L'età dell'oro dello sport spagnolo: i segreti, i dubbi, i punti deboli

Articolo pubblicato il 18 novembre 2011
Articolo pubblicato il 18 novembre 2011
Calcio, pallacanestro, tennis e perfino hockey su pista. Ecco come la Spagna ha raggiunto la sua sportiva "età dell'oro": tutto iniziò a Barcellona 92.

Lo sport spagnolo continua ad essere inarrestabile. Lo scorso settembre la "roja" vinceva il campionato europeo di pallacanestro e si qualificava per la finale di Coppa Davis. Il 1 ottobre, la Spagna ha vinto per la quarta volta consecutiva il mondiale di hockey su pista, un titolo che ha molta più importanza di quanto sembri. Ma andiamo con ordine.

Una decennio spettacolare

Domenica 18 settembre la Spagna ha riconfermato il titolo di campioni d'Europa di pallacanestro in Lituania battendo nettamente la Francia in finale. La stessa mattina, nella Plaza de toros di Cordoba e anche qui di fronte ad un francese, Rafael Nadal vinceva il quinto match dell'incontro regalando alla Nazionale spagnola l'accesso alla finale della Coppa Davis, che disputerà (Siviglia, 2-4 dicembre) per la quinta volta dall'anno 2000. Due vittorie che riflettono il grande momento dello sport spagnolo. Miguel Induráin, Severiano Ballesteros, Ángel Nieto...Prima dell'inizio del nuovo secolo in Spagna gli esiti sportivi avevano nomi e cognomi concreti di personaggi che si distinguevano dal resto degli sportivi nazionali. Le vittorie negli sport di squadra arrivavano solo dalle società capitanate da stranieri o da occasionali grandi prestazioni delle squadre nazionali come quella di pallacanestro degli anni 80, che ottenne la medaglia d'argento nei Giochi Olimpici di Los Angeles '84.

L'inizio della scalata

E' nelle Olimpiadi di Barcellona '92 che gli esperti vedono l'origine di questa eta dell'oro. Oltre ad ottenere il suo record di 22 medaglie, la Spagna cominciò a pianificare meglio la formazione dei suoi futuri atleti e a creare quella cultura sportiva che prima non esisteva. E' così che quei bambini che a quell'epoca avevano circa 10 anni, si sono convertiti in eminenti figure dello sport europeo.

Ha già vinto due anelli NBA con i LakersDue esempi: Il primo è Juan Carlos Navarro, eletto miglior giocatore dell'Eurobasket di Lituania, che nel 1992 aveva 12 anni ed era appena entrato nella sezione giovanile di pallacanestro del F.C. Barcelona. Sette anni dopo vinceva i Campionati Mondiali under-19 a Lisbona assieme al suo amico Pau Gasol e alla generazione di giocatori di pallacanestro che avrebbero capitanato la vittoria nei Mondiali del 2006 e agli Europei del 2009 e 2011.

Il secondo è Iker Casillas, portiere del Real Madrid e capitano della nazionale spagnola di calcio che vinse gli Europei del 2008 e i Mondiali del 2010. Nel momento in cui si celebravano i Giochi olimpici di Barcellona, faceva parte della squadra bianca già da un anno e nel 1999 vinse il mondiale giovanile con la Spagna in Nigeria assieme a Carlos Marchena e Xavi Hernández.

Abituati a vincere titoli a livello internazionale già da molto giovani, questi giocatori hanno cambiato completamente la mentalità negativa che impediva di passare ai quarti di finale nelle grandi competizioni calcistiche o confrontarsi faccia a faccia con le migliori squadre nazionali del mondo di pallacanestro. Così le vittorie di grandi figure come Rafa Nadal o Fernando Alonso sono adesso accompagnate da numerose medaglie ottenute ai campionati mondiali o europei di calcio, pallacanestro maschile e femminile, pallamano, pallavolo...

Non è oro tutto quel che luccica

In questa età dell'oro ci sono però anche alcuni lati oscuri. Per primo, i casi di doping di sportivi come i ciclisti Alejandro Valverde e Alberto Contador e le due grandi indagini della giustizia spagnola relative al doping (Operacion Puerto e Operacion Galgo). In secondo luogo, la mancanza di risultati in sport con meno ripercussione mediatica, che fa sì che a meno di un anno dai Giochi olimpici di Londra le 22 medaglie di Barcellona sembrino un obiettivo impossibile da ripetere. Nell'ultimo mondiale di atletica in Corea del Sud, la Spagna ha ottenuto solo una medaglia di bronzo nei 1.500 femminili grazie a Natalia Rodriguez. Nel mondiale di nuoto di Shangai, neppure questo. La squadra spagnola non ha vinto nessuna medaglia dopo una polemica eliminazione del selezionatore che ha lasciato fuori dal campionato Rafa Muñoz, il migliore nuotatore nazionale degli ultimi anni.

A parte l'eccellente squadra di nuoto sincronizzato, la Spagna non ha le carte per ottenere medaglie nei due sport nei quali se ne assegnano di più durante i giochi. Lo stesso vale per la maggior parte dei 26 sport che impegneranno gli atleti alle Olimpiadi di Londra dove, sorprese a parte, le opzioni più probabili di medaglie per la Spagna sono il calcio, la pallacanestro, il tennis o il ciclismo.

Per questo è molto importante che la Spagna abbia conseguito il suo quarto titolo mondiale consecutivo nell' hockey su pista o che sia una delle grandi potenze di calcio a 5. Perché si possa parlare di una vera età dell'oro, la Spagna deve migliorare ancora in molti sport e soprattutto in quelli minori.

Foto: apertura, (cc)americanistadechiapas/flickr. testo: Miguel Induráin, página oficial del ciclista; Iker Casillas, página oficial de facebook; mundial de hockey, Real Federación oficial de patinaje de España.