"L'Europa ha imparato la tolleranza per necessità"

Articolo pubblicato il 11 novembre 2016
Articolo pubblicato il 11 novembre 2016

Attenzione, questo articolo non è stato ancora editato, né pubblicato in alcun gruppo

Quando la rock band americana-scozzese ha pubblicato il primo album nel 1995, alla Casa Bianca c'era Clinton. Ora, mentre sono in tour in giro per l'Europa dopo la pubblicazione dell'ultimo album Strange Little Birds, la storia potrebbe ripetersi. Parliamo con il chitarrista Steve Marker e il bassista Duke Erikson di politica, del fare un disco proprio e (ovviamente) di James Bond...

cafébabel: Come trovate Parigi ragazzi?

Steve Marker: Negli ultimi anni siamo stati qui due dozzine di volte, ma è sempre un posto magnifico dove stare. Camminare in giro è impressionante.

Duke Erikson: Tutto impressionante!

cafébabel: Secondo voi come reagisce a voi il pubblico francese rispetto al pubblico negli USA o da qualsiasi altra parte nel mondo?

Steve Marker: In realtà non ho mai fatto caso se c'è una grande differenza tra i diversi pubblici o tra le diverse città. A volte le persone sono più o meno cariche della notte prima, ma in realtà... I francesi sono magnifici, così come gli olandesi e gli inglesi.

Duke Erikson: Penso che ci sia una differenza nell'atmosfera. In Germania sembra che studino un po' di più, anche se sono entusiaste. In Francia sono più passionali e in Spagna ancora di più. Ma sono d'accordo con ciò che ha detto Steve, la differenza è veramente poca. Tutti nel mondo rispondono alla musica, soprattutto musica dal vivo, più o meno nello stesso modo.

cafébabel: Avete parlato in particolare di Parigi, ma ci sono altre città in Europa con cui avete affinità?

Duke Erikson: Amo essere in Europa in generale. Adoro la sensazione di essere in un posto che ha molta più storia rispetto all' America. L'America è così giovane, lo si può percepire. Qui ti senti parte di qualcosa di più...quasi rispettabile.

Steve Marker: Penso che in molti modi, soprattutto adesso, ci sia un enorme senso di tolleranza.

Duke Erikson: In questo momento ovunque nel mondo c'è più tolleranza rispetto al posto da dove veniamo.

Steve Marker: È maledettamente spaventoso il posto da dove veniamo. Non so cosa sta succedendo... Pensavo che dovessimo andare avanti, non indietro.

cafébabel: Parlando delle elezioni degli USA - lo Stato del Wisconsin, il posto da dove venite, è tradizionalmente uno Stato repubblicano o democratico?

Duke Erikson: Il posto da dove veniamo, Madison, è una città molto liberale in mezzo a ad uno Stato piuttosto conservativo. Ma quest'anno, non ne ho idea. Si va veramente avanti e indietro.

Steve Marker: Allora, avevamo Scott Walker, un tiranno di destra, che è arrivato al potere un paio di anni fa così dal nulla. Un uomo orribile, quasi un precursore di Donald Trump. Ma io vivo in Colorado, che è tipicamente uno Stato conservativo e repubblicano, e stiamo oscillando piuttosto bene verso i Democratici ora.

cafébabel: Come ci si sente, a un passo dalle elezioni, ad essere per strada e separati da un oceano?

Steve Marker: È così strano. Sono riuscito a vota prima di lasciare gli USA, ma la notte delle elezioni saremo in Danimarca. Ci saranno delle post-sbronze da paura il giorno dopo.

Duke Erikson: Io starò attaccato allo schermo per tutto il tempo. Starò sveglio tutta la notte.

cafébabel: Perché credete che in Europa ci sia un senso di tolleranza maggiore?

Steve Marker: A parte alcuni esempi eclatanti nelle storia europea, credo che molte persone siano state ammassate in un territorio molto piccolo per migliaia di anni e abbiano dovuto imparare come andare d'accordo. È questo ciò che intendo per tolleranza - rispettare i tuoi vicini per necessità. A volte sembra che abbiate acquisito un consenso ragionevole. Gli Americani, di recente, vogliono solamente dire ai loro vicini cosa fare.

Duke Erikson: Ci sono tuttavia molte delle stesse fazioni che emergono, in Francia e in Germania e in Inghilterra, la stessa cosa sta succedendo in America. E qualsiasi politica può giocarci su e ottenere molta notorietà e attenzione, solo giocando su quella paura di tutto!

cafébabel: All'inizio di quest'anno la cantante Lily Allen ha ricevuto insulti terribili su Twitter per la sua visione politica. Avete mai ricevuto insulti del genere sui social media?

