Le tette non sono notizie: No alla "Pagina 3"

Articolo pubblicato il 20 marzo 2014
Articolo pubblicato il 20 marzo 2014

Il Sun è uno dei quotidiani più letti nel Regno Unito. Dal 1970, pagina 3 ospita le foto di modelle in topless. L'accusa? Quella di aver danneggiato la percezione del corpo femminile sia negli uomini, sia nelle donne stesse. Quando è troppo, è troppo: cosi in diversi hanno aderito alla campagna lanciata da "No more page 3".

Cafébabel: Perché credi sia importante sbarazzarsi di Pagina 3?

Ceris Aston: Ci sono parecchie buone ragioni. Una delle cose che più mi colpisce è che molte persone pensano che in realtà si tratti una cosa da poco. Mi chiedono: «Se sei una femminista che si occupa di fare campagne, allora perché concentrarsi su questo? Non ci sono cose più importanti di cui preoccuparsi?». Il fatto che alcune persone lo percepiscano come un fatto irrilevante mostra quanto sia diffuso e dannoso. Nel quotidiano più letto in Gran Bretagna (12,4 milioni di persone leggono la versione cartacea ogni settimana, ndr), le donne sono dipinte come oggetti con seni prosperosi: mentre gli uomini possono agire e cambiare il mondo, le donne possono solo mostrare le tette nella pagina a fianco. E' un messaggio orribile. Il fatto che così tante persone non lo trovino importante mi induce a voler portare avanti la campagna sempre di più, per sottolineare che queste cose sono rilevanti.

Ho parlato con molte donne che mi hanno detto: «Ho passato praticamente tutti gli anni della adolescenza a sentirmi a disagio perché i ragazzi mi paragonavano le immagini di Pagina 3, credendo che fosse una cosa normale dare giudizi sulla qualità delle tette». Si tratta di una cosa che ha una forza molto dannosa. Se Pagina 3 è il simbolo del sessismo nella nostra società, allora cambiarla più essere un segno che la società stessa sta cambiando.

Pensi che Pagina 3 sia la reliquia di un passato in cui il sessismo era più diffuso e radicato?

Sì: è frutto di un passato in cui era considerato ok essere pubblicamente sessisti. Oggi i misogini dicono: «Adesso ci sono queste misure contro le molestie sessuali, una volta le donne lo prendevano come un complimento se davi loro un pizzicotto nel sedere o se al lavoro le chiamavi 'splendore'».

Pensi che abbia creato un ideale di bellezza femminile irrealistico, mettendo pressione alle donne e in particolare alle ragazze? Potrebbe essere collegato all'aumento di disordini alimentari nella società odierna?

Credo di sì. Per il Sun, Pagina 3 rappresenta a tutti gli effetti «una celebrazione della bellezza femminile» ma le cose non stanno così. Pagina 3 è la celebrazione di un ristrettissimo gruppo di donne: le ragazze dai 18 ai 22 anni, direi, che hanno un seno abbondante, sono per la maggior parte snelle, con la pelle bianco-latte e hanno curve che la maggior parte delle donne non ha. Ritengo sia enormemente dannoso per l'autostima. Secondo molte adolescenti, la società si aspetta che una donna sia così e che questo sia il suo ruolo: essere attraente e sessualmente disponibile. E' questa l'immagine data da Pagina 3: porta le donne sullo stesso piano degli oggetti.

Nessuna delle ragioni che il Sun ha dato per mantenere la pagina è in alcun modo valida: «un po' di divertente impudenza»? Non è divertente. The Sun è un quotidiano indirizzato alle famiglie, la gente cresce insieme a questo giornale. Che i tuoi genitori lo comprino o meno, è comunque sempre lì presente. E l'argomento "se non ti piace non lo compri" fa acqua da tutte le parti.

Credi che gli editori e i proprietari del Sun siano in ascolto? 

Ru­pert Mur­doch ha risposto ad un tweet di uno dei sostenitori che recitava "Pagina 3 è così arretrata", scrivendo "Forse hai ragione, stiamo considerando un compromesso con esperti di moda." Quindi... stanno seguendo la campagna. Non sono sicura che sia veramente quello che immaginavamo come soluzione ideale, ma siamo stati ascoltati. The Sun sta organizzando dei Check’em Tues­days in associazione con la Cop­pafeel Cam­paign per sensibilizzare le giovani ragazze a controllarsi il seno in cerca di precoci segnali di cancro. C'è chi suppone che The Sun lo stia facendo per dare a Pagina 3 un'etichetta potenzialmente positiva, dal momento che sta ricevendo parecchia pubblicità negativa. Coppafeel è un'ottima campagna. Tuttavia, credo sia triste che l'unico modo che The Sun riesce a pensare per mettere in luce il problema del cancro al seno e l'importanza della diagnosi precoce sia usare una giovane ragazza mezza nuda in una posa sensuale. E' una celebrazione di tette che le pazienti di cancro al seno non per forza hanno. Mette desiderabilità e femminilità sullo stesso piano delle "tette perfette".

Come sta andando la campagna sotto il profilo di cifre, successi rilevanti?

Più di 100 Membri del Parlamento hanno firmato. Quindi, abbiamo il supporto dei membri del Parlamento inglese, dei membri del Parlamento Scozzese, dei membri dell'Assemblea gallese e di alcuni personaggi di successo tra cui Russell Brand, che ha recentemente dato il proprio supporto alla campagna. No More Page 3 ha sponsorizzato la squadra di calcio femminile del Chel­tenham, squadra che aumenta la consapevolezza nei confronti sia della campagna sia dello sport femminile, il quale non riceve abbastanza attenzione.

Quali pensi siano le più insidiose manifestazioni di sessismo, a parte Pagina 3?

Il fatto di richiamare l'attenzione sul genere sessuale di una persona in quanto inaspettato. Specialmente nel mondo dello sport si sente dire: «Incredibile che a raggiungere questo risultato sia stata una donna». Recentemente ho letto una lista di membri di una grande organizzazione e tra parentesi era indicato che uno di questi era donna. Ma la cosa è irrilevante. Molto spesso il genere è irrilevante ma le persone lo mettono in luce se sembra inaspettato. Se è ancora sorprendente che delle donne siano in posizioni di potere, allora abbiamo ancora molta strada da fare.

No More Page 3, poesia di Sab­rina Mah­fouz

Lucy-Anne Holmes ha affermato di aver iniziato la campagna per caso usando change.​org: aveva deciso di far partire una petizione ed è rimasta sorpresa quando ha ricevuto così tanti consensi. Pensi che internet giochi un ruolo importante nel dare il potere alla società di cambiare le cose e di sfidare norme costituite, dando prova del fatto che le persone non devono per forza essere nel modo in cui sono sempre state?

Internet è curioso perché può darci potere ma anche togliercelo. E' una forza di democratizzazione perché su Twitter, per esempio, non importa chi tu sia, importa solo se la tua voce viene ascoltata, e può esserlo. Internet ha molto potenziale. E' un modo di raggruppare persone che si interessano delle stesse problematiche. Non so come si sarebbe potuta fare questa campagnia senza social media. Certamente, c'è anche il rischio di essere distratti da molte foto di gatti!

Sul sito No More Page 3, le persone si sentono più forti per il fatto di avere la possibilità di raccontare la loro storia e vedere che altri hanno avuto esperienza delle stesse cose. In poche parole, le persone non restano isolate nelle loro stesse esperienze. 

Sì, la campagna dà potere alle persone che hanno provato un senso di disagio riguardo a questo argomento per molto tempo, ma che non avevano mai pensato "posso cambiarlo" perché non era nemmeno mai venuto loro in mente di cambiarlo. Qualcuno si è alzato e ha detto: "A dire il vero questo non dovrebbe trovare posto in un quotidiano, non è una notizia, è una ragazza con le tette di fuori messa lì per solleticare gli uomini: questa non è una notizia" e tutti gli altri all'improvviso hanno aderito: "Hai ragione, mi ha coinvolto per tanto tempo, ha interessato il modo in cui vedo me stessa, il modo in cui gli uomini mi vedono, non mi piace". Ed è meraviglioso quando ciò accade.