Leggere García Márquez in Iran. E Le mille e una notte al Cairo

Articolo pubblicato il 11 dicembre 2007
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Articolo pubblicato il 11 dicembre 2007
“L’anno dei miei novant’anni decisi di regalarmi una notte di folle amore con un’adolescente vergine”. Così comincia il nuovo libro di Gabriel García Márquez , ideale proseguio del best seller .

Memoria delle mie puttane tristiL'amore ai tempi del colera

 Ma in Iran il traduttore - e probabilmente anche l'editore - ha ben pensato di proporre come titolo, per evitare la censura, qualcosa come ''Memoria delle mie innamorate tristi''. Peccato - si fa per dire - che il popolare scrittore colombiano sia andato a ruba, e le prime 5000 copie di stampa vendute in pochissimo tempo. Il Ministero della Cultura, venuto a sapere della scabrosa trama del libro, l'amore di un novantenne, appunto, per un'adolescente vergine, ha vietato la ristampa del libro scusandosi per "l'errore burocratico". Se in Iran la censura è rigidissima e le uniche fonti di lettura libera sono il mercato nero, nemmeno l'Egitto scherza. Almeno a detta di , poeta e scrittore di origine sudanese, nato e cresciuto al Cairo e ora a Vienna da moltissimi anni: «Quattordici anni fa sono andato al Cairo per comprare una copia in arabo de . Mi hanno dato quattro piccoli libercoli dicendo che è la “versione migliorata e depurata da tutte le impurità morali e religiose”, quando sappiamo tutti benissimo che si tratta di un libro molto più sostanzioso. Succede spesso che si prendano gli autori antichi, si cerchino tutte le parole tabù e che queste vengano cambiate. Per esempio “la baciò” si trasforma in “la guardò negli occhi”, la “relazione” diventa “amicizia” oppure “se la portò a letto” diventa “la portò in giardino”».

Immagine di Memoria delle mie puttane tristiTarek EltayebLe mille e una notte