L'Europa innova, Torino brevetta

Articolo pubblicato il 25 aprile 2009
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Articolo pubblicato il 25 aprile 2009
Articolo di Daria Santucci Idee europee per rispondere alla crisi Immaginare, creare, innovare. Sono queste le tre parole chiave per il 2009, scelto dall’Unione europea come “Anno della creatività e dell’innovazione”. La scelta pare azzeccata se, a pochi mesi dal crollo dei mercati finanziari, solo le nuove idee possono creare valide soluzioni.
Come scriveva Einstein, “nella crisi nasce l'inventiva, le scoperte e le grandi strategie”. L’Europa oggi sembra essere della stessa idea. E, a distanza di un secolo, ha deciso di rispondere al crollo dei mercati finanziari stimolando il potenziale creativo e innovativo della Ue-27, per promuoverne lo sviluppo sociale ed economico. “Con questo anno europeo, vorrei far sì che i cittadini europei comprendano che promuovendo i talenti umani e la capacità umana di innovare, si può dar vita a un’Europa migliore”, ha dichiarato il commissario Ján Figel in occasione del lancio.

Torino città dei brevetti

Campagne di promozione ed eventi sono stati varati a tutti i livelli territoriali, dalla grande Europa ai piccoli Comuni. Anche l’Italia ospiterà alcune iniziative; Torino, al momento, nessuna. E c’è da chiedersi perché, dato che la città è viva e fertile e – curiosità – è ricca di piccoli Archimede. Nel capoluogo piemontese, infatti, nel 2008 è stato registrato più del 10% di tutti i brevetti per invenzioni e modelli di utilità presentati a livello nazionale. Una vera e propria “città dei brevetti”, insomma, dove i giovani possono valorizzare le proprie idee, trasformandole in veri e propri progetti imprenditoriali. A Torino, il “piccolo inventore” che voglia brevettare un’idea può verificare che non ci sia qualcuno che lo abbia anticipato. Basta rivolgersi al Centro PatLib (Patent Library) della Camera di commercio, che ospita anche lo Sportello tutela proprietà industriale, il quale offre consulenze gratuite. Inoltre dal 2008, anno del design, è attivo anche lo Sportello dei designer, segno che la città vuole iniziare a competere in un settore a lungo considerato prerogativa milanese.

B-Free: diventare liberi con un’idea

“Se Milano è la capitale del design di stile, Torino è diventata un riferimento per il design funzionale”. La pensa così Danilo Ragona, classe 1978, designer industriale che ha trasformato un’idea in impresa. Dieci anni fa Danilo ha avuto un incidente d’auto che non gli ha più consentito di camminare. Dopo un periodo buio, la sua risposta alla crisi è stata: studiare, inventare, investire. Brevetti 2Nel 2002 si è iscritto all’Istituto di arte applicata e design. Nel 2005 ha brevettato la B-Free (img.1) un’agile carrozzina polifunzionale con ruote intercambiabili per la strada, lo sport, la sabbia o la neve; che si piega in uno zainetto e si può portare come bagaglio a mano negli aerei. Nello stesso anno, ha creato la Able srl, start-up con sede presso l’I3P (Incubatore delle nuove imprese del Politecnico). Da lì, è iniziata l’avventura. Danilo utilizza materiali leggeri e riciclabili, unisce tecnologia e design ed è convinto che le carrozzine debbano essere “indossate” come un paio di scarpe. Scegliendo il colore, i materiali e gli accessori, come negli e-shops più conosciuti. Un brevetto trasformato in design, prima, e in un vero e proprio brand, poi, da promuovere con il marketing vincente che Torino sa fare. Perché B-Free è davvero un prodotto tutto torinese:Brevetto 3 ideato in città e promosso nei grandi eventi (le Paraolimpiadi e l’Anno mondiale del design); sostenuto da aziende locali (Ferrino, Pininfarina Extra e Fiat) e costruito da imprese dell’indotto automotive. Ad oggi Danilo ha venduto 100 B-Free e spera di passare ad una produzione di più ampia scala. Nell’attesa, ha già depositato un nuovo brevetto: EasyGlider (img.2), un supporto elettrico (composto da un manubrio e una ruota motrice) a cui attaccare la propria carrozzina per muoversi agevolmente in città. A ben 12 km/h.

Un rubinetto per sognare

Se Danilo aspetta di raggiungere il cosiddetto break-even point (il momento in cui inizierà a guadagnare qualche soldino dopo anni passati a investire nella sua start-up), Oscar Birolo sogna di vedere realizzato il prototipo della sua idea: H2Omo, un “rubinetto lavabo e gruppo vasca con configurazione simile ad un omino stilizzato” (img.3). Brevetto 5Oscar, architetto trentenne, ha depositato il suo brevetto nel 2007, un’idea nata guardando i turèt della città rivisitati “in forma privata”. Da allora sogna di vedere realizzato il prototipo di H2Omo, sicuro che si tratti di un’idea vincente, anche se la strada non è facile. “Purtroppo spesso chi lavora ha già un nome”, afferma, “ed è molto difficile passare dal design alla produzione”. Tuttavia, Oscar ha le idee chiare: vuole disegnare oggetti. Nei suoi viaggi in Europa è rimasto affascinato dalle vetrine di Anversa e Bruxelles, ricche di oggetti belli e funzionali, di design. Magari, un giorno, anche lui avrà una boutique nel centro di Torino. La tenacia si spera sempre che venga premiata.