Le presidenziali romene e il disincanto degli elettori

Articolo pubblicato il 04 dicembre 2009
Articolo pubblicato il 04 dicembre 2009
Il 6 dicembre 2009 i Romeni dovranno scegliere il loro nuovo presidente. È la prima volta dall’ingresso del loro paese nell’Unione europea, nel 2007. Per un popolo più scettico che mai, si tratta della scelta politica più difficile del post-comunismo.

Il cuore dei Romeni è in bilico tra l’attuale presidente Traian Basescu (democratico liberale, centro-destra) e il candidato della coalizione di sinistra, Mircea Geoana (social democratico), ex ministro degli Affari esteri. In queste ultime due settimane, tra il primo e il secondo turno delle elezioni presidenziali, gli scandali che hanno coinvolto i due candidati hanno anche infuocato il dibattito elettorale e i loro seguaci si scannano in tv. In politica come in guerra tutto pare permesso e da entrambe le parti niente è senza conseguenze.

Così i Romeni si ritrovano confusi e rimettono in questione le proprie idee: «Chi dice il vero?», si chiedono. Gli elettori hanno già sperimentato l’essere “rimorchiati” e poi abbandonati una volta finite le elezioni. Per questo sono più scettici che mai. Devono scegliere tra un candidato tacciato di avere idee troppo comuniste e un altro accusato di tirannia. Data la situazione il voto sarà allora l’espressione democratica del “male minore”, anche se il nuovo presidente avrà più di una sfida da raccogliere: far uscire il paese dalla recessione e ristabilire l’equilibrio politico dopo la caduta del governo di metà ottobre.