Lettera di un giornalista al M5S

Articolo pubblicato il 25 marzo 2013
Articolo pubblicato il 25 marzo 2013
"Comprendere il Movimento 5 Stelle", questo il titolo dell'incontro con i grillini ospitato lo scorso martedì nelle sale del Centro Culturale italiano a Parigi, con l'intenzione di spiegare la genesi e gli obiettivi di quella che è stata definita "la prima rivoluzione pacifica nella storia delle democrazie occidentali", che ha rifiutato lo statuto di parito, i rimborsi elettorali e il confronto
diretto nelle tv nazionali. Lettera aperta di un giovane giornalista alla terza forza politica del paese, tra scuse, interrogativi e rimproveri.

Caro M5S, sono Nicola, un giovane giornalista cresciuto professionalmente in Francia. Permettimi di darti del tu, e di rivolgermi a te come all'insieme di tutti gli attivisti, simpatizzanti ed elettori che sostengono la terza forza politica del Paese (non la prima, come ha detto una tua portavoce al Quirinale). Ci siamo finalmente incontrati a Parigi, al Centro Culturale italiano, qualche giorno fa. È stato bello. Io lavoro da tempo per i media online, ma ai forum continuo a preferire il dialogo e lo scambio di opinioni dal vivo, faccia a faccia, per comprendere la realtà. E quindi anche per capire come sei fatto, come funzioni, e cosa ti anima. È stata una gradevole sorpresa quando mi hai detto che eravamo in diretta sulla “Cosa”, la tua web-tv, che raramente ospita pareri diversi dai tuoi, o domande a te rivolte. E invece questa volta trasmetteva una vera discussione: su Grillo, sulle espulsioni, sui tuoi auspici di democrazia e partecipazione digitale, sul tuo rapporto con le istituzioni e la democrazia parlamentare.

Innanzitutto voglio chiederti scusa, a nome mio e a nome di tanti colleghi. Anche se un uomo solo parlava a tuo nome, durante la campagna elettorale, sarebbe stato giusto concentrarsi sulle persone singole, sui candidati. Dovevamo insistere, interessarci di più agli attivisti. Ti credo, quando mi dici che i giornali hanno cominciato a sommergerti di telefonate solo dopo il voto-tsunami. Ti credo quando dici “mi hanno ignorato”, o che il tuo cellulare non squillava mai, mentre quello di Grillo vibrava all'impazzata. Mi sarebbe piaciuto leggere i ritratti dei candidati nelle pagine dei principali quotidiani nazionali. Sarebbe stato reso un servizio agli elettori. Mi hai detto che abbiamo il dovere di raccontare come funzioni al tuo interno. Io sono pronto.

La tua fede è tanto più grande quanti sono gli ostacoli che incontri: il tuo regolamento è calato dall'alto, la tua comunicazione unilaterale, gli strumenti di democrazia digitale non sono ancora pronti

Quando due persone litigano, però, le scuse devono arrivare da entrambi i lati. Sono stufo di tanta diffidenza, sono stufo di subire insulti. A quell'incontro, a Parigi, hai cominciato a protestare mentre prendevo appunti, e alla fine ti sei lanciato in battute sarcastiche su quello che avrei raccontato. Perché aver paura di me, soltanto perché possiedo un tesserino? Mi hai anche detto che per partecipare a un meetUp fisico devo chiedere l'autorizzazione sul forum. Invece la tua stessa piattaforma mi consente di iscrivermi liberamente e di essere avvisato dei prossimi appuntamenti. Sai qual è la più grande lezione che internet ha impartito alla nostra professione? Che tutti sono ormai potenziali giornalisti. Quindi niente mi obbliga a presentarmi come tale a un tuo incontro, e mi devi lo stesso rispetto che rivolgi a qualsiasi cittadino. Perché tutti ascoltano, raccontano, registrano. Persino gli studenti della Luiss, a cui un altro tuo portavoce istituzionale ha rivelato, ingenuamente, che noi giornalisti gli “stiamo sul cazzo”. Hai visto? Ci sei cascato, è il potere del web. Il nostro mestiere ora consiste nel saper organizzare l'informazione e diffonderla, nel raccogliere le risposte, ma le domande arrivano da tutti i lati, e in qualsiasi momento.

Massimiliano Gambardella, amministratore del MeetUp "Amici di Beppe Grillo Europa", e Daniela Signorino Gelo, ex candidata alla Camera dei Deputati.

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Ci tengo a difendere anche l'informazione vecchio stampo. Pur biasimando le logiche del finanziamento pubblico ai giornali, ti rivelo cosa mi rende felice ogni volta che torno in Italia: le edicole. Sono tante, ricche e addobbate, allineano una quantità di quotidiani che nessun altro può vantare in Europa. Opinioni, racconti, retroscena, inchieste, interviste, sempre da un punto di vista diverso: una varietà di informazione che ha reso libero il nostro Paese. Ascoltare una rassegna stampa italiana alla radio è un piacere innegabile. Poi i talk show: spesso sono noiosi. Ma hai idea di quanto servano per farsi un'idea delle persone? Perché sottrarsi al confronto di idee in diretta nazionale? Io grazie ai talk show riconosco le oche giulive del Pdl, i falsi perbenisti del PD, distinguo i cafoni dai rispettosi, i colti dagli ignoranti. Non mi basta un video su YouTube per giudicare un politico.

Ma torniamo al nostro primo incontro. Mi sei piaciuto a metà. Mi sono piaciuti i tuoi elettori che seduti tra i banchi inscenavano un confronto, meno le truppe alle spalle dei portavoce che intervenivano per difenderti ogni volta che una crepa veniva ad aprirsi nel tuo discorso. La politica non è una guerra tra blocchi contrapposti e pensieri monolitici. È un dialogo. Mi è piaciuta invece la tua sincera speranza, il tuo reale ottimismo, la genuina convinzione che una partecipazione dal basso ai processi decisionali sarà un giorno possibile. In passato ti ho dato dell'ingenuo, e per questo ti chiedo di nuovo scusa. La tua fede è tanto più grande quanti sono gli ostacoli che incontri: il tuo regolamento è calato dall'alto, la tua comunicazione è unilaterale, gli strumenti di democrazia digitale in cui credi non sono ancora pronti. È questa, la domanda che ogni bravo giornalista dovrebbe porti: quando vedrà luce il liquid feedback di cui parla Grillo alla stampa straniera? Quando e come potrai decidere davvero di testa tua? Sono sicuro, che quando succederà, potremo finalmente essere buoni amici.

Cordialmente, Nicola Accardo.

Foto: copertina © 20centesimi/flickr; grillini a Parigi © Nicola Accardo; video © Giampaolo Marchioro/YouTube