L'Europa e il mondo secondo Johannes Swoboda

Articolo pubblicato il 27 maggio 2002
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Articolo pubblicato il 27 maggio 2002

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Intervista a Johannes Swoboda, membro della Commissione degli affari esteri del Parlamento Europeo.

Johannes Swoboda è membro della Commissione degli affari esteri, dei diritti dell’uomo, della sicurezza comune e della politica di difesa, è vicepresidente del Gruppo Parlamentare del Partito Socialista e membro del partito social-democratico austriaco.

CAFEBABEL - Qual è stato, a suo avviso, il peso dell’Europa nella composizione del governo provvisorio afgano?

SWOBODA - L’Unione Europea e i suoi Stati membri si sono impegnati parecchio nella costituzione di un nuovo governo, in particolare in occasione della conferenza di Bonn nei mesi di novembre e dicembre del 2001. La rivendicazione principale dell’UE era la presenza e l’attiva partecipazione dei gruppi etnici e politici in seno al governo di nuova costituzione.

CB - Qual è la portata degli interessi economici dell’Europa in questa guerra?

SWOBODA - Vorrei rispondere indirettamente a questa domanda. Una stabilizzazione dell’Afganistan promuoverà e rilancerà l’economia in questa regione. Migliori infrastrutture, la cooperazione fra Stati e la venuta di programmi di aiuto allo sviluppo provenienti da ONU e UE dovrebbero esser di supporto a questo rilancio economico.

CB - Dopo il crollo del regime dei talebani, come considerate il seguito di questa crisi internazionale e il ruolo dell’Europa?

SWOBODA - L'UE sta trovando un nuovo ruolo nel quadro della PESC, cosa non facile in ragione dei meccanismi di decisione della PESC, assai complessi. Eppure gli sforzi dell’Europa non dovrebbero esser sottostimati: né in campo umanitario, né in campo militare.

CB - Fino a che punto la politica europea estera può esser influenzata dalle comunità islamiche stanziate in Europa?

SWOBODA - La politica estera comune si costruisce attraverso le differenti istituzioni comunitarie. I gruppi d’interesse e i gruppi religiosi non vi giocano un ruolo determinante. Costoro danno spesso dei suggerimenti, ma sono le istituzioni che decidono.

CB - Com’è possibile considerare le relazioni fra gli Stati Uniti e l’Europa nel quadro della crisi e del nuovo fronte “anti terrorismo”?

SWOBODA - Gli Stati Uniti e L’Europa sono concordi sulla necessità di combattere il terrorismo internazionale. Tuttavia entrambi hanno esperienze differenti nelle loro rispettive storie, fatto che si riflette nelle loro politiche estere. Negli anni a venire andrà facendosi largo un nuovo equilibrio transatlantico, che risponderà alle possibilità di tutti gli attori. E' certo che i chiarimenti che tendono a generalizzare e semplificare il problema, come quello del cosiddetto "asse del male” non aiutano a trovare una politica adeguata e conveniente riguardo a questa regione.