti delle correnti di rottura, euroscetticismo e populismo che minacciano di destabilizzarla, e che sono oggi diffuse in gran parte del vecchio continente. In questo senso, Lambert ha riconosciuto che l'Europa soffre di una "grave crisi di identità" che favorisce la comparsa di questi populismi che "giocano con le emozioni della società, di modo che questa non distingue più il vero dal falso".

Allo stesso modo, Juan Espadas ha aggiunto che è possibile dare impulso alla fiducia dei cittadini con questo progetto "comune e inclusivo", se tutti noi saremo capaci di canalizzare la partecipazione nelle decisioni che vengono adottate dalle istituzioni comunitarie e riusciremo a far sì che il dibattito raggiunga tutti gli strati della società che, in definitiva, è quella che si vede interessata nella sua routine quotidiana dalle decisioni prese nei grandi centri del potere europeo. Inoltre, il sindaco di Siviglia ha sottolineato l'importanza di ridurre gli adeguamenti di bilancio che talvolta limitano gli investimenti, per poter così rispondere meglio alle necessità e alle richieste dei cittadini. In questo senso, il suo omologo di Jaén, Francisco Javier Márquez, si è trovato d'accordo con l'analisi e ha assicurato che "i vantaggi economici sono visibili, però non si è fatto nulla per l'identità europea".

Il sindaco di Huelva, Gabriel Cruz ha ribadito la necessità di affidare maggiori capacità alle entità locali per quanto riguarda i finanziamenti. "Nell'ultimo anno abbiamo apportato lo 0,65% del PIL, rispettando così gli obiettivi di stabilità europei. Nonostante ciò, ci viene imposto il limite di spesa e non possiamo prendere decisioni. Dopotutto, siamo noi i destinatari dei programmi e dei progetti europei. Per questo abbiamo bisogno di un nostro spazio decisivo". Una prova evidente che non solamente la società civile deve capire l'importanza del fatto che l'UE sia presente anche nelle entità locali e regionali, ma che anche la stessa Unione deve capire quanto sia importante dare ai cittadini uno spazio di discussione che permetta loro di essere parte delle decisioni che riguardano il progetto europeo.

Durante la seconda parte della giornata, la discussione si è focalizzata su "Come integrare le preoccupazioni dei cittadini nelle priorità delle politiche europee" ed è stata moderata dal presidente dell'associazione della stampa di Siviglia, Rafael Rodríguez. Hanno partecipato Diego J. Liñán Nogueras, professore di Diritto internazionale pubblico e relazioni internazionali dell'Università di Granada; Isabel Araque Lucena, segretaria confederale dell'UGT [Unione Generale dei Lavoratori, n.d.t.]; Manuel Mariscal, Vicepresidente della Confederazione europea delle cooperative di lavoro e di servizi (CECOP); Manuel Sánchez Montero, responsabile territoriale di Andalusia, Ceuta e Melilla per l'associazione ACCEM; Antonio Montero, segretario generale della Confederazione di imprenditori di Siviglia (CES); e Luis Delgado Sancho, direttore del Joint Research Centre (JRC) di Siviglia. Si è discusso sull'importanza di includere tutti gli organismi e le associazioni che rappresentano e canalizzano le opinioni della società riguardo alle decisioni dell'Unione europea, di modo che si possa rispondere in modo più efficace alle principali preoccupazioni dei cittadini europei che, dopotutto, sono l'essenza di questo progetto con più di sessant'anni di storia. 

Per vedere il video completo della giornata del 13 settembre nel comune di Siviglia, clicca qui.