Steve Marker: Shirley [Manson, cantante leader dei Garbage, Ed.] ce l'ha su Twitter, ed è incredibile. Ogni volta che dice qualcosa contro Trump, un mucchio di idioti le vanno contro. E non abbiamo chissà che profilo!

Duke Erikson: Io sono veramente allibito sul fatto che chi voterà Trump legga in realtà i tweet di Shirley. Chi sono queste persone che seguono i Garbage e votano Donald Trump? Io non lo capisco!

Il singolo 'Empty', dall'ultimo album dei Garbage Strange Little Birds

cafébabel: Parliamo del vostro ultimo album Strange Little Birds, e del fatto che l'avete prodotto in maniera autonoma. Cosa vi ha fatto prendere quella strada e come pensate che questo cambi il processo creativo?

Duke Erikson: Penso che il motivo per cui abbiamo preso quella lunga pausa [dal 2005 al 2012] fosse dovuto dalla nostra disillusione all'industria musicale. Non era più divertente. Sentivamo pressione dall'esterno per produrre un certo tipo di disco, e noi non sentivamo sotto controllo le nostre carriere e persino la musica che stavamo facendo. Ci ha colpito duramente. Fare tutto per conto nostro ha funzionato. Ha tolto la pressione nello studio, nessuno veniva a vedere come ce la stavamo cavando, che è una sensazione orribile. Significa avere un po' più di responsabilità - dobbiamo confrontarci con i numeri a volte, non siamo molto bravi in questo, è tutta l'altra parte del cervello!

Steve Marker: Io non riesco a pensare ad una ragione per cui tornare indietro. L'industria è cambiata veramente tanto da quando abbiamo iniziato. Siamo stati fortunati ad iniziare quando l'abbiamo fatto, quando il business musicale era una vera entità lavorativa, ma ha cominciato a sgretolarsi e le persone sono diventate a mano a mano negative perché non stavamo facendo abbastanza soldi per loro. Ha fatto schifo. Se avessimo cominciato ora saremmo stati come tutte le altre 10 milioni di band su internet che sono difficili da trovare.

cafébabel: Avete detto che nel nuovo album c'è un sentimento 'romantico', ma anche un elemento di 'oscurità'. È difficile conciliare queste due idee?

Duke Erikson: Io non credo che stiamo facendo nulla di diverso rispetto a quanto fatto fino ad ora - approfondire qualcosa, qualcosa che non teme di toccare diversi generi della musica e diversi mood. Tutti lo vediamo come parte dell'esistenza umana, veramente. Penso che siamo riusciti a farlo con più successo su questo disco perché quando abbiamo iniziato stavamo guardando tutti nella stessa direzione. E, per fortuna, abbiamo mantenuto la stessa visione durante tutto il processo di registrazione. Ha reso il disco più forte e ce lo siamo goduti molto facendolo.

cafébabel: Quindi sarete in tour praticamente fino alla fine dell'anno; cosa accadrà quando finirete?

Steve Marker: L'altro giorno stavamo parlando di quanto sia importante non fermarsi. Si è stanchi alla fine di un tour, ma si ha anche un po' di energia e slancio, e prendersi sei mesi liberi per andare in spiaggia o qualcosa del genere non sarebbe utile. Stiamo già parlando di registrare e andare in tour per il prossimo anno.

Duke Erikson: La cosa più bella di un ciclo è che nel momento in cui finisci di registrare, non vedi l'ora di andare in tour, mentre quando finisci il tour, non vedi l'ora di tornare a registrare. Sembra che uno nutra l'altro.

Il tema dei Garbage per The World is Not Enough (1999)

cafébabel: Un'ultima domanda...non potremmo avere un'intervista con i Garbage senza parlare di James Bond. Cosa ne pensare delle canzoni che sono arrivate dopo 'The World is Not Enough'?  

Duke Erikson: Non sono state così buone neanche lontanamente [risate].

Steve Marker: Ho pensato che Adele avessere fatto un buon lavoro per Skyfall.

Duke Erikson: Certo, accennava al Bond classico, ma era anche molto moderno.

Steve Marker: Parli dell'industria musicale come se fossero un mucchio di idioti, l'industria cinematografica è un milione di volte peggio. Sapendo quanto siamo stati fregati mentre facevamo quella canzone, quanto hanno cambiato il mix...c'erano così tante regole. Ma penso che Adele abbia fatto un buon lavoro. Mi sembrava che l'avesse fatto a modo suo.