L'Europa è un grande perché - opinioni da Oltremanica

Articolo pubblicato il 23 febbraio 2012
Articolo pubblicato il 23 febbraio 2012
Esistono davvero tensioni tra i cittadini europei o solo tra i politici impazienti di dare la colpa a qualcun altro? Sentiamo cosa ne pensano i nostri europei d'Oltremanica.

I comici europei hanno immensamente beneficiato delle azioni di 'Merkozy', termine coniato per i leader della Germania e della Francia che stanno guidando gli sforzi economici per affrontare l'eurocrisi. I media europei, raggiunti dalle calunnie, hanno perso di vista, tuttavia, il fatto che dovrebbe esserci una motivazione dietro la satira.

In tutta Europa sembra ci sia l'intento di perpetuare l'idea che tutti i piani economici siano un mero complotto euro-federalista, appena velato, per mettersi al di sopra della sovranità nazionale; la stampa irlandese e britannica sono note specialmente per il loro scetticismo verso la Ue e i leader del continente.

Gran Bretagna: è in Europa solo per lamentarsene.

Nella parte anglofona dell'Europa, l'atteggiamento verso i nostri vicini continentali è decisamente eterogeneo. La GranBretagna ha una radicata cultura di euroscetticismo , perpetuata da una stampa dominata dai tabloid. Gli inglesi sono interessati a godere dei benefici dell'appartenenza all'UE , come la libertà di movimento; si stima che un milione di loro risieda attualmente in Spagna. Sono generalmente resistenti a ogni misura che considerino una violazione della loro sovranità. Attraverso un considerevole grado di disinformazione di stampa, questa etichetta si applica alla maggior parte delle leggi e direttive dell'Unione.

Burocrati, istituzioni e leader nazionali dell'Unione sono diventati, per i politici inglesi, un conveniente capro espiatorio da incolpare per diversi problemi; molti commentatori sociali hanno notato che il governo inglese sembra voler convincere l'opinione pubblica che tutto andrebbe bene, economicamente parlando, se non fosse per la crisi dell'eurozona. L'opinione pubblica inglese concentra il proprio risentimento sull'irresponsabilità della Grecia e sull'accondiscendenza della Germania; questa è una vittoria per il governo conservatore al potere, visto che i tabloid rigurgitano puntualmente di mezze verità in modo da 'dimostrare' la teoria secondo cui l'Europa è nel torto.

Il doppio shock dell'Irlanda

In Irlanda, i media sono meno anti-europei, ma come nazione c'è un certo risentimento verso i nostri vicini; come se ci fosse una qualche colpa dell'Europa se abbiamo perso il nostro status di icona della crescita economica, con i nostri prestiti avventati e lo sforamento del budget. Con un passato da ex-colonia, c'è un persistente margine di scetticismo verso qualsiasi cosa imposta dall'esterno. E il salvataggio finanziario dell'Ue/Fmi ricade in questa categoria.

Prima che la crisi finanziaria la colpisse, l'Irlanda mostrava moltissimo rancore verso alcuni dei suoi vicini europei. Una piccola isola abituata a secoli di emigrazione, diventò all'improvviso una destinazione per immigranti e ciò fu uno shock enorme per gli Irlandesi.

L'inesperienza sul fronte multiculturale combinata con il rapido flusso di migranti dell'est Europa, dal 2004 in poi, ha causato alcuni problemi sociali; casi di razzismo gratuito dilagavano e anche se molti immigranti trovavano lavoro e si integravano bene, molti altri erano sfruttati. Non appena l'economia cominciò a rallentare, la maggior parte degli immigrati dell'Est ritornarono nei loro Paesi di origine. Si riaffacciò lo spettro della tipica invidia irlandese: osservazioni sprezzanti di aver tratto beneficio dal mare calmo prima di abbandonare la nave.

Allo stesso modo, il risentimento è aumentato verso quei migranti che sono rimasti nel Paese, occupando posti di lavoro che spettavano 'di diritto' agli Irlandesi.

Gli europei non sono come le persone normali

I media non sono completamente da biasimare. E' diffusa l'opinione che  la stampa inglese e irlandese non rispecchi pienamente la resistenza dell'opinione pubblica all'Unione europea (ma basta leggere il The Daily Mail per convincersi del contrario- ecco un esempio del loro speciale sull'Unione Europea). "L'opinione pubblica inglese è molto più 'euroscettica' della stampa" dice Robert Oulds, direttore del think tankBruges Group, sullo sviluppo dell'Unione Europea, dal 1989 impegnato per una maggiore indipendenza dal governo centrale di Bruxelles.

Morale della favola: in Gran Bretagna e in Irlanda amiamo far parte dell'Europa. Ci piace passare i fine settimana a Vienna o a Budapest e le vacanze estive in Provenza o ad Alicante. Ci piace comprare alcol e sigarette a poco prezzo in Polonia e i maschi apprezzano l'afflusso delle belle ragazze slave sulle nostre coste. Ci rendiamo conto che le nostre differenze come cittadini europei sono superficiali nella migliore delle ipotesi. Ci piace far parte dell'Europa e, sebbene non capiamo bene perché vi baciate l'un l'altro invece di stringere la mano come persone normali, ci piacciono anche gli europei.

Foto di copertina: (cc) Birdyphage/ Nicolas Loiseau/ flickr.