L'Europa dice no agli obiettivi economici di Zapatero

Articolo pubblicato il 11 gennaio 2010
Articolo pubblicato il 11 gennaio 2010
La Spagna, durante i sei mesi di presidenza dell’Ue, pretende migliorare la coordinazione tra i vari stati membri in materia di politica economica. Il premier spagnolo, José Luis Zapatero, chiede degli obiettivi di crescita vincolanti, e non esita a parlare di eventuali sanzioni se questi obiettivi non saranno rispettati. La stampa europea si mostra piuttosto scettica su queste proposte.

Il Sole 24 Ore – Italia: «I temi più importanti dovrebbero essere di competenza dell’Ue»

La presidenza spagnola, in materia di politica economica, ripete gli errori della strategia di Lisbona – che doveva fare dell’Europa lo spazio economico più competitivo del mondo -, scrive il quotidiano economico italiano Il Sole 24 Ore: «La strategia di Lisbona ha fallito perché non è riuscita a determinare le priorità. (…) La coordinazione morbida si è rivelata inefficace laddove un intervento europeo forte sarebbe stato necessario, e inutile quando la responsabilità, al contrario, doveva essere degli Stati nazionali. Per correggere questi errori bisogna innanzitutto stabilire con chiarezza in quali casi è necessaria una politica economica comune e in quali casi essa è superflua. Per evitare gli errori di Lisbona conviene, dunque, concentrarsi sui temi considerati più importanti, che devono essere di competenza del Governo centrale europeo».(10/01/2010)

Der Tagesspiegel – Germania: «Zapatero dovrebbe essere più modesto»

Le eventuali sanzioni contro i paesi dell’Ue con una politica economica deficitaria non sono necessarie, sostiene il quotidiano tedesco Der Tagesspiegel: «Zapatero dovrebbe essere un po’ più modesto, vista e considerata la situazione economica del suo paese. Infatti, se le sue proposte fossero applicate oggi, la Spagna dovrebbe subire tali sanzioni. Utilizzare le sanzioni finanziarie non sarebbe in ogni caso un buon sistema per spingere gli Stati membri a investire nell’educazione, nella ricerca o nello sviluppo. L’effetto di queste sanzioni – come evidenzia il Ministro tedesco dell’economia, Rainer Brüderle – sarebbe quello di creare nuovi apparati burocratici. Pertanto, oggi il compito più importante per i membri dell’Unione Europea è di trovare una soluzione comune per eliminare il loro debito pubblico. È su questo aspetto che Zapatero dovrebbe concentrarsi, invece che accendere fuochi d’artificio con idee che non portano da nessuna parte».

(11/01/2010)

Delo – Slovenia: «Il gigante tedesco dice no»

La rivendicazione del primo ministro spagnolo, Jose Luis Rodriguez Zapatero, che vorrebbe ottenere delle sanzioni economiche a livello europeo, è solamente una tattica, scrive il quotidiano sloveno Delo: «Nonostante Zapatero abbia solamente menzionato le sanzioni come un’idea per lanciare il dibattito sulla strategia economica che comincerà il mese prossimo, la reazione del gigante europeo, la Germania, è stata un deciso rifiuto. Sia altri paesi membri, abituati ormai alle sovvenzioni dell’Ue, che il presidente Herman Van Rompuy, si sono ugualmente opposti a questa proposizione. Con il rifiuto della Germania si può prevedere che al summit di febbraio la Spagna non cercherà di imporre i suoi disegni. Di conseguenza, l’obiettivo di Zapatero è di rinforzare la sua linea politica, che è stata nettamente limitata dal nuovo trattato di Lisbona».

(11/01/2010)

Foto di José Manuel G.C.