L'egemonia della destra: dal benessere alla sicurezza

Articolo pubblicato il 29 novembre 2004
Pubblicato dalla community
Articolo pubblicato il 29 novembre 2004

Attenzione, questo articolo non è stato ancora editato, né pubblicato in alcun gruppo

La crisi della sinistra e il nuovo contesto internazionale scaturito dagli attentati dell'11 settembre e dell'11 marzo spiegano l'egemonia della destra in Europa.

L'ascesa e la permanenza della destra in diversi governi europei, così come la sua preponderanza nel Parlamento Europeo e nella Commissione, vanno analizzati prendendo in considerazione 2 fattori fondamentali: il primo riguarda la crisi della sinistra e della socialdemocrazia, la sua sfocatura ideologica di fronte alle nuove esigenze economiche in seno alla UE e di fronte alla globalizzazione; mentre il secondo fattore si riferisce al nuovo contesto internazionale sorto in seguito agli attacchi dell'11 settembre a New York e dell'11 marzo a Madrid(che,paradossalmente, determinarono la sconfitta del partito conservatore in Spagna).

La crisi del dibattito socialdemocratico

Il primo è un problema strutturale, derivato dalla crisi dello Stato di Benessere,la sua impossibilità economica, che si incontra, inesorabilmente, con le esigenze del Patto di Stabilità Europea e (con) la nuova realtà di un'economia globalizzata.

La percezione di certa responsabilità di Bruxelles nella reimpostazione di alcuni "eccessi" nel mantenimento dello Stato di Benessere ha provocato reticenze in vari settori della sinistra europea.

La Francia è uno di questi casi, in cui in seno al PSF(partito socialista francese)convivono settori contrari alla Costituzione Europea.

In Germania, la popolarità del socialista Schroeder si è sgretolata progressivamente come conseguenza delle restrizioni sociali portate dal suo governo allo scopo di controllare un deficit che,comunque, è uscito dai margini predicati dall'Europa.

Di fronte a questi fenomeni,e dato che il rafforzamento dello Stato di Benessere si situa,all'inizio, fuori dalle politiche della destra(sebbene qui un esame rigoroso della mappa politica europea ci obbligherebbe a distinguerecon cautela destra francese, per esempio, quella inglese , dato che la prima agirebbe come "socialdemocrazia" in Gran Bretagna),non ci deve sorprendere che siano alcuni partiti di estrema destra a criticare le politiche restrittive imposte da Bruxellese che ricevano l'abberaccio delle classi operaie ,le quali non si sentono protette di fronte all'incapacità dei partiti socialdemocratici si risolvere il dilemma del "benessere".

Nell'accesso delle destre ai governi risulterebbe contraddittorio decretare lo sgretolamento dello Stto diBenessere come una causa delle stesse.

Questo fenomeno,che certo ha influenza, come abbiamo evidenziato,nell'aumento dell'estrema destra(che alla mancata protezione sociale aggiunge l'incentivo del "pericolo dell'immigrazione") non facilita l'ascesa della destra se non attraverso una smolitazione efficace dei votanti socialdemocratici.

L'insicurezza, ilnuovo contesto internazionale

Il secondo fattore che sta facilitando il rinvigorimento politico del centro-destra in Europa ha a che vedere,senza dubbio, con il nuovo contesto dominato dal terrorismo e dall'insicurezza.

Gli attacchi a NEw York e a Madrid furono attacchi alla società occidentale; non alle sue istituzioni o ai suoi poteri,ma alla sua cittadinanza.

La destra si è impadronita strategicamente di questo fattore, spostando, nella mente del cittadino medio, la preoccupazione per il benessere verso quella per la "sicurezza".

Sebbene di nuovo qui bisognerebbe fare analisi poliedriche nella gestione della "insicurezza" e della "paura" da parte dei governi di centro-destra (e torniamo alla contraddizione paradigmatica tra Francia e Regno Unito),ciononostante,un contesto di insicurezza cittadina basato sulla "paura dell'altro"favorisce tradizionalmente i partiti conservatori,che nell'immaginario dei votanti appaiono come "migliori difensori dell'ordine".

In un contesto dominato dalla "irrazionalità" della paura i conservatori si muovono a loro agio, consapevoli del fatto che le classi medie sono suscettibili di favorire posizioni che essi definiscono come "ferme" o "contundenti" di fronte al terrorismo.

A questo punto,la "terza via" di Tony Blair ha prevenuto strategicamenteun giro copernicano nel programma laburista, premiando la sicurezza cittadina ,tema che,tradizionalmente,appartiene ai Tories.

Ciononostante,la ricerca di quella femezza nella difesa della sicurezza nazionale deve essere dimostrabile,palpabile. Se la lotta contro il terrorismo si basa su un lavoro di intelligence e strategia politica internazionale ,così come sulla cooperazione,la qualità visibile di quella difesa attiva della sicurezza,difficilmente viene percepita dall'elettorato medio.Ed ecco che salta fuori la guerra in Iraq come dogma di fermezza,questo spiegherebbe l'appoggio dato a Bush(creatore di questa sociopolitica del terrore edella sicurezza)da tanti governi conservatori europei.

Senza dubbio,la pluralità di destre e sinistre in Europa rende difficilefare analisi che siano valide in tutte le circostanze.

Ciononostante,qusti punti ci sembrano rilevanti per spiegare l'egemonia conservatrice :da un lato,l'incapacità della socialdemocrazia di "vendere" benessere ,e dall'altro,il nuovo contesto internazionale che pone la sicurezza come principale preoccupazione e minaccia (reale o fittizia ,quello è un altro tipo di indagine)per la società,e della quale sicurezza i conservatori sanno erigersi a "efficaci difensori" nella psicologia politica dei votanti.