Le ricette della fame: la cucina dei greci in tempo di crisi

Articolo pubblicato il 17 aprile 2012
Articolo pubblicato il 17 aprile 2012
L’ultimo libro della storica Eleni Nikolaidou, "Le ricette della fame", in realtà non sarebbe dovuto diventare un libro di cucina. Ma in tempo di crisi le ricette che risalgono al periodo dell'occupazione tedesca della Grecia sembrano essere un tema da bestseller.

Ha scritto libri sul poeta Sofocle e sulla battaglia navale di Salamina, ha reso onore al matematico Archimede e ha rivistato la storia dei giochi olimpici nell’antica Grecia,ma l’ultimo libro della storica greca Eleni Nikolaidou sembra avere la stoffa del bestseller. Si chiama Le Ricette della fame, il libro per il quale sempre più greci pagano volentieri 12,90 Euro - nella speranza di riuscire a risparmiare un po' grazie alla lettura del libro. Infatti i greci, piegati dalla recessione e dalla disoccupazione devono fare attenzione anche nell’acquisto dei generi alimentari. Il libro spiega, infatti, come ci si può saziare con il minimo indispensabile.

Ma Eleni Nikolaidou non ha scritto propriamente un libro di ricette. Per 18 mesi ha esaminato negli archivi migliaia di giornali greci dal 1941 fino al 1944, il periodo dell’occupazione tedesca durante la seconda guerra mondiale. «L’idea mi è venuta - spiega la Nikolaidou - quando casualmente mi sono imbattuta in un titolo di giornale di quel tempo: 'Così si raccolgono le briciole di pane'. Questo ha destato la mia curiosità».

Minestra di fagioli senza fagioli

Ben presto la Nikolaidou ha scoperto nei giornali del periodo di guerra un gran numero di ricette con le quali una famiglia, che si trovi in condizioni disagiate, può trarre sostentamento. A quel tempo la carne era tanto buona quanto impossibile da trovare, perciò i greci preparavano delle “polpette di carne” fatte di grano triturato. L’uva passa, le olive, le erbe selvatiche, il cavolo e un po’ di cereali costituivano negli anni dell’occupazione gli alimenti con i quali le donne dovevano creare magicamente un pasto che saziasse tutta la famiglia.

Nei giornali del tempo di guerra la Nikolaidou ha trovato anche questo consiglio: “masticate il cibo il più possibile, così lo stomaco si sentirà pieno più a lungo”. In quegli anni non si gettava via nulla, anche dalle bucce delle patate e dai resti di verdura le donne riuscivano a ottenere un brodo.

Il periodo a cui risalgono le ricette della fame fu un periodo buio per i greci. Nell’inverno del 1941-42 morirono di fame e di freddo 300.000 persone, poiché gli occupanti tedeschi avevano requisito il materiale combustibile e i generi alimentari. «Di notte sentivo la gente urlare dalla fame e ogni mattina delle persone addette alla pulizia delle strade attraversavano la città con dei carretti di legno per raccogliere i morti», ricorda l’oggi novantatreenne ex-premier greco Kostas Mitsotakis.

Naturalmente oggigiorno la situazione del Paese non è così disperata come negli anni della guerra, ma anche oggi molti greci soffrono la fame. La chiesa ortodossa da sola dà da mangiare quotidianamente a 250.000 persone nelle mense dei poveri in tutto il paese. Ad Atene le code davanti alle mense cittadine sono sempre più lunghe. Gli insegnanti raccontano di bambini che vengono a scuola denutriti e affamati. Secondo una statistica dell’Eurostat, già il 28% dei greci vive prossimo alla soglia di povertà. Si tratta di più di tre milioni di persone.

L'autore di questo articolo, Gerd Höhler, è corrispondente del network per l'Europa dell'Est n-ost.

Foto: (cc)Ralph Aichinger e (cc)ian boyd/ianmarkboyd su Youtube/flickr.