L'Europa si divide sul boicottaggio all'Euro 2012

Articolo pubblicato il 03 maggio 2012
Articolo pubblicato il 03 maggio 2012
Il 30 aprile scorso il presidente della Commissione Europea, José Manuel Barroso, ha annunciato che avrebbe disertato l’Euro 2012 in Ucraina fino a quando i principi costituzionali sarebbero stati oggetto di violazioni. Molti politici europei hanno rifiutato quest’idea, denunciando la discussione sul boicottaggio intellettuale come una mera ipocrisia.

'La Tymoshenko non è andata in prigione ieri' - Rzeczpospolita, Polonia

I politici occidentali che dichiarano che il campionato europeo di calcio debba essere boicottato, a causa dell’arresto di Yulia Timoshenko, sono dei grandi ipocriti, dal momento che ci sono state vicende peggiori in Ucrania nel passato, scrive il quotidiano conservatore polacco: “perché tutto questo rumore? La Tymoshenko non è andata in prigione ieri. Le sirene d’allarme sarebbero dovute suonare quando Siemens e altre compagnie tedesche hanno vinto gli appalti per l’Euro 2012. O quando la stessa Siemens ha aiutato Pechino a modernizzarsi per i giochi olimpici, quattro anni fa. Anche questo era un paese con molti prigionieri politici. Suona cinico, ma nella storia dello sport ci sono stati peggiori paesi organizzatori dei giochi olimpici o di altri campionati. Mussolini, Hitler, i militari argentini per la coppa del mondo 1978 e il partito comunista cinese hanno tutti organizzato degli eventi simili” (Paweł Wilkowicz).

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'I politici volevano l'Ucraina al primo posto' - Mladá fronta Dnes, Repubblica Ceca

Il capo della federazione calcistica della Repubblica Ceca, Miroslav Pelta, ha rispedito al mittente l’idea di boicottare l’Euro 2012, spiegando che lo sport non deve essere ostaggio della politica. Il quotidiano liberale ceco non è d’accordo: “la politica e lo sport non possono essere separati. Dare a un paese la possibilità di organizzare uno dei maggiori eventi sportivi internazionali è un segno di fiducia e rispetto. Organizzare un campionato europeo, nella disciplina più popolare al mondo, porta un prestigio grandissimo. Di sicuro non è una sorpresa che Pelta e altri blaterino attorno all’indipendenza dello sport e della politica. Il cocktail sport-politica non deve essere agitato solo ora; lo abbiamo già sorbito altre volte. E infine, perché l’Ucraina ha ottenuto l’Euro 2012? Non per le sue fantastiche attrezzature, ma in virtù di una decisione politica” (Vladimír Kučera)

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'L'Ucraina diventerà come la Bielorussia?' - Savon Sanomat, Finlandia

Secondo il quotidiano liberale finlandese, i politici occidentali che diserteranno l’Euro 2012 non otterranno nulla: "le richieste dell’Unione Europea per una maggiore democrazia e umanità non hanno avuto alcun impatto sulla storia di Alexander Lukashenko in Bielorussia. Tutte queste belle parole diventeranno effettive in Ucraina, o porteranno il presidente Yanujovych nella stessa direzione del suo omologo bielorusso – a una società chiusa, governata dal terrore? Alcuni si chiedono se, con l’aiuto di Sua Maestà il calcio, il governo ucraino possa essere messo sotto pressione con il boicottaggio dell’Euro 2012. La stessa operazione, al tempo dei campionati di hockey in Bielorussia, non ha sortito alcun effetto. Questa strategia sarà più fortunata in Ucraina? Molto difficile”.

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'Dov'erano tutti questi critici prima?' - Financial Times Deutschland, Germania

Se l’Ucraina deve affrontare un boicottaggio per gli abusi sui diritti umani, la stessa cosa deve succedere negli altri paesi, scrive il quotidiano tedesco: “quale clamore quando, cinque anni fa, la cancelliera tedesca Angela Merkel, il ministro degli esteri Frank-Walter Steinmeier e l’ex presidente Horst Kohler hanno annunciato che non avrebbero partecipato alla cerimonia di apertura dei giochi olimpici a Pechino. Tutte lamentele sul mercato e l’economia. Ma quel manager tedesco, quale politico, quale membro della classe media si sente coinvolto dalle accuse che il presidente tedesco, Joachim Gauck, la Merkel, stanno rivolgendo al presidente ucraino Viktor Yanukovych? Anche la Russia, che accoglierà le olimpiadi invernali a Sochi, è lontana dall’essere un modello di democrazia. Se i politici vogliono difendere i diritti umani in modo convincente, in futuro, non potranno evitare gli obiettivi più difficili".

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Foto di copertina: (cc) Jiuck/flickr/jiuck.tumblr.com/.