L'eccezione alla regola?

Articolo pubblicato il 29 novembre 2004
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Articolo pubblicato il 29 novembre 2004

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La maggior parte dei governi nazionali UE sta oggi a destra, eppure c'è chi va controcorrente. Chi resisterà alla prova del tempo?

Dato che l'Europa sta venendo a patti con la vittoria elettorale di Bush, molti fra i mass media europei si sono chiesti il motivo per cui la destra riscuota un così grande successo. Il tabloid britannico The Daily Mirror ha semplicemente chiesto, “com’è possibile che 59.054.087 persone siano così stupide?”. Sebbene per noi europei sia ben possibile piegarsi o farsi beffe degli avvenimenti politici d'oltre Atlantico, basta guardare nel cortile di casa nostra visto che la Destra, quantunque in forma più attenuata, sta facendo avvertire la propria presenza nell’Europa di oggi.

La bonaccia della socialdemocrazia

Alla fine degli anni’90, la socialdemocrazia era la parola che andava di moda nella politica europa. La vittoria di Schroeder del 1998, che rifletteva tra le altre quella di Persson in Svezia, ha portato alla fine di sedici anni di democrazia cristiana; e proprio un anno prima, il popolo britannico aveva eletto un governo laburista per la prima volta in diciotto anni con la più vasta maggioranza nella sua storia elettorale post – bellica. Ovviamente, i leaders di cui sopra e i loro partiti sono ancora al potere oggigiorno e, a questi, si è aggiunto in maniera significativa Zapatero in Spagna con il suo partito dei Lavoratori Socialisti che, nel marzo scorso, ha scalzato il centro destra di José Maria Aznar. Ma stavolta si tratta di un’eccezione alla regola. Sebbene, difronte all'affaire Buttiglione, i vari partiti di sinistra a Bruxelles – ALDE (liberali di centro), PSE (socialisti), EUL (estrema sinistra) e EFA (Verdi e Politiche regionali), potevano controbilanciare il partito democratico se uniti, l’unico gruppo parlamentare così vasto è il PPE-DE (di centro destra), e fino alla fine del prossimo mandato ciò può influire seriamente sul modo in cui verranno affrontati i programmi sia nazionali che europei.

Perché l’Europa è andata a destra?

Ci sono molte spiegazioni per la forza delle politiche di centro destra e il sentimento europeo. Innanzi tutto, le preoccupazioni relative all’asilo, all’immigrazione, al terrorismo e al crimine vengono utilizzate dalla destra per ottenere voti. Secondariamente, la politica è ciclica, quindi è naturale aspettarsi una forte reazione collettiva contro la socialdemocrazia, e la sua antitesi moderata (il centrodestra) ne raccoglie i frutti. L’ala destra del panorama politico combina inoltre l’auto avanzamento individuale con il grande benessere personale, concetti che piacciono a molti elettori. Per molta gente, un voto dato alla Destra è un voto rivolto a sé stessi piuttosto che alla società in quanto insieme, il che mostra in modo interessante l’avarizia più intrinseca della natura umana.

Questo principio individualista si manifesta nel macrocosmo europeo con partiti di destra in ognuno degli stati membri, reiterando l’ossimoro che ogni collaborazione europea dovrebbe essere oggetto di interessi nazionali in competizione. Per estendere questa analogia, questi partiti agiscono per il proprio beneficio invece che per l’interesse collettivo dell’UE. Questa forma di Gollismo trova riscontro in una vasta porzione dell'elettorato nelle sue riaffermazioni delle nozioni di identità e superiorità nazionale. Mentre questo tipo di “nazionalismo” è più temperato nel centro-destra rispetto a quanto non lo sia in gruppi più estremisti, come il partito indipendentistico britannico (UKIP), v'è un filo ideologico comune che si svolge proprio lungo i dibattito politici in tutti gli stati membri e che spiega in un certo qual modo il riemergere della Destra.

Quindi, sebbene i partiti di sinistra siano ancora al potere in molti degli stati membri, incluse Germania, Svezia e Spagna, rimane solo da vedere se queste amministrazioni supereranno la prova del tempo. Dato il clima politico attuale e le circostanza esterne che hanno contribuito alla vittoria di Zapatero e di Schroeder (rispettivamente gli attentati di Madrid e la guerra in Irak), sembra che questi partiti possano essere sconfitti da quelli di inclinazione più centro-destra ed “euro – pessimisti”. Questa minaccia è già stata individuata nel fallimento di Jospin nella corsa alle presidenziali francesi e nel mancato voto svedese in merito sull’Euro, lo scorso autunno.

Una divisione politica “blairizzata”

Di tutti i governi socialdemocratici citati precedentemente, l’unico che potrebbe presumibilmente resistere alla prova del tempo è il governo laburista britannico, che probabilmente vincerà il terzo mandato l’anno prossimo. Vero è che la Gran Bretagna è sempre stata la più grande “euro – scettica”: com'è però possibile che un partito di sinistra arrivi al potere quando l’Europa va a destra? Cercando di intrigare contemporaneamente sia il centro-sinistra che il centro-destra, giustapponendo la coscienza sociale del primo con un alter ego di centro-destra. Per esempio, promettendo di essere “duri con il crimine: duri con le origini del crimine”. La prima parte piace a quelli di destra, l’ultima ai pragmatici di sinistra. Catturando il fondamento centrale, si ottiene un indice di gradimento più vasto che attrae voti. Similarmente alla politica europea, solamente lo scorso mese la Gran Bretagna è stata coinvolta in una serie di dibattiti riguardanti la creazione di un sistema comune di asilo per l’UE, ma solo nel caso in cui la Gran Bretagna si possa chiamare fuori a suo piacimento. Potrebbe certo apparire come ideologicamente corrotto, ma permette al Labour di tenere duro mentre l’Europa gira a destra e consolidare dall’interno una larga maggioranza.