Le Short stories siciliane dell'Efebo Corto 2015

Articolo pubblicato il 19 dicembre 2015
Articolo pubblicato il 19 dicembre 2015

L'Efebo Corto Film Festival 2015 ha riunito sette troupe formate da studenti universitari contro, in un contest che richiedeva di girare, montare e postprodurre un cortometraggio in 72 ore utilizzando come mezzo per le riprese il tablet o lo smartphone. Vincitori, vinti e racconti tratti dai cortometraggi finalisiti.

La presenza di Giuseppe Tomasi di Lampedusa, scrittore di un romanzo che ha anche influenzato la storia del cinema; un efebo, la statua greca che simboleggia la giovinezza e dà il nome al festival cinematografico; una frase tratta dal romanzo Todo Modo di Leonardo Sciascia, autore che più di ogni altro ha espresso la lotta politica siciliana, con la celeberrima frase "Le cose che non si sanno, non sono". Sono gli elementi fondalmentali che i cortometraggi dell'Efebo Corto dovevano accogliere necessariamente nella trama.

Per il resto, giovedì 17 dicembre, la XI edizione del festival ha offerto una giornata di proiezione di tutti i cortometraggi finalisti nell'aula multimediale della residenza universitaria palermitana San Saverio, con tanto di premiazione per il vincitore del contest  "72 ore project", un format nuovo con una regola: alle troupe composte da studenti universitari under 30 si è richiesto di girare, montare, postprodurre e consegnare un cortometraggio, finito in tutte le sue parti, in sole 72 ore.

Quanto al mezzo, i corti dovevano essere girati esclusivamente tramite smartphone e tablet, per spingere i videomakers verso nuovi linguaggi e sperimentazioni. Da questa durissima selezione sono usciti sette corti finalisti proiettati a ciclo continuo davanti agli spettatori

Auster di Etrio Fidora, ad esempio, ci ha colpito per la maturità con cui si è voluto rispettare il mezzo cinematografico, lo smartphone, con riprese credibili - in stile presa diretta - del girovagare della protagonista (una vitalistica Roberta Sardella) in una Palermo immortalata in bianco e nero dalla fotografia di Costanza Arena.

Tema emergente quello della fuga dei cervelli, ma anche della morte della cultura cittadina, ravvisabile nella figura di Tomasi di Lampedusa in un teatro che si scopre vuoto. Un corto con alcuni spunti onirici che in 72 ore ha richiesto gli straordinari a Roberto Salvaggio al montaggio. Diverse i luoghi: la stazione Centrale, piazza Magione, piazza Pretoria, via Maqueda.

Molto creativo e suggestivo invece Assan, la voce della mente, vicino a un cinema che per quanto riguarda il sonoro ci ha ricordato l'uso perturbante dell'audio che fa David Lynch e visivamente una tavolozza che potrebbe essere stata rubata a René Magritte.

Nessun vero dialogo e l'intento di "raccontare il processo creativo di Tomasi di Lampedusa in un non luogo infinito come è la spiaggia". Toty Cannova, Giuditta Vasile, Lorenzo Randazzo ed Emilia Callari si sono alternati alla regia e davanti la macchina da presa - pardon, lo smartphone - scegliendo come set la spiaggia di Magaggiari (Cinisi).

Da apprezzare anche Amedeo il giovane Gattopardo di Tiziano Tomasello, che  ha raccolto la sfida di un'ambientazione d'epoca, sfruttando gli interni e gli esterni della Palermo storica (Mura delle Cattive, Villa Garibaldi). «La storia di Amedeo è realmente esistita: abbiamo trovato  una lettera firmata da Amedeo che scrive a una donna, Rosetta, dichiarando il suo amore ma anche informandola della sua partenza per la leva militare. Amedeo impazzisce e sarà Tomasi di Lampedusa, suo compagno di camerata, a continuare la corrispondenza con Rosetta» racconta Luca Mangano, attore e montatore del corto. 

La Giuria, che tra gli altri vantava la presenza anche di Pedro Armocida del Festival del Cinema di Pesaro e la direttrice dell'Efebo Corto Maria Alba Messina, ha incoronato con un premio di 2mila euro l'horror Gr3d di Jaqueline Rodriguez, una riflessione su fatti di cronaca legati ai suicidi di alcuni giovani universitari.

«Un festival che dimostra di avere una sua vita e una sua necessità nel territorio, manifestando la capacità di evolversi», il commento sull'Efebo Corto Film Fest 2015 di Alessandro Rais, presidente della Sicilia Film Commission - Ufficio Speciale per il Cinema e l'Audioviso, che ha aggiunto: «La rete dei festival cinematografici sta disegnando una strategia per il turismo in Sicilia».