Le tensioni fra Russia e Unione Europea da un punto di vista personale

Articolo pubblicato il 02 settembre 2014
Articolo pubblicato il 02 settembre 2014

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All’inizio del 2014 le relazioni fra UE e Russia si sono incrinate a causa del conflitto in Ucraina. L’atmosfera agitata ha ripercussioni tanto sui russi quanto sugli europei. Cone inflluenza tutto questo i giovani russi che vivono nell’UE? Alexandra Ovchinnikova (27), trasferitasi da Mosca a Monaco per studiare Economia, cerca di promuovere la comprensione della Russia fra i suoi amici europei.

Cafébabel: Qual è il tuo punto di vista sulle attuali difficoltà nelle relazioni tra Russia e UE?

Alexandra Ovchinnikova: Per rispondere a questa domanda, dobbiamo prima definire cosa intendiamo per difficoltà attuali. Io le interpreto come le difficoltà di creare un modello sostenibile di relazioni tra Russia e UE che starebbe bene ad entrambe le parti dopo la caduta dell’Unione Sovietica. In questo senso descriverei queste difficoltà non solo come attuali, ma come un fenomeno vecchio di quasi quindici anni. Penso che ci sia da rimpiangere quanto tempo è stato perduto. Ad ogni modo, l'accentuarsi delle tensioni a cui stiamo assistendo fa sperare che un serio dialogo avrà finalmente luogo e ci porterà sulla giusta rotta.

CB: Questa situazione ha avuto qualche impatto sulla tua vita in Germania?

AO: Negli ultimi tre anni, mi sono abituata ad essere ambasciatrice non ufficiale del mio paese. Ricevo molte domande sulla Russia dai miei amici stranieri e da persone che incontro di tanto in tanto, e sono grata a queste persone. Primo, perché provano a pensare fuori dagli schemi, a imparare qualcosa in più, per raccogliere informazioni da fonti diverse. Sono loro grata anche perché le loro domande mi aiutano a comprendere meglio il mio paese e a individuare ciò che rende i russi simili o diversi dagli europei. La situazione in Ucraina mi sta facendo pensare a molte domande in questo momento.

CB: Quali sono le tue esperienze di discussioni con cittadini europei sul conflitto in Ucraina?

AO: Sono diverse. I miei amici studiano relazioni internazionali, per cui ci scambiamo aggiornamenti e seguiamo le notizie. Su cosa siamo d’accordo? Sul fatto che l’attuale clima politico e mediatico non facilita la comprensione reciproca e la ricerca di compromesso, non in Ucraina, non in Russia e neanche in Europa e che bisognerebbe trovare la soluzione invece di incolparsi a vicenda. Inoltre, c’è un altro tipo di esperienza. Conosci Elizabeth Lotus, una famosa psicologa americana specializzata nell’esplorazione della costruzione dalla memoria umana? Gli americani sono in genere molto bravi in questo campo. La Lotus é recentemente giunta ad una svolta per la ricerca, dimostrando che è piuttosto facile manipolare la memoria umana. Conduce esperimenti in cui fornisce alle persone fatti che non sono mai accaduti. All’improvviso queste iniziano a ricordarli, descrivendo come sono avvenuti particolari dettagli. In questi giorni non riesco a smettere di pensarci.

CB: Qual è il tuo punto di vista sul conflitto in Ucraina?

AO: Ha portato via troppe vite e troppe tragedie fra la gente, sia tra coloro che era pro che tra gli anti-Russia in Ucraina e anche tra chi non ha alcun legame con i due paesi. Penso che questo sia orribile e ho paura. Quando leggo i post su Facebook di certi politici e osservo il rancore e la divisione che alimentano fra la gente, è incredibile! È difficile immaginare come tutto questo possa essere scritto da esseri umani. Sono scioccata dalla perdita di umanità nella nostra epoca. Recentemente c’è stato l’anniversario dell’inizio della Prima Guerra Mondiale e mi duole dire che non sono sicura che gli errori dei nostri antenati abbiano insegnato qualcosa alla nostra generazione.

CB: Cosa pensi delle reazioni di Russia e UE?

AO: A livello umano, siamo sullo stesso piano. Mio padre sta ospitando i nostri amici ucraini nella nostra Dacia. I miei amici tedeschi stanno aiutando con delle donazioni. A livello politico, penso che le notizie sulle ‘nuove sanzioni’ abbiano oscurato le notizie sulle sofferenze umane e su come possiamo risolverle. Curiosamente, viene difficilmente menzionato che il principale effetto delle sanzioni rischia di essere il danneggiamento delle vite della popolazione civile nei paesi colpiti. Penso che siano una minaccia per la vita di alcuni dei miei connazionali, gente comune che ha la propria vita e i propri sogni. Mi fa davvero arrabbiare.

CB: Cosa pensi dei media europei e russi che si stanno occupando del conflitto?

AO: Ho lavorato come giornalista per anni, perciò preferirei non commentare il lavoro dei miei colleghi. Ad ogni modo, poiché sto seguendo da vicino i media russi, europei, statunitensi e arabi, capisco la difficoltà che il pubblico di lettori sta sperimentado. Siamo tutti troppo spesso esposti a interpretazioni di fatti e di eventi. A chi dovremmo credere? Da giornalista, prendo in considerazione l’opinione dei miei colleghi, ma sono particolarmente interessata alle fonti che utilizzano. Nell’era di internet è facile rintracciarle. Perciò guardo i filmati delle conferenze stampa al Dipartimento di Stato USA con Barack Obama. Ascolto le interviste con Sergey Lavrov e Vladimir Putin; Angela Merkel e David Cameron sono anch’essi sulla mia lista. Meno etiche, ma piuttosto acute, sono le indiscrezioni che si dimostrano credibili. E poi ovviamente la storia, l’economia (lasciatemelo evidenziare), cui prodest (a chi giova?) e il buonsenso. In base a tutto questo, provo a pensare: come posso mettere insieme tutte le informazioni che ho? Che articolo scriverei io stessa?

Alexandra Ovchinnikova, 27 anni, studentessa alla Ludwig-Maximilians University di Monaco. Alexandra sta completando la sua seconda laurea in Economia. Si è laureata per la prima volta in Giornalismo Internazionale al Moscow State Institute of International Relations (MGIMO-University) e lavora come giornalista da quando aveva 18 anni. Prima di trasferirsi in Germania, ha diretto una ONG insieme ai suoi amici dell’università, aiutando bambini e anziani in tutta Mosca. Interessata alla coperazione internazionale vive a Monaco da circa tre anni e mezzo e parla russo, inglese, tedesco, italiano mentre sta studiando arabo. Alexandra è interessata agli aiuti e lo sviluppo umanitario.