Le tre R delle Mamme No Inceneritore

Articolo pubblicato il 17 giugno 2015
Articolo pubblicato il 17 giugno 2015

Domani si riunirà la Conferenza dei Servizi che deciderà se l'inceneritore di Case Passerini verrà o meno costruito. Abbiamo incontrato il coordinamento Mamme No Inceneritore,  che nell'ultimo periodo si sono rese protagoniste di un'intensa campagna contro il progetto di un termovalorizzatore nella provincia di Firenze.

In Toscana è in progetto la costruzione di un impianto di termovalorizzazione presentato dal gruppo Hera, il quale dovrebbe sorgere nel comune di Sesto Fiorentino, zona Case Passerini. Un gruppo di mamme preoccupate per le conseguenze sulla salute dei propri figli e della collettività in generale che questo tipo di impianto potrebbe avere, ha deciso di passare all’azione.

 Nel giro di pochi mesi sono riuscite a metter su un movimento, le Mamme No Inceneritore,  che insieme alla rete italiana Rifiuti Zero, hanno organizzato la sera dell'11 giugno un concerto nel quartiere Le Piagge, dove hanno suonato gratuitamente Bobo Rondelli, la BandaBardò, i Gatti Mezzi, la Casa del Vento e tanti altri gruppi.

La partecipazione della cittadinanza è stata strabiliante: giovani, anziani e tantissime famiglie hanno risposto all'appello di queste giovani mamme e all'alternativa che propongono. Domani ci sarà la Conferenza dei Servizi che dovrebbe esprimere il suo parere definitivo sulla costruzione o meno dell'impianto. 

Tutto nasce da una serie di scambi fuori dalla scuola- riporta Lisa Simi, Mamma No Inceneritore e biologa- Abbiamo cominciato e continuato a leggere, informarci. E ci siamo rese conto della realtà. In poco tempo si sono creati spontaneamente e contemporaneamente due gruppi in due scuole diverse che poi si sono conosciuti e hanno organizzato il primo incontro pubblico, al Teatro 334 di Brozzi, con l'adesione e partecipazione di Medicina Democratica e dei comitati della piana. Poi è stato un crescendo di iniziative, sostegni, adesioni...fino a oggi.

Nel giro di tre mesi siamo passati da 40 persone a più di duemila persone coinvolte. Attivamente il gruppo può contare su quasi un centinaio di famiglie.

L'incertezza del quadro europeo

Gli inceneritori o impianti di termovalorizzazione che dir si voglia, sono fra le opere che più spesso si sente essere al centro delle proteste da parte delle comunità locali. Questo tipo di strutture sono adibite alla produzione di energia ricavata dalla combustione dei rifiuti, le perplessità sulla salubrità di questi impianti dipende quindi dall'incertezza sul tipo di sostanze che vengono emesse in seguito al processo.

 I difensori della termovalorizzazione sostengono che esistono apposite tecnologie che riducono al minimo l'impatto degli inquinanti prodotti, nell'Unione Europea la situazione varia molto da paese a paese, nel Nord Europa vi sono molti più inceneritori rispetto ad altri paesi membri, ad esempio Spagna ed Inghilterra.  Nonostante nel 2008 la direttiva n.98 ha fissato un quadro in cui iscrivere le politiche di gestione dei rifiuti,  ancora una volta si notano differenze importanti nell’ambito comunitario, e le perplessità sulla non tossicità rimangono:

Medici, oncologi, tecnici e ingegneri sono tutti concordi nell’ammettere che non esiste filtro perfetto per trattenere le sostanze nocive. Siamo ben consapevoli che adesso questi impianti di “nuova generazione” non sono impianti di incenerimento vecchio modello e sono previsti dei filtri che trattengono alcuni prodotti di combustione, ma non tutti. Tutti ammettono che anche in questi impianti comunque il rilascio di nanoparticelle esiste comunque, passano.

Infine, per quanto riguarda Firenze, noi abbiamo visto il progetto. E’ terribilmente vecchio e antiquato, pieno di modifiche ingiustificate e aggiustamenti dell’ultima ora. E’ di una superficialità inaudita. Per fare un solo indicativo esempio: la ciminiera dovrebbe essere di 130 mt, per legge-per favorire una maggiore dispersione degli inquinanti, ma siccome la zona prevista è vicina a un aeroporto, che per legge non deve avere nei dintorni torri di più di 60 mt, allora il progetto è stato modificato cambiando solo l’altezza da 130mt a 70mt. Non si chiama superficialità questa?

Rifiuti Zero: un'alternativa già in atto

La proposta delle Mamme No Inceneritore è incentrata sullo sviluppo di un sistema capillare di raccolta differenziata, promuovendo dunque il riutilizzo dei rifiuti piuttosto che la loro combustione, un esempio che mostra la concretezza di quest'alternativa è proprio in Toscana: il comune di Capannori (LU), primo in Italia ad aver aderito alla strategia rifiuti zero e ad aver promosso il sistema di raccolta differenziata porta a porta. Nel 2012 la raccolta differenziata ha raggiunto il 90% della raccolta totale dei rifiuti, grazie agli studi condotti dal Centro di Ricerca Rifiuti Zero, coordinato da Rossano Ercolini.

Rifiuti zero è un percorso che prevede tappe ben precise e il rispetto di norme tra l’altro già consolidate e approvate a livello europeo. Dobbiamo solo adeguarci. In 400 comuni italiani è in corso e in moltissime città mondiali. Bisogna investire le risorse in questa direzione che permette anche la creazione di innumerevoli posti di lavoro..

In tre parole, tre che iniziano con la R: ricicla, riusa e ridisegna. Il rifiuto diventa risorsa. E’ un modo estremamente innovativo e moderno di pensare. E’ un percorso semplice ma efficace,  a portata di mano e di mente con una progettazione e programmazione precisa. E’ l’unica possibilità che abbiamo.

Ancora un caso Nimby?

Il caso dell’inceneritore di Case Passerini è ancora una volta esempio del fenomeno NIMBY: con sindrome Nimby, not in my back yard, si definiscono tutte quelle iniziative di opposizione alla messa in opera di un certo tipo di politiche pubbliche, anche quando queste iniziative passano dal locale ad una dimensione di rilevanza nazionale, con la costituzione di coordinamenti trasversali, nelle scienze sociali si utilizza questa dicitura per catalogare il fenomeno. Secondo il Nimby Forum, nel 2014 per la prima volta dopo nove anni il fenomeno nimby, not in my back yard, in Italia è in calo, ma lungi dall'essere la spia di un arresto del fenomeno nel suo complesso, il calo è dovuto alla minor presenza di progetti su cui protestare. In Italia i focolari della protesta sono 213, un quarto rigurda il settore rifiuti, più della metà gli impianti di produzione di energia elettrica, ma ciò che stupisce è che in questo caso gli impianti contestati rientrano nell'87,4% dei casi nelle opere green tech. Forse perché in alcuni casi non sono progetti poi così green.

Il caso dell’inceneritore di Case Passerini  mostra ancora volta che alla base del NIMBY, come più di uno studio nell’ambito della valutazione delle politiche pubbliche ha dimostrato, c’è spesso l’incapacità della Amministrazioni di saper predisporre gli adeguati spazi di partecipazione per la cittadinanza in politiche che li riguardano da vicino:

La Regione semplicemente ci ignora. Il signor Rossi, come ama farsi chiamare lui, interpellato direttamente da me medesima e Davide (un babbo no inceneritore), ci ha dato pienamente ragione. Ha ammesso che facevamo bene a preoccuparci ma che ormai era troppo tardi. E con fare avvilito si è allontanato. Il presidente non ha mai smentito la nostra protesta, non ha mai detto che sbagliamo e a parole si era anche detto più di una volta favorevole a un incontro che poi non c'è mai stato, nonostante i nostri ripetuti tentativi a incontri privati e inviti ad incontri pubblici. Interpellato direttamente ha anche accennato a piani di ammortizzamento dell’inquinamento (ridicoli a vedere i progetti) e questa ovviamente è un’ammissione al fatto che questo impianto inquina.

Cosa ne sarà di questo progetto lo scopriremo domani, le Mamme No Inceneritore nonostante l’atteggiamento della Regione non demordono:

L’inceneritore non verrà costruito, questa è una mia opinione personale. Non glielo permetteremo.