Leonardo Moro: "il cinema è libero come la poesia"

Articolo pubblicato il 08 luglio 2013
Articolo pubblicato il 08 luglio 2013

Leonardo Moro, giovane videomaker italiano, è riuscito a spedire la sua prima pellicola, "Goodnight Sofia", in tutto il mondo, da Buenos Aires a Melbourne, grazie ai Creative Commons. Storia di un film nato per le strade della capitale bulgara, che viaggia con un clic, libero come la poesia. 

Goodnight Sofia”, questo il titolo del film che Leonardo Moro, insieme al suo amico di sempre e collega di studi, Lorenzo Robusti, entrambi 27 anni e di Spoleto, ha spedito in giro per il mondo, da Buenos Aires a Sarajevo a Kuala Lumpur, partendo da un capitale iniziale di soli 2000 euro. Il segreto? In due parole: creative commons. Niente marchio Siae e libera circolazione del film. “Ci tengo a precisare che è la pellicola che viaggia, non abbiamo i soldi necessari per poterci permettere di accompagnarla in trasferta”, ride Leonardo.

Scambio le prime parole con lui sotto un ombrello, passeggiando nei dintorni di Les Halles, rimbalzando da un caffè all’altro di Parigi, anche questi, forse, chiusi, per protestare davanti alla pioggia incessante nonostante sia maggio inoltrato. Finalmente troviamo un tavolo e, con una tazza di caffè ristretto davanti, Leonardo mi racconta come sia riuscito a far circolare il suo progetto.

il potere dei creative commons

Per realizzare un film, in fondo, bastano piccoli accorgimenti e qualche astuzia. “Abbiamo messo circa 1000 euro come capitale iniziale”, racconta, “dopodiché abbiamo cercato di risparmiare”, sorride, ricordando di quando si aspettava la mezzanotte per girare indisturbati per le strade di Sofia, senza essere costretti a pagare le autorizzazioni. Le comunicazioni avvengono attraverso skype e si attiva il proprio network alla ricerca di un amico che possa dare una mano gratuitamente. “Per ora, quello che mi interessa è poter diffondere il mio film”, spiega Leonardo, che ha voluto che la storia di “Goodnight Sofia” circolasse in Creative Commons. Chiunque, infatti, voglia organizzare una proiezione può richiederne la pellicola e presto sarà anche disponibile il download gratuito dal sito.

A differenza della sempre più numerosa generazione di artisti, realizzatori e creatori di progetti, che s’ingegnano per cercare il metodo più innovativo, dal crowdfunding alla richiesta di sovvenzioni statali, per convincere i loro futuri interlocutori a finanziare i propri progetti, Leonardo non è alla ricerca di soldi. “Non credo che qualcuno venga a vedere Goodnight Sofia e mi proponga dei soldi”. Il suo obiettivo è, infatti, non quello di avere fondi per poter realizzare progetti sempre più grandi e ambiziosi, ma “fare film con sempre meno soldi, con troupe sempre più ridotte”. Perché “non cerchiamo mecenati”, conclude, raccontando di come, durante i festival, si trova costretto ad assistere a vere e proprie scene di captatio benevolentiae da parte dei giovani registi nei confronti dei produttori. “Noi non abbiamo ricevuto alcun supporto, ma non siamo neanche andati a bussare alle porte”.

Tuttavia, la troupe di "Goodnight Sofia" non intende restare on-line. “Non credo nel cinema on-line”, conferma Leonardo, “penso che internet sia il canale ideale per riuscire a entrare in un circuito indipendente di distribuzione, ma il film resta riservato al grande schermo”, continua, spiegando di come per lui il computer sia da associare solo a discorsi brevi, a flash rapidi, incursioni veloci. Questa è, probabilmente, l’idea alla base del prossimo progetto di Leonardo e del suo socio, “The Book of Memory”, una serie di ritratti dedicati a giovani attrici sparse in giro per l’Europa. Come se una telecamera le osservasse curiosa dalla loro finestra e registrasse le loro giornate, tra un sipario e un copione.

per le strade di sofia

Il suo film, invece, sin dalla nascita, è stato pensato per il grande schermo. “Goodnight Sofia” è nato nel filo di un telefono, nel buio di una notte bulgara, nelle ultime parole di suo padre. Leonardo si trovava a Sofia quando ricevette l’ultima telefonata di suo padre, che si tolse la vita due mesi dopo. Ma nel film non c’è traccia della sua storia personale. “Il film è dedicato a mio padre, non è su di lui”, ha specificato Leonardo in molte interviste. La protagonista, Lucia Telori, cammina per le strade di Sofia, lasciando che la città faccia da sfondo a un viaggio tutto interiore, alla ricerca di ricordi, parole sfuggite, impressioni d’infanzia. Nel cast, anche Domenico Pelini e Nikolina Yancheva, nota attrice bulgara, che ha accettato di collaborare con la troupe.

Leonardo è al suo primo film realizzato e scritto in completa autonomia. Per vivere, è un videomaker freelance e sembra voler continuare a tracciare una linea tra le sue passioni e il suo lavoro e si dichiara un convinto sostenitore di un cinema libero, senza compromessi, che sia vicino alla spensieratezza dei versi, alla briglia sciolta della poesia. “Non amo il cinema facile”, spiega, “preferisco la sperimentazione, l’uso di un linguaggio visivo non immediato”, prosegue, citando il francese Chris Marker, il cineasta belga Boris Lehman e Jim Jarmusch, tra i suoi modelli. “Mi piace pensare a me stesso come a un giovane regista europeo piuttosto che a un italiano che tenta di fare film in Italia”, commenta Leonardo, che in Bulgaria si è imbattuto in “un fermento che non mi aspettavo”, racconta, “una voglia di vita e un ottimismo che sono riuscito a percepire in soli 15 giorni, e che in Italia ancora non trovo”.

Video credits: (cc) bbmfilmproductions/YouTube