Legittimo razzismo.

Articolo pubblicato il 29 settembre 2007
Articolo pubblicato il 29 settembre 2007
Ci mancava solo questa..un bell’articolo del Corriere per confermare quello che i pregiudizi e gli stereotipi nazionali avevano già lasciato presagire da tempo: gli immigrati sono la causa principale di criminalità in Italia. Ma non si tratta di un luogo comune..no, no! Signori miei, qui ci sono cifre ufficiali, statistiche e dati inconfutabili. Carta canta..le cifre parlano da sole..
etc etc…e se non parlano da sole le faremo parlare noi.. Ora che la UE ha aperto le frontiere alla Romania si può cominciare a parlare de “L'invasione dei nomadi”. (Come se tutti gli abitanti della Romania fossero nomadi..) L'allarme (ma attenti cittadini..no agli allarmismi!L’allarme lo possono dare solo politici e giornalisti) di Amato e la nuova immigrazione. Annunciato dalla Conferenza di Firenze sull'immigrazione, ora è atteso un piano governativo per contrastare le ondate (si spieghi meglio…sempre cifre alla mano..di quali ondate sta parlando? Cosa si intende per ondate?) di reati che destano allarme sociale, rapine, furti, scippi, risse, (e perché no..parabrezza lavati a tradimento..) insediamenti abusivi e aggressivi dell'immigrazione clandestina. L'insicurezza collettiva, di fatto, non è imputabile solo alla criminalità nazionale, mafia, camorra, sacche d'illegalità urbane o suburbane. (E invece la paura di essere ammazzati a colpi di accetta dal proprio vicino di casa perché il neonato piangeva troppo? O dal proprio fidanzato perché era geloso? O dal proprio padre perché era nervoso? O dal proprio figlio perché era depresso? O di essere violentati a scuola? Quelle forse sono paure che destano meno allarme sociale degli scippi. Mah…)Anzi, oltre alla criminalità nazionale, non è più sostenibile quella d'importazione.(Cittadini..è ufficiale: siamo in una situazione “di fatto” insostenibile..secondo voi come possiamo reagire oltre che perdendo definivamente la pazienza?) Secondo un rapporto del Viminale a Montecitorio, 36,5 su cento reati commessi nel 2006 sarebbero (e come per magia..un periodo ipotetico diventa realtà) imputabili a residenti stranieri, 19,4 per cento immigrati clandestini. (Ed eccoci finalmente alle sacrosante cifre. Ma questa “oggettiva” statistica non tiene conto di un dato a dir poco fondamentale. Cioè che la Bossi-Fini ha introdotto il reato di non ottemperanza del decreto di espulsione, perciò, coloro che magari per mancanza di soldi e di documenti per poter lavorare non riescono a comprarsi un biglietto per tornare in Libia o in Sri Lanka entro 5 giorni lavorativi dal provvedimento, sono dei veri e propri criminali che vanno a gonfiare smisuratamente quella percentuale..Chissà come mai si continuano a prendere come oro colato queste statistiche ufficiali senza "disaggregare" i dati..e non quelle altrettanto ufficiali del’Onu e delle sue Agenzie internazionali. Per maggiori informazioni sul reato in questione, sulla cosiddetta "Espulsione amministrativa" e sul pronunciamento della Corte Costituzionale..consultate questi link e ) londn camdn

Ma ora si discute in particolare sui rom, che non sono più immigrati clandestini (Purtroppo!), bensì cittadini comunitari dopo l'ingresso della Romania nell'Ue. Non si possono respingere, ma solo espellere all'occasione per motivi di ordine pubblico. (Accidenti! Dobbiamo per forza aspettare che facciano qualche danno per rispedirli a casa loro.) «Dalla Romania — come ha segnalato però il ministro Amato — è in corso un vero e proprio esodo». In Italia, sarebbero (ah..amati condizionali…Amato -non nel senso di Ministro- amatissimo Italiano che ci permette così elegantemente di dire cose di cui non siamo certi anche se magari agitano gli animi..) già moltitudini e arrivano ancora. (...) (E come se non bastasse, per giustificare l’ostilità diffusa si sfrutta l’autorevolezza di uno come Montanelli, che mezzo secolo fa ha scelto a suo rischio di vedere di persona come vivevano i nomadi. Per il giornalismo di adesso può bastare come fonte diretta. Poco importa che sia passato quel mezzo secolo e che ora quei nomadi in giro per l’eurasia siano più che mai stanziali e si spostino da un campo sgomberato all’altro.. ) Ora, più di mezzo secolo dopo, saranno un po' diversi. Eppure Achille Serra, già prefetto di Roma, qualche mese fa dichiarava: «Visito personalmente i loro campi... Le donne non si vedono, forse perché sono sulla metro a scippare borsette, gli uomini dormono perché forse hanno lavorato di notte svaligiando abitazioni». Precisava, s'intende, di non voler generalizzare, ma concludeva insistendo sul pericolo che verso quegli stranieri l'insofferenza della gente raggiunga «forme di razzismo alle quali guardo con terrore»(Repubblica, 19 maggio).(Ed ecco un altro miracoloso stratagemma dell’Italiano per dire tutto ed il contrario di tutto mettendosi in salvo dal giudizio altrui: “non voglio generalizzare…PERò…lo sto facendo” “oppure…noi non siamo razzisti, PERò gli zingari..si sa..se lo meritano” o ancora “i comportamenti incivili e razzisti sono vergognosi…PERò, la situazione è insostenibile, la gente è insofferente”…se lo dice il già Prefetto, figuriamoci cosa diranno gli italiani disoccupati con famiglia a carico a cui è stata rubata la macchina dagli zingari! Per dirla come direbbe Bossi-già Ministro anche lui- “per imbracciare i fucili c’è sempre una prima volta!”) Già intorno ai campi nomadi si ripetono aspri conflitti. Da una parte, ruberie di automezzi, ciclomotori, benzina, denaro dei parcometri, persino panni stesi. Dall'altra parte, incursioni di rappresaglia imputabili anche (?!) alla primaria xenofobia razzista dell'inconsulta violenza. (Causata forse anche dai luoghi comuni diffusi quotidianamente dai media e da articoli “scientifici” come questo??) Il piano governativo in discussione, che include fra le misure d'emergenza più poteri a prefetti e sindaci, ripropone un quesito al quale non è facile rispondere. (Ma non disperate..vi daremo una mano noi..) Fino a che punto, in Italia come altrove, si può davvero integrare oltreché ospitare qualsiasi flusso d'immigrazione? (articolo completo)