L'economista francese Jacques Généreux: far muovere l'Europa!

Articolo pubblicato il 27 ottobre 2014
Articolo pubblicato il 27 ottobre 2014

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"Disubbidire”: l’unico modo di far muovere l’Europa

Di Hubert Huertas e Martine Orange

“Sono degli imbecilli felici! Credono che in un paese in recessione l’unico modo di ripartire sia quello di rilanciare la competitività”. L’economista Jacques Généreux, membro del Partito di sinistra è l’invitato del ventottesimo numero di Objections (rubrica del sito di informazione francese Mediapart, ndt). Mentre i capi di Stato sono riuniti a Bruxelles, ritiene che la Francia debba “disubbidire”: “L’unico modo per far muovere l’Europa”

Jacques Généreux ha a lungo fatto parte dell’ala sinistra del Partito socialista. Prima di tirarsi indietro e di partecipare alla fondazione del Partito di sinistra. Con i suoi occhi blu, il suo tono calmo e il suo bel sorriso, è meno esplosivo di Jean-Luc Mélenchon, ma anche implacabile, se non di più, con il governo e il Presidente della Repubblica.

Mentre l’Assemblea vota il budget in un contesto di recessione, in cui trentanove “frondisti” si sono astenuti, in cui Martine Aubry è uscita allo scoperto, in cui l’Europa riflette su una politica di rilancio, e in cui Manuel Valls fa appello a dimenticare i “totem” della sinistra, Jacques Généreux “spiega a tutti l’economia” (è questo il titolo del suo ventiduesimo libro) e risponde alle domande di Mediapart.

Cosa pensa della volontà dimostrata da Emmanuel Macron di “rompere i tabù”? “Tutte le società umane, tranne che negli ultimi trent’anni, hanno frenato la libertà data al denaro di fare quello che vuole, perché, se liberiamo questa forza, la rivalità predatrice che si scatena nei giochi di denaro distrugge tutta la società. Questo tabù è una delle chiavi fondamentali sulle quali giace la nostra società, ed è questa che vogliono distruggere”.

La politica di Manuel Valls? “Siamo passati da una politica stupida a un’altra politica stupida. La prima (dal 2012) praticava il rigore con il massimo aumento delle imposte sognando la crescita. La crescita non poteva esserci. Allora la grande manovra iniziata da Manuel Valls consisteva nel riportare la riduzione dei deficit, ma promettendo in scambio a Bruxelles che si sarebbe ridotta la spesa pubblica per finanziare l’abbassamento del costo del lavoro. Ora, la politica dell’offerta non può rilanciare la macchina in un periodo di stagnazione. Le aziende miglioreranno il loro rendimento ma non investiranno. Su quale mercato potranno investire in un’economia in panne?"

L’uscita di Martine Aubry: “Siamo d’accordo con la diagnosi, visto che è anche la nostra, e siamo felici che questa grande voce validi quello che diciamo da tempo. Ma è poco lungimirante per quanto riguarda i rimedi, soprattutto sull’Europa”.

Quale sarebbe questo rimedio? “Bisogna aprire una crisi. Non ci sono altri mezzi affinché la situazione si smuovi. L’Unione Europea sarà riformata solo quando crollerà nella sua forma attuale. Bisogna che un grande paese, la Francia ad esempio, decida di disubbidire radicalmente. Bisogna violare i trattati europei. Se non provochiamo uno choc di questo tipo, avremo uno choc di un altro tipo, una grande catastrofe finanziaria, o una grande catastrofe politica con l’aumento dei fascismi…